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Lunedì, 18 Gennaio 2021

Nick Scali: “Occorre osare!”

I consigli di un calabro-australiano di successo

E’ un imprenditore di 79 anni. Sano e ossequiato nell’ inner circle dei businessman australiani. Nick Scali ne ha viste tante nella sua vita. Oggi, quest’uomo d’affari del Paese dei canguri, invitato a riflettere sulla Calabria, da una città sfavillante come Sydney, distante dall’Italia 17mila chilometri e 24 ored’aereo, sta al gioco.
E scandisce:

L’imprenditore Nick Scali ha avuto l’onorificenza di “italiano illustre” nel 2005, quand’ era alla guida di tutte le Camere di commercio italiane in Australia, dal presidente della Repubblica Ciampi


“Avendo avuto la possibilità di andare circa due o tre volte all’anno in Italia negli ultimi 50 anni, e avendo quindi mantenuto uno stretto contatto con la Calabria, posso dire di aver notato che nei calabresi di oggi manca parte di quella intraprendenza che caratterizzava la mia generazione. Ciò può essere dovuto ad un accresciuto benessere, che ha smorzato gli stimoli e la creatività. La Calabria, però, con le sue bellezze storico-artistiche e paesaggistiche e con le sue risorse naturali e produttive, continua a rappresentare una terra ricca di potenziale ancora da sfruttare”.
S’è attutita la voglia di fare dei calabresi, osserva questo tosto calabrese d’Australia, benché - aggiunge - non manchino alla Calabria le risorse ambientali e storiche per produrre ricchezza.
In poche battute, quest’imprenditore emigrato da San Martino di Taurianova nel 1952, giunto prima a Melbourne e in seguito stabilitosi a Sydney, diventato con gli anni, grazie ad un’intelligenza forgiata nei sacrifici che l’ha indotto ad osare anche quando il buon senso consigliava di arretrare, un “italiano illustre” - onorificenza riconosciutagli nel 2005, quand’ era alla guida di tutte le Camere di commercio italiane in Australia, dal presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi - focalizza una criticità potente dei calabresi: la rassegnazione. L’attesa che siano altri a fare ciò che solo noi possiamo fare. Ma indica anche i tesori enormi di cui la Calabria dispone, ambientali e storici, che occorre immettere nei circuiti nazionali e mondiali.

Nick Scali sintetizza, inoltre, la ragione per cui s’è deciso di dar vita a questa sezione che il magazine dedica alla Calabria della diaspora. E’ in discussione, in breve, il rapporto fondamentale che la Calabria ha necessità di costruire con le comunità dei calabresi nel mondo, dentro i cui cuori c’è una parte importante della nostra terra (ricordi, odori, paesaggi). Se anni fa ad aver bisogno di noi erano loro, adesso, soprattutto con l’esplosione di una crisi dai tratti inediti che fustiga l’Europa e in particolare il Mezzogiorno italiano, è la Calabria che lancia un “Sos” a tutti i calabresi inseriti con successo nei gangli più prestigiosi di tanti Paesi.

Per verificare se è possibile far nascere da relazioni affettive cosi profonde delle utili relazioni commerciali, dei buoni accordi culturali ed istituzionali. Insomma sinergie da cui possa trarre ossigeno una regione violentata da processi migratori pesanti che hanno condizionato la qualità della sua stessa democrazia.

Perciò è utile ascoltare cosa hanno da dirci questi uomini e queste donne, che sono un numero cospicuo e sono dappertutto. E’ utile capire quali percorsi hanno battuto nelcorso delle loro vite travagliate, prima dei successi conseguiti; quali consigli hanno da dare e quali opportunità possono trarne i giovani della Calabria.

Nick Scali attualmente è il fondatore dell’omonima azienda quotata in borsa, di cui possiede la maggioranza delle azioni; è past president e membro del consiglio d'amministrazione della Camera di commercio italiana in Sidney; presidente della italian opera foundation; è coordinatore per l'Australia del (Maie) Movimento associativo degli italiani all'estero; partecipa, come membro effettivo a diversi club esclusivi di italiani in Australia ed è considerato un imprenditore (negli anni Settanta è stato un infaticabile progettista, manager, designer di mobili di fattura Italiana) tra i più autorevoli d’Australia.

Ed ecco cosa pensa della Calabria e cosa suggerisce ai giovani. Tra i ricordi più belli?

Vista notturna della città di Sidney Vista notturna della città di Sidney


“Sono andato via che avevo 18 anni, ma della Calabria che lasciai allora ricordo ancora vividamente il blu del mare e il verde incontaminato della meravigliosa costa calabrese”.

“Ai giovani consiglio di andare all’estero. Oggi, in un mondo globalizzato, é sempre più importante confrontarsi con realtà sociali ed economiche diverse da quella italiana, come ad esempio quella australiana, che é ricca di spunti e di opportunità. E’ altrettanto importante, una volta rientrati in Italia, fare tesoro delle esperienze accumulate e utilizzare questo valore aggiunto per imprimere una marcia in più alla propria attività imprenditoriale”.

Infine, un consiglio agli imprenditori calabresi: “La mia storia imprenditoriale insegna che, rimboccandosi le maniche e lavorando con serietà e tenacia, si possono fare ottimi affari. La mia fortuna deriva in gran parte dalla scelta di puntare sul made in Italy. Negli anni Sessanta, in particolare, decisi di investire nel settore dell’arredo casa e con la mia attività contribuii a rendere i mobili italiani molto popolari, al punto che oggi lascio in eredità ai miei figli un’azienda che é quotata in borsa e ha 35 negozi in tutta l’Australia. Nell’attuale situazione economica, consiglio ai giovani imprenditori calabresi di comprendere bene e valorizzare al meglio le risorse che la loro terra offre. Occorre sviluppare idee originali e prodotti innovativi e proiettarsi sui mercati esteri alla ricerca di opportunità nuove”.