Per offrire informazioni e servizi, questo portale utilizza cookie tecnici, analitici e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su qualunque altro link nella pagina o, comunque, proseguendo nella navigazione del portale si acconsente all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni sui cookie e su come eventualmente disabilitarli consultare l'informativa sulla Privacy.

Domenica, 29 Novembre 2020

La politica tra etica e buona prassi amministrativa

“Sto avviando una nuova iniziativa editoriale e ti chiedo se intendi collaborare con me”. Francesco ‘Ciccio’ Gallina, mai dimenticato, autorevole Vicepresidente dell’Ordine dei Giornalisti della Calabria fino al giorno della sua scomparsa, mi aveva convocato a Castrolibero, insieme ad altri “Sto avviando una nuova iniziativa editoriale e ti chiedo se intendi collaborare con me”. Francesco ‘Ciccio’ Gallina, mai dimenticato, autorevole Vicepresidente dell’Ordine dei Giornalisti della Calabria fino al giorno della sua scomparsa, mi aveva convocato a Castrolibero, insieme ad altri giornalisti, per contribuire a dare vita ad una sua nuova ‘creatura’, un periodico di approfondimento.copertina libro italia meridionale Per la prima volta giungevo in quel paese alle porte di Cosenza e nella mia immaginazione pensavo di trovarmi dinanzi al solito ‘panorama’ di case incompiute, strade dissestate, spazzatura ad ogni angolo. Non era pregiudizio, ma una ‘foto’ che puntualmente mi si proponeva ogni qualvolta passavo dai piccoli centri della Calabria.
E invece, la sorpresa fu..veramente tale! Castrolibero, a mano a mano che gli andavo incontro, cominciava ad apparirmi come una realtà diversa da come la immaginavo: villette con giardini curatissimi, strade vellutate, nessun cassonetto di spazzatura in giro, circolazione organizzata, e soprattutto, un silenzio ambientale di fondo più somigliante ad uno dei paesini dell’Alto Adige che alla periferia di una città del Sud. I soliti ricchi – ho pensato – che hanno deciso di spostarsi da Cosenza creandosi un angolo di paradiso a loro carattere e somiglianza.
La curiosità era però forte, e la prima cosa che chiesi a ‘Ciccio’ Gallina, fu il nome del sindaco di quella cittadina: “Nu ragazzo sveglio – mi disse – un giovane e colto ingegnere”.
E’ così che cominciai a sentire parlare di Orlandino Greco come ‘politico’, adesso Consigliere regionale della Calabria, che ha deciso di affidare ad un libro (“L’Italia del Meridione”, Falco editore) non solo la sua esperienza di amministratore ‘glocal’, ma il ‘senso’ di questa missione, irrobustita e declinata nel corso di pregnanti incontri con il prof. Giuseppe Ferraro, filosofo morale, nel cui vasto pensiero trova grande rilievo ‘l’etica del Sommo Bene e quella del bene comune, nel legame che rende ogni altro tale, tra la vita che si è come viventi e la vita che si ha come esistenti’.
Orlandino Greco, come testimonia nel libro, impronta la sua azione quotidiana di amministratore ‘glocal’, tenendo bene in vista, ma non esclusivamente, il paradigma della buona prassi amministrativa, badando però a costruire anche “una comunanza di visione sull’idea di ‘etica sociale’ vista in una prospettiva politica libera dalla schiavitù del consenso e dell’appannamento legato alle aspettative personali, cacciate nel sacco della rinuncia”.
Prassi impegnativa che Greco utilizza coerentemente nella sua azione quotidiana di governo di Castrolibero, un modus operandi, “un percorso formativo – scrive – sfociato in un modello da seguire, dove l’etica è il sapere che deve ispirare la creazione di condizioni di vita migliore e la politica deve ispirare queste finalità nella progettualità, nella metodica, nell’esperienza”.
copertina libro italia meridionale bkOrlandino Greco e di Giuseppe Ferraro, in tempi di qualunquismo diffuso e di disaffezione verso la politica in genere, fanno riaffiorare il concetto gramsciano di ‘pensiero ed azione’, soprattutto in tema di ‘polemica delle idee’.
“Non contano gli errori – scrive infatti Greco – le omissioni, sempre possibili, anzi ineludibili in ogni esperienza umana; conta la disponibilità verso tutti e verso ciascuno, verso le forze politiche, in particolare verso le forze di opposizione. Conta l’incontro!”.
La ‘polemica delle idee’ di gramsciana memoria , appunto, che si rivolge in tutte le direzioni e non risparmia nessuno, con giudizi precisi e taglienti, dove la posizione da combattere non viene però mai considerata semplice bersaglio contro cui concentrare il fuoco degli avversi argomenti. Vi è però sempre la coscienza che la posizione avversaria, ‘quando è degna di considerazione e non puro gioco di abilità avvocatesca’, fa parte di una realtà assai più complessa di ciò che può risultare dagli argomenti e dalle parole, ed è allo studio di questa realtà che bisogna rivolgersi, per mettere a nudo la sostanza dei contrasti. ‘In questo modo il giudizio e la polemica tendono sempre alla visione oggettiva della storia come sviluppo e superamento di contraddizioni e in questo sviluppo si inserisce il pensiero stesso che giudica, per trovare il nesso, la conferma della propria validità’.