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Venerdì, 04 Dicembre 2020

L’alta moda veste etico. In vetrina il brand calabrese Cangiari

Lo dice in vernacolo ed è ancora più efficace. Esorta al cambiamento.
E’ la griffe Cangiari, marchio calabrese di moda etica che si sta imponendo con le idee e lo stile innovativo nelle passerelle che contano.

CANGIARI dettaglio lavorazione telaio a mano CANGIARI dettaglio lavorazione telaio a mano


Una scommessa economica del marchio firmato da Goel, Gruppo Cooperativo della Locride, ma anche una sfida etica, sociale e culturale. E che rappresenta l’anelito di quanti vogliono smarcarsi da una realtà additata esclusivamente come mafiosa, arretrata e depressa.
Il brand Cangiari è nato sull’onda di quello straordinario ed inedito processo di cambiamento avviato nella Locride da Mons. Giancarlo Maria Bregantini a metà degli anni ’90. Il vescovo trentino che guidò per circa tredici anni la Diocesi di Locri-Gerace, era convinto che la rinascita potesse sbocciare solo da qui, dai calabresi di buona volontà.
Non sbagliava, se i risultati sono quelli sotto gli occhi di tutti: 100 persone lavorano attualmente nell’azienda che ha un fatturato di 4-5 milioni di euro.
CANGIARI telai a mano - 1Goel è divenuto un vero e proprio “cartello” etico che racchiude diverse esperienze all’insegna del buono e del bello. Il consorzio sociale dal nome biblico "colui che riscatta”, raggruppa coop sociali e profit in vari settori: produzioni agrumicole, di olio e conserve, ristoranti bio, turismo responsabile, servizi socio-sanitari e di accoglienza per gli immigrati.
Qualche giorno fa, la presentazione della collezione Cangiari Primavera-Estate 2016, inserita nel calendario degli eventi del Milano Moda Donna, presso lo showroom in viale Monte Santo 10, un bene confiscato alla 'ndrangheta. Anche questa una scelta non di etichetta.
Come la riscoperta di radici e tradizioni che tornano ad essere valorizzate. Per la prossima primavera-estate, Cangiari propone l'originale tessuto prodotto dai telai a mano calabresi secondo l'antica tradizione di origine grecanica e bizantina. Ed è così che l’innovazione si innesta nella tradizione recuperando in chiave moderna tessuti interamente biologici, orditi antichi che rivivono nelle trame di un design contemporaneo capace però di rievocare emozioni antiche.
CANGIARI telai a mano - 4"Quando penso al marchio Cangiari - dichiara Mariapaola Pedetta, nuovamente alla guida della comunità creativa del brand - penso non solo al suo valore etico-sociale, ma anche alla figura femminile della tessitrice. Per disegnare la collezione sono partita proprio dal telaio a mano. Ho chiesto alle tessitrici di aiutarmi ad interpretare gli antichi disegni della tradizione in chiave moderna, andando oltre le linee rigide ed uniformi. Abbiamo intrecciato filati di spessore diverso mescolando i colori così che i toni non ne uscissero puri. Abbiamo stramato, ricamato e arrotolato i fili e ne è venuto fuori un tessuto dal forte impatto contemporaneo. Per la donna Cangiari della prossima primavera mi sono ispirata ad una donna che nel passato parlava al futuro: Sonia Delaunay, artista futurista. I suoi colori, il rosso accoppiato con il blu e il nero, i suoi disegni semplici e puliti, la grinta e la modernità giocate insieme. Questa collezione è per me l'unione tra il tradizionale e il contemporaneo, tra il primitivo e il cambiamento. Appunto Cangiari".