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Lunedì, 19 Ottobre 2020

Marziale: "La violenza sui minori merita denunce e non post sui social"

“E’ sempre più facile trovare sulle bacheche dei social network più popolosi storie di vessazioni e maltrattamenti subiti da bambini, presumibilmente a scuola come in altri luoghi. Orbene, raccogliendone alcune, su segnalazione di persone conoscenti, mi sono premurato di appurare “E’ sempre più facile trovare sulle bacheche dei social network più popolosi storie di vessazioni e maltrattamenti subiti da bambini, presumibilmente a scuola come in altri luoghi. Orbene, raccogliendone alcune, su segnalazione di persone conoscenti, mi sono premurato di appurare alla fonte la verità, raramente coincidente con la narrazione dei fatti rabbiosamente esposta sulla bacheca”.Antonio Marziale
E’ quanto denuncia il Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Calabria, Antonio Marziale.
“Si sappia – evidenzia il sociologo – che intanto la denuncia sui social network lascia il tempo che trova, semmai è utile a caricare emotivamente la massa, rendendo un pessimo servizio alla verità e alla società, infangando gente che lavora tra molteplici sacrifici e carenze strutturali, e che le Istituzioni possono anche non raccogliere, se non fortunosamente, perché al cospetto di qualsivoglia sopruso verso i bambini è necessario il coraggio della denuncia circostanziata alle autorità preposte e non gridata populisticamente ai quattro venti”.
Per il Garante: “Chiunque sia a conoscenza di qualsiasi lesione nei confronti di minorenni, che necessita dell’intervento del Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Calabria, utilizzi la mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. permettendo in questo modo ai miei Uffici di intraprendere i percorsi di accertamento e tutela previsti. Chi utilizza i social network è in grado anche di servirsi di una mail, dunque lo faccia”.
“Il fenomeno dell’urlo sui social network – conclude Marziale – più che tecnologico è culturale e indica quanto ancora restia sia le gente ad assumere precise responsabilità ed è bene cominciare a fare i conti con questa realtà, perché non si possono invocare diritti se si viene meno all’adempimento dei propri doveri, e la denuncia è un dovere, soprattutto quando riguarda chi non sa e non può debitamente difendersi da solo, come i bambini”.