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Venerdì, 04 Dicembre 2020

"Tutti uniti nell'ultimo miglio"

«Siamo all'ultimo miglio e dobbiamo accelerare, completando l'azione di rinnovamento messa in campo dal primo giorno di questa legislatura, con l'obiettivo di dare un futuro ai nostri giovani, che sono il grande vero patrimonio di questa terra» Usa metafore sportive «Siamo all'ultimo miglio e dobbiamo accelerare, completando l'azione di rinnovamento messa in campo dal primo giorno di questa legislatura, con l'obiettivo di dare un futuro ai nostri giovani, che sono il grande vero patrimonio di questa terra» Usa metafore sportive Francesco Talarico, presidente del Consiglio regionale, per parlare degli impegni che attendono l'Assemblea. Manca poco più di un anno e mezzo alla conclusione della legislatura ed è il tempo giusto per valutare le cose fatte e quelle da fare. Quello che si concluderà fra pochi mesi è stato, comunque, un anno difficile per le Regioni, in generale: «Forse è stato il più critico-sostiene Talarico-, dall'inizio della vita delle Regioni. Si è scatenata una bufera giudiziaria, che è partita dal caso Fiorito, nel Lazio, e poi si è diffusa da Nord a Sud. Noi, pur tra queste difficoltà, abbiamo però lavorato e sono tanti i provvedimenti legislativi approvati e i risultati ottenuti, spesso con voto unanime»

Qual è il provvedimento che ritiene più importante tra quelli approvati?

«Senza dubbio la riduzione del numero degli enti regionali. Abbiamo accorpato, abolito enti inutili. Si tratta di riforme strutturali che avranno i loro effetti nella vita della Regione nei prossimi anni. C'è stata un'inversione di rotta netta, rispetto al passato, quando la linea era promuovere la proliferazione di enti per nominare amici, collaboratori e dirigenti di partito, dilapidando, così, ingenti risorse pubbliche e soprattutto creando quelle isole felici e scellerate di gestione clientelare che spesso sfuggivano agli stessi rappresentanti politici».

Come sono i rapporti Giunta-Consiglio?

«Di grande collaborazione, come mai accaduto in passato. Il presidente Scopelliti è sempre presente alle sedute del Consiglio, dimostrando grande rispetto per l'Aula. Abbiamo sempre approvato, nei tempi giusti, il bilancio regionale, come ribadito dalla Corte dei Conti. Il rispetto è reciproco. Noi abbiamo grande attenzione verso il lavoro della Giunta e del suo presidente».

Cosa ci si deve aspettare per la Calabria "nell'ultimo miglio".

«Le cose stanno cambiando, ma è ovvio che ancora c'è molto da fare. Occorre mettere in campo un desiderio collettivo e costruttivo, che dia vigore al cambiamento. Bisogna far crescere il sentimento dell'orgoglio di essere calabresi, evitando sterili contrapposizioni, personalismi e conflitti che fanno perdere tempo e non servono per affrontare le grandi emergenze».

Quali sono queste grandi emergenze?

«Quelle del lavoro e dello sviluppo economico in primo luogo, soprattutto in settori vitali e decisivi come turismo, agricoltura e sociale. È qui che si vince la partita per evitare nuove partenze di intelligenze, nuove emorragie di risorse umane».

E la sanità? Non è da considerare un'emergenza?

«Questo è il settore dove, per decenni, giocando sulla pelle dei cittadini, ci sono stati sprechi, inefficienze, lotte di potere e, nel migliore dei casi, disordini organizzativi e gestionali. Tutte cose che hanno portato a deficit stratosferici. Molti, sulla gestione clientelare della sanità, hanno costruito le loro fortune politiche e creato danni enormi. Da questi buchi neri, siamo partiti in questa legislatura. Il presidente Scopelliti ora sta facendo un buon lavoro e il Consiglio - anche se sul piano di rientro dal debito non ha competenze specifiche - non sta facendo mancare i suoi suggerimenti preziosi, con confronti, discussioni e dibattiti. Dobbiamo, in ogni caso, passare presto alla fase due, cominciare a far vedere i cambiamenti».

Ritiene che si possa aprire, dopo la fase dei sacrifici, una nuova condizione per la sanità calabrese?

«Intanto la Calabria ha acquistato credibilità ai tavoli nazionali dove si discute e si decide. I dati di bilancio ci danno ragione. Adesso bisogna lavorare per ricostruire, cominciando dallo sblocco del turn over, un atto fondamentale, poiché non è immaginabile che in ospedali importanti un pronto soccorso, o una radiologia, tanto per fare un esempio, operino con due soli medici. Il personale medico e paramedico sta facendo grandi sacrifici per dare risposte all'utenza, lavorando in carenza di risorse. C'è una sanità buona in Calabria, con medici e infermieri che fanno il loro dovere, con competenza e impegno. Si sta lavorando a rimediare a una situazione drammatica ereditata e le correzioni, a volte dolorose, sono inevitabili se vogliamo assicurare ai calabresi un sistema sanitario moderno e mettere fine alla inammissibile mobilità di malati».

La Conferenza dei presidenti, che si è tenuta a Reggio, in luglio, ha rappresentato un momento in cui la Calabria ha incontrato l'adesione ai suoi progetti delle altre regioni.

«Un segnale significativo. L'approvazione, con voto unanime, del documento da noi proposto sull'istituzione della zonaeconomica speciale a Gioia Tauro ci suggerisce di alzare lo sguardo oltre i confini regionali e di aprire finestre di dialogo con le altre regioni. Dal confronto passa la nostra possibilità di crescita. La Zes dà l'opportunità alle imprese di avere agevolazioni sulla tassazione e sappiamo che in Calabria servono politiche di sostegno alle piccole imprese, le uniche che possono creare occupazione. Serve fiscalità di vantaggio e credito d'imposta, che sostituisca quei finanziamenti a fondo perduto che spesso sono stati utilizzati male e prodotto incompiute».

Presidente in questo frangente della vita politica, non so- lo regionale, gli occhi sono puntati sui costi e sugli sprechi della politica.

«C'è una comprensibile sensazione di sfiducia verso la politica. È il momento, in politica, di dare spazio alle nuove generazioni, di rinnovarsi, di avere il coraggio di uscire da vecchie e dannose logiche e dinamiche autoreferenziali. Servono assunzioni di responsabilità condivise, occorre superare il concetto di avversario e cercare, tutti insieme, le vie d'uscita».

Cosa ha fatto il Consiglio regionale, in materia di tagli ai costi della politica?

«Guardi, la Calabria è la regione sulla quale è puntato, da sempre, il dito del pregiudizio come terra dei primati negativi. Non siamo esenti da colpe, ma non possiamo accettare gli atteggiamenti di disprezzo, o la mancanza di attenzioni giuste. In tema di riforme e di riduzione dei costi della politica abbiamo fatto più di tutti, muovendoci prima di altre regioni e raggiungendo risultati che ci mettono in linea con le istituzioni considerate più virtuose. Non c'è stato un provvedimento, dico uno, che sia andato in direzione dell'aumento della spesa. Abbiamo solo ridotto, deliberando sempre all'unanimità. 1 tagli alla politica sono un'esigenza, non solo dettata dai tempi, ma una necessità per far riacquistare alla politica credibilità e riconquistare la fiducia dei cittadini».

II Movimento 5 Stelle, propone l'abolizione del vitalizio con effetto immediato e non dalla prossima legislatura.

«Sarà il Consiglio regionale a pronunciarsi nella prima seduta utile. Se ne è già occupato l'Ufficio di Presidenza, ascoltando gli esponenti del M5S. Ma non essendo pervenuto ad una decisione unanime in merito all'ammissibilità del referendum, ha demandato all'Aula ogni decisione».

Lei è un esponente dell'Udc. Cosa c'è nel futuro del suo partito?

«Intanto vedo un futuro. Le Politiche sono state un episodio, abbiamo pagato la scelta di aderire al progetto di Monti, rinunciando alla nostra identità. In Calabria abbiamo retto bene. Guardo con ottimismo alle prossime competizioni elettorali, anche se penso che dobbiamo aprirci sempre di più all'ascolto della gente, offrendo l'opportunità alle nuove generazioni, di donne e uomini, di entrare in politica, rilanciando la nostra presenza sul territorio, com'è nella nostra tradizione. Lavoriamo per unire e non per dividere, vogliamo promuovere la più ampia partecipazione. Su questa base pensiamo di poter guardare con ottimismo al futuro».

Intervista pubblicata da "Gazzetta del Sud" il 10.08.2013