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Mercoledì, 03 Marzo 2021

I nostri emigrati sono la carta vincente

Parla  il consigliere regionale Alfonsino Grillo, delegato dalla Regione  per i rapporti con i calabresi all’estero.

Dopo il grande successo dell'iniziativa di Vibo Valentia, legata alle attività della Consulta regionale dei calabresi all’estero, abbiamo posto delle domande al consigliere regionale Alfonsino Grillo, delegato dal presidente Giuseppe Scopelliti per i rapporti con i calabresi all’estero e promotore della legge regionale n°151/9, in prima linea in quella che appare come una vera e propria "mission".

Il consigliere Alfonsino Grillo (Scopelliti Presidente)


Ovvero, offrire ai calabresi sparsi nel mondo l'occasione di essere protagonisti nella propria terra anche da lontano.

Partiamo dalla “tre giorni” di Vibo. Come giudica quell'iniziativa e quali sono i programmi nell’immediato?

L’organizzazione dell’assemblea della Consulta dei calabresi all’estero, curata dal settore Emigrazione della Regione, è stata perfetta. L’iniziativa, poi, è stata impreziosita dalla presenza della mostra "Passaggi e Paesaggi". I Consultori provenienti da ogni parte del mondo ne hanno tratto un’impressione di efficienza. I programmi sono quelli delineati a inizio legislatura: far penetrare i prodotti di nicchia calabrese nei mercati esteri, diffondere la lingua italiana nelle nuove generazioni di calabresi all’estero e incentivare queste ultime a scoprire la nostra regione.

Parliamo della sua Proposta di Legge n°151/9 relativa al Testo unico. Quando sarà discussa in Consiglio? E quali implicazioni potrà avere con il lavoro che state già facendo e con quanto prevede nel suo Statuto la Fondazione dei Calabresi nel mondo?

Il Testo Unico sui rapporti con i calabresi all’Estero è già inserito tra le leggi che il Consiglio regionale dovrebbe approvare prima dell’estate. Al limite diverrà legge a settembre. La mia proposta è tesa a velocizzare le iniziative della Regione e della Consulta, rafforzare i rapporti con i calabresi nel mondo, con l’obiettivo uscire dalla logica assistenziale e guardare ai nostri concittadini all'estero come risorsa, quindi aprire la Calabria a nuove e proficue esperienze. Con la Fondazione Calabresi nel Mondo, che ha il compito di affiancare la Regione Calabria, si stabilisce una collaborazione per ciò che riguarda nuove iniziative volte alla promozione e alla valorizzazione dei calabresi all'estero.

Lei si è fatto ambasciatore nelle Americhe, in Europa e anche nel Nord e nel Centro Italia per cercare di rinsaldare i rapporti dei nostri corregionali con la Calabria. Quali sono le sue impressioni e quali problematiche in particolare hanno sollevato i nostri connazionali all'estero?

I calabresi all’estero non sollevano quasi mai problematiche, anzi oggi sono così bene integrati nei paesi che li ha ospitati - occupano ruoli di prestigio nel campo economico politico e sociale - che sono in condizioni di guardare alla Calabria in termini propositivi. Vogliono bene alla loro terra d’origine conoscono le grandi potenzialità inespresse e vogliono contribuire alla sua crescita. Quindi i loro suggerimenti meritano molta attenzione, perché ognuno di loro ha acquisito capacita ed esperienze importanti che ci possono tornare utili nel progetto di rilancio della nostra regione. Lamentano però la scarsa considerazione che le istituzioni locali gli hanno sempre riservato in passato. Noi vorremmo non commettere lo stesso errore, ecco perché intendiamo risaldare i rapporti e investire sui giovani.

La Consulta regionale dei calabresi all’estero è di fatto divenuta un punto fermo nelle attività che riguardano le istituzioni calabresi a vari livelli. Quale ruolo avrà con le attività del Consiglio regionale? Avete stilato una sorta di calendario degli appuntamenti?

La Consulta avrà un ruolo di coordinamento sulle politiche dell'emigrazione e sulle azioni che in futuro intendiamo promuovere. Per questo motivo ritengo che debba essere interpellata molto più spesso che in passato. Ecco  perché abbiamo previsto l’assemblea tramite videoconferenza, a cadenza almeno trimestrale. Avrà quindi maggiore potere di impulso anche nei confronti del legislativo, qualora voglia proporci, come peraltro ha già per il miglioramento al testo unico. Per settembre –ottobre prevediamo di organizzare la prima videoconferenza.

Quali sono i suoi auspici per i prossimi due anni e mezzo di legislatura? 

Come delegato per i rapporti con i calabresi all’estero, avviare più iniziative possibili e  dare un segno tangibile attraverso i risultati. In questo senso, per esempio, siamo già riuscito a “vendere” know-how calabrese in Argentina, dove i tecnici del Consorzio Industriale di Vibo Valentia stanno lavorando nel campo ambientale e della depurazione. Tutto questo deve avvenire in assoluta sinergia con gli assessorati e con il governo regionale. Personalmente, ritengo che le operazioni messe in campo dal presidente Scopelliti e dal governo regionale per internazionalizzare la Calabria non può prescindere dall'utilizzare questa grande risorsa umana che sono i nostri emigrati. Come consigliere regionale sto lavorando per produrre buone leggi che aiutino la Calabria ad attrarre fondi europei ed a svilupparsi da sola. Penso alla proposta di legge sulla riscoperta della dieta mediterranea, già approvata in commissione regionale, e ad altre sulle quali sto lavorando