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Martedì, 24 Novembre 2020

Calabresi uniti per il cambiamento

Una terra che, nelle diverse epoche, ha sparso per il mondo tante e preziose risorse umane, deve poter coltivare il sogno che si può progredire, riscattarsi e liberare energie positive, senza doversi staccare dalle radici e dai propri affetti. Dell’esperienza Una terra che, nelle diverse epoche, ha sparso per il mondo tante e preziose risorse umane, deve poter coltivare il sogno che si può progredire, riscattarsi e liberare energie positive, senza doversi staccare dalle radici e dai propri affetti. Dell’esperienza di chi, proprio partendo dalla Calabria, ha conquistato il successo lontano dalla terra a cui appartiene, va fatto tesoro per immaginare un futuro diverso da quel destino a cui finora la nostra regione sembra essere stata condannata da una mitologia negativa del passato e del presente. La Calabria, ha bisogno di valorizzare le sue potenzialità e le sue qualità, chesono molto migliori di come ce le raccontano e di come le raccontiamo noi stessi.

La manifestazione di Roma, nella Sala Protomoteca in Campidoglio, per la XXII edizione del premio internazionale “La Calabria del mondo”, con la presenza di tante personalità dell’economia, della scienza, della cultura, dell’imprenditoria, diffuse per le diverse regioni italiane e per il mondo, è una testimonianza della grande ricchezza e della speranza della Calabria. È l’icona migliore di una regione che dimostra come le idee, il coraggio e l’intelligenza, possono trasformare se stessi e il mondo a cui si appartiene. È un’immagine che ci sollecita a tenere duro e non mollare, per portare a compimento il processo di cambiamento, investendo soprattutto sui giovani e sulle loro capacità, per generare una rivoluzione positiva.

Vedere una Calabria “internazionale”, orgogliosa delle proprie radici e delle proprie intelligenze, da ammirare ed elogiare, narrata senza pregiudizi e senza malizia, ci incoraggia e ci dice che possiamo farcela, se riusciamo ad essere coraggiosi e uniti, per non perdere la straordinaria occasione di cambiare definitivamente il volto e il destino di questa regione, cominciando con lo spiegare al Paese che proprio dalla Calabria può partire il messaggio positivo di speranza per un’Italia che ha bisogno di reinterpretare il suo destino di nazione con un grande passato e con tante difficoltà nel presente.

Ci sono molte ragioni, per credere che il progetto di cambiamento possa essere portato a termine, anche in tempi ravvicinati. Dobbiamo però poter passare dalla sfiducia e dalle prediche di chi ha tendenza alla rassegnazione, come abito morale, alla forza delle decisioni, per cogliere le opportunità che ci sono in questo frangente storico, pur nella delicatezza e nell’incertezza di questa fase della vita del Paese. C’è l’urgenza che la buona politica, che pure c’è, anche in Calabria, nonostante i ritardi nello sviluppo, l’enorme deficit infrastrutturale e la presenza di una forte criminalità organizzata, renda possibile il riscatto sociale ed economico di una regione dalle grandi ricchezze umane, naturalistiche e storiche.

In questa legislatura, lo sforzo positivo messo in campo, con riforme significative, riduzione dei costi della politica e della spesa pubblica e con una lungimirante programmazione, sta dando buoni risultati e rappresenta la sfida giusta per un concreto ed autentico riscatto sociale ed economico di questa terra. La Calabria, da sola, però non può farcela e nel viaggio verso il cambiamento abbiamo bisogno dell’apporto delle tantissime personalità calabresi  affermate od emergenti nel Paese e nel Mondo. Abbiamo bisogno di dialogare e di confrontarci con loro, per fare rete e valorizzare le nostre potenzialità, allargando lo sguardo verso nuovi orizzonti.  Dobbiamo imparare a fare squadra, a stare insieme, a ricercare i motivi di essere orgogliosi della nostra Calabria, cercando di ottimizzare e valorizzare tutte le possibili sinergie, a livello di Regione e di Governo nazionale, con una visione appropriata agli aspetti europei e internazionali, dai quali non possiamo sentirci esclusi.

Le Regioni sono enti fondamentali per lo sviluppo del territorio, per una serie di ragioni, a cominciare dalla possibilità di legiferare in materie estremamente importanti e poi per la straordinaria opportunità che deriva dei fondi comunitari che, se ben spesi e ben utilizzati, possono contribuire a costruire sviluppo e occupazione. Molto dipende dal nostro impegno e dalla nostra determinazione e soprattutto dal nostro coraggio di fare delle scelte forti capaci di proiettarci verso il futuro.