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Domenica, 29 Novembre 2020

Un premio per gli studenti più meritevoli in memoria di don Italo Calabrò

Con l’istituzione del “premio don Italo Calabrò per l’educazione dei giovani”, il Consiglio regionale, presieduto da Nicola Irto, onora una figura che, con la vita e con le opere, ha saputo indicare la strada per una società più giusta e Con l’istituzione del “premio don Italo Calabrò per l’educazione dei giovani”, il Consiglio regionale, presieduto da Nicola Irto, onora una figura che, con la vita e con le opere, ha saputo indicare la strada per una società più giusta e libera dalle mafie e dall’illegalità.irto-Don calabrò primo piano
Oggi, la firma del Protocollo d’intesa tra il Consiglio regionale, l’Arcidiocesi di Reggio Calabria-Bova e l’istituto tecnico industriale “Panella-Vallauri” della città dello Stretto, dove don Italo ha insegnato, lasciando un’impronta indelebile.
Obiettivo dell’iniziativa: avvicinare i giovani ai valori, alle scelte e alla testimonianza civile che hanno segnato per intero, la vita di un grande sacerdote. Il concorso, che parte in forma sperimentale, coinvolgerà gli studenti delle quarte e quinte classi del “Panella-Vallauri” attraverso l’elaborazione di contenuti grafici, fotografici e multimediali sugli episodi e i momenti più significativi che hanno caratterizzato la vita di don Italo. Sono trascorsi venticinque anni dalla sua scomparsa, ma don Italo Calabrò resta, per quanti hanno avuto il privilegio di conoscerlo, esempio luminoso di vicinanza agli ultimi, agli emarginati, ai più deboli. Il suo è stato un sacerdozio fecondo ispirato alla frase: “Nessuno escluso mai”.
Nella sala “Levato”, in occasione della conferenza stampa, si è fatta memoria dell’opera di questo sacerdote che ha saputo parlare al cuore dei giovani ma che ha anche compreso la pericolosità della ‘ndrangheta in anni in cui la sottovalutazione del fenomeno era generalizzata anche nella Chiesa stessa. irto-Don calabròRicordiamo il passaggio forte dell’omelia da lui pronunciata nell’agosto 1984 a Lazzaro in occasione del sequestro del piccolo Vincenzo Diano di appena 10 anni. Con una scelta coraggiosa, la comunità parrocchiale, decise allora di condannare pubblicamente quel gesto criminoso e di sospendere i festeggiamenti in onore della Madonna delle Grazie. Il giovane fu poi liberato il 7 ottobre dello stesso anno.
“Quest'anno ricorre il venticinquesimo anniversario della morte di Don Italo Calabrò - ha ricordato il presidente del consiglio regionale, Nicola Irto affiancato al tavolo del direttore della Caritas diocesana, don Antonino Pangallo, dalla dirigente scolastica del ‘Panella-Vallauri’ Anna Nucera e dal presidente di Agape Mario Nasone - e abbiamo pensato di ricordarlo così, con una borsa di studio che puntasse a premiare il merito dando l’opportunità, a chi ha più talento, di farsi strada da solo. Don Italo Calabro' è stato un sacerdote impegnato per gli ultimi, per i più poveri, i diseredati, per le persone messe ai margini della società. Il suo messaggio e il suo impegno, volti a perseguire un’eguaglianza autentica tra le persone, sono oggi di assoluta attualità”.
“Grazie di cuore al Consiglio regionale, istituzione che dà voce a tutta la Calabria”. Queste le parole pronunciate dal direttore della Caritas diocesana, don Antonino Pangallo, intervenuto in rappresentanza del vescovo Giuseppe Fiorini Morosini. “L’opera di don Italo ha arricchito la Chiesa ed il tessuto sociale contribuendo a dare alla Caritas il volto di organismo educativo, e non solo di assistenza”.
Concetti riecheggiati nell’intervento di Mario Nasone (presidente di Agape), che ha parlato di “felice intuizione della ‘Casa dei calabresi’ per un calabrese speciale. Una persona che ha veramente amato la sua terra e che per ben due volte ha rifiutato di diventare vescovo per non lasciare la Calabria. Don Italo è stato il don Milani della Calabria; il Signore ha voluto che nascesse al Sud, nella periferia. Dobbiamo continuare ad attingere alla sua forza. Il suo metodo educativo è ancora attualissimo: avere cura, stare accanto stare accanto, coi fatti e non a parole”.
La dirigente scolastica del ‘Panella-Vallauri’ Anna Nucera ha detto che don Italo è stato “un vero meridionalista. Ha sempre privilegiato l’atteggiamento del fare. Quello “sporcarsi le mani”, come ha ricordato Mimmo Nasone che ci deve spingere “a rifuggire la passerella per educarci ed educare veramente al senso del servizio”.
Pina Caserta ha infine ricordato “l’impegno sacerdotale di don Italo alla guida della comunità di Sambatello e la sua esortazione permanente a studiare, a crescere culturalmente. Attingendo al patrimonio di valori che ci ha lasciato, sono certa che i giovani saranno più forti di fronte alle difficoltà della vita”.