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Mercoledì, 12 Agosto 2020

500 mila romani parlano calabrese

Parla Domenico Naccari, delegato dal sindaco Alemanno per i rapporti con la comunità calabrese della Capitale. Sono circa 500mila i calabresi che risiedono a Roma. A fronte di una popolazione di circa 2 milioni ed 800 mila abitanti. Una presenza Parla Domenico Naccari, delegato dal sindaco Alemanno per i rapporti con la comunità calabrese della Capitale. Sono circa 500mila i calabresi che risiedono a Roma. A fronte di una popolazione di circa 2 milioni ed 800 mila abitanti. Una presenza significativa che è cresciuta nel corso degli anni, compattandosi e arrivando ad includere tre generazioni.

Domenico Naccari, delegato dal sindaco Alemanno per i rapporti con la comunità calabrese della Capitale


La presenza dei calabresi a Roma  ha radici storiche lontane. Col passare del tempo, infatti, c’è stata  una totale integrazione e stratificazione sociale, tra gli emigrati giunti in passato nella capitale per necessità e coloro che, invece, si sono trasferiti per volontà in cerca di una nuova occupazione. La nostalgia verso la propria terra, ma soprattutto il desiderio di volere tramandare l’identità e la cultura della Calabria, ha rafforzato i rapporti tra i corregionali presenti nella città, portando a promuovere iniziative che sono state  da traino per la diffusione di valori positivi in tutto il Paese, ma anche in Europa. Domenico  Naccari. originario di Vibo Valentia,   consigliere nell’Amministrazione comunale capitolina, da 22 anni vive a Roma, dove svolge la professione di avvocato penalista. Nel 2009, Naccari,  ha ottenuto dal sindaco Alemanno, la delega ai rapporti con la comunità calabrese, ed ha iniziato ad intraprendere i progetti diretti ad intensificare i contatti tra Roma e la Calabria.

L’identità calabrese è un  valore da salvaguardare, ma anche un tratto distintivo, un simbolo delle proprie origini e della cultura. Lei cosa ne pensa?

I calabresi che risiedono nella capitale, provengono da tre generazioni diverse. Innanzitutto ci sono coloro che sono nati in Calabria, ma sono emigrati per bisogno. Negli anni, poi, a questo gruppo si sono uniti i figli di calabresi trapiantati nella capitale, che hanno scelto di trasferirsi sia per lavoro,  ma anche per volontà ed infine i nipoti dei primi emigrati,  che formano l’ultimo livello. In tutto sono circa 500mila i calabresi presenti a Roma.

L'Altare della Patria


La compattezza e l’organizzazione della comunità, mi ha portato a dedicare il mio impegno nell’avviare iniziative volte ad implementare i valori positivi della nostra terra, mettendo in comunicazione i diversi soggetti interessati. Roma vanta una numerosa rappresentanza di calabresi che si sono distinti per doti e professionalità. L’identità calabrese è per i corregionali residenti nella capitale, una caratterizzazione forte, che denota un grande spirito di aggregazione. E’ necessario continuare ad incentivarla. La comunità calabrese deve proseguire nell’intento di conservare le proprie radici e tramandarne i valori alle generazioni future. Rappresentare la nostra Regione deve essere un motivo di orgoglio. Abbiamo il dovere di recuperare il passato e di costruire un sentimento unitario che possa dare utilità all’intera comunità”.

Quali sono direttive della Fondazione Calabria Roma Europa di cui lei è presidente?

La Fondazione Calabria Roma Europa, è operativa sul territorio nazionale dal 2011. Si tratta di una “fondazione di partecipazione”, in cui tutti i soggetti aderenti sono coinvolti direttamente nelle attività. L’ente vuole essere un punto d’incontro e di collaborazione tra i cittadini attivi sull’intero territorio. La finalità principale è di accrescere le iniziative di ricerca culturale, di divulgazione e di confronto, e inoltre, elaborare proposte concrete che possano coinvolgere soggetti sociali e politici. Tramite la Fondazione, abbiamo pensato di mettere in rete l’alto valore del patrimonio calabrese, con l’obiettivo di promuovere le eccellenze storico, culturali, artistiche e ambientali della nostra Regione,  per rafforzare i legami, creando sempre maggiori sinergie tra i corregionali presenti in Italia e nel resto del mondo. La Fondazione sarà un punto di collegamento tra l’associazionismo calabrese che opera nella capitale e gli enti locali. L’intento, dunque, è di unire le forze per la realizzazione di un progetto importante che si propone di diffondere le positività della Calabria. L’ente è anche uno strumento di riflessione, per stimolare il confronto tra l’opinione pubblica sui principali temi dell’innovazione culturale, politica ed economica e sui percorsi che la Calabria in particolare, ma tutto il Paese, dovrà compiere per ridefinire un ruolo fondamentale nel contesto politico - culturale dell’Europa.  La Fondazione, infatti, funziona come un laboratorio di idee aperto a tutti, con il fine di scambiare esperienze e sperimentare proposte direttead incidere sulla crescita culturale e socio economica della nostra Regione e dei cittadini calabresi residenti nella capitale. La Fondazione,inoltre, ha posto le sue radici nel territorio calabrese. Sono infatti, circa 180 le amministrazioni locali che hanno aderito al nostro progetto, facendo rete tra di loro, per promuovere l’enorme potenziale di sviluppo della Calabria”.

La sinergia creatasi tra Roma e la Calabria, in futuro potrebbe portare a nuove collaborazioni. Quali sono concretamente i programmi a cui state lavorando? 

Domenico Naccari


“Attualmente sono due i progetti che stiamo portando avanti. Il primo, è la costituzione di un Ufficio centrale di committenza. I comuni sotto i cinquemila abitanti, che hanno aderito alla Fondazione,  si potranno rivolgere a strutture specializzate per l’assegnazione di servizi, ottenendo un risparmio consistente nell’acquisto di beni e servizi. Inoltre, è prevista la costituzione di sedi istituzionali della Fondazione, all’interno dei singoli comuni calabresi, per avere una maggiore comunicazione e favorire la collaborazione in loco. Il secondo progetto,invece riguarda la promozione di servizi e strumenti presso gli enti locali, come la “Camera di conciliazione”. Il nostro obiettivo è di creare all’interno dei comuni, uno spazio di mediazione, che possa offrire la possibilità di una giustizia alternativa, ma equa a cui potersi rivolgere. Un luogo in cui, le amministrazioni comunali potranno orientarsi per dirimere questioni legali, cercando di non gravare sulle casse degli enti pubblici”.

La rinascita della Calabria passa anche attraverso la valorizzazione del patrimonio storico, culturale e ambientale. Qual è il suo pensiero a riguardo?

“La Calabria è una terra meravigliosa. L’immenso patrimonio storico, artistico, culturale ed ambientale la rende unica e deve servire da stimolo per promuovere e sviluppare al massimo le nostre risorse. I borghi, le coste, i reperti storici, le bellezze naturali ed anche i profumi ed i sapori danno alla nostra Regione una prerogativa che la  contraddistingue in tutto il mondo. Un territorio che non ha nulla da inviare a nessuno. Il nostro compito è di sostenere con impegno e passione, azioni mirate alla rivalutazione del  patrimonio presente nel nostro territorio, affinchè si dia impulso sempre maggiore al turismo che deve essere il vero traino dell’economia calabrese. La Calabria, non deve guardare all’assistenzialismo, ma deve riscattarsi utilizzando le risorse naturali a disposizione, aumentando i livelli qualitativi offerti e adeguandosi agli standard europei. Siamo riusciti a creare un legame stabile tra Roma e la Calabria. Dobbiamo proseguire il nostro lavoro, ed intensificare le relazioni, in un’ottica di condivisione del patrimonio della Regione, ma anche con l’implementazione di scambi culturali che possano indirizzare i flussi turistici verso il territorio calabrese, ricco di bellezze paesaggistiche e naturali”