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Martedì, 24 Novembre 2020

Accelerare i processi di riforma e di crescita della Calabria

Riprendiamo la marcia dopo la parentesi delle elezioni politiche, cercando di aggiungere, ai doveri dell’azione politica e istituzionale, motivazioni ancora più forti, per poter affrontare vecchie e nuove situazioni che finora hanno frenato lo sviluppo della Calabria. Non possiamo, in Riprendiamo la marcia dopo la parentesi delle elezioni politiche, cercando di aggiungere, ai doveri dell’azione politica e istituzionale, motivazioni ancora più forti, per poter affrontare vecchie e nuove situazioni che finora hanno frenato lo sviluppo della Calabria. Non possiamo, in ogni caso, nascondere le preoccupazioni per l’instabilità che si profila in Parlamento e che non potrà che nuocere al governo del paese e in particolare ai territori già trascurati del Mezzogiorno.
Noi dobbiamo lavorare per accelerare i processi di riforma e di crescita già avviati in Calabria e per realizzare gli obiettivi di modernizzazione e sviluppo della regione che ci siamo proposti, ma l’instabilità politica a livello nazionale è destinata a incidere negativamente sulle questioni delle regioni del Mezzogiorno. Mentre occorrerà, pure, difendersi dalle idee di quanti, come il neogovernatore della Lombardia Roberto Maroni, promettono di trattenere il 75 per cento delle tasse per il proprio territorio e di ridisegnare politicamente e istituzionalmente l’area del Nord. Se la suggestione della macroregione è stata solo un espediente elettorale, vale poco o nulla, ma se l’idea dovesse trovare condivisioni più ampie, rispetto agli egoismi e alle fantasie leghiste, i già deboli equilibri nazionali vacilleranno ancora di più e i rischi aumenteranno, con pericolo di sussulti sociali e di laceranti divisioni che andranno contro la faticosa, ma pur sempre mantenuta con alto senso della civiltà, identità collettiva italiana, alla quale il Sud ha contribuito con sacrifici e generosità.
E’ con questo scenario davanti a noi, a dir poco incerto, che dobbiamo riprendere il cammino e il lavoro in Calabria, non senza preoccupazione, anche in questo caso, per la sparizione della nostra regione da agende e programmi della politica nazionale. E’ all’interno di questo quadro che dobbiamo operare, senza perdere di vista che il problema dello sviluppo della Calabria tocca interessi “collettivi” e non di parte ed esige - per queste ragioni e in questa fase delicatissima - un compattamento delle forze razionali della politica, della società civile, del mondo del lavoro e della cultura, pur nel rispetto delleposizioni di ognuno, per progettare il nostro futuro e per superare le fragilità e la disgregazione che in questi ultimi anni hanno acuito il malessere economico e sociale della nostra terra.