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Domenica, 29 Novembre 2020

Siulp e giovani: un cortometraggio per dire no alla violenza sulle donne

E’ forte l’immagine della giovane donna avvolta in se stessa e nel suo stesso sangue, con accanto l’uomo che le ha appena fatto del male. Serve, sicuramente, a scuotere le nostre coscienze; a capire come sia sbagliato, se non addirittura E’ forte l’immagine della giovane donna avvolta in se stessa e nel suo stesso sangue, con accanto l’uomo che le ha appena fatto del male. Serve, sicuramente, a scuotere le nostre coscienze; a capire come sia sbagliato, se non addirittura mortale, far finta di niente, credendo che la persona, oggi aggressiva, un domani possa fare un passo indietro.

siulp Nando Spagnolo (Siulp) e la dirigente scolastica del Liceo scientifico Leonardo da Vinci, Giusi Princi


E’ il messaggio che vuole lanciare il cortometraggio “Lui, era mio padre – pensieri di una bambina mai nata”, realizzato dalla segreteria provinciale di Reggio Calabria del Siulp e presentato al liceo scientifico “Leonardo Vinci”, dove si è concluso il percorso di educazione alla legalità. Un messaggio di sensibilizzazione, ma soprattutto di prevenzione, perché la violenza si deve combattere sin dalle sue prime manifestazioni, partendo dalle piccole aggressioni. “Non bisogna perdere di vista che il carnefice, prima di essere tale, è stato un ragazzo come tanti altri. Pertanto, anche il piccolo fenomeno di bullismo va affrontato e fermato”, osserva Mariella Squillaci, psicologa e responsabile del Centro per l’abuso ASP di Reggio Calabria. Educare alla legalità significa prevenire il disagio ed il malessere sociale che si trasforma in male della nostra società. Un ragazzo, per crescere in armonia con se stesso, deve porre alla base la cultura della legalità, per comprendere meglio le funzioni delle regole nella vita sociale e i valori della democrazia. Questo il percorso formativo che il sindacato di polizia ha sposato, veicolandolo negli istituti scolastici reggini. Diverse occasioni di confronto, di dibattito, di riflessione con il coinvolgimento dei genitori durante l’anno scolastico in diversi istituti della provincia reggina che hanno ospitato l’iniziativa “Legal…insieme”, la cui tematica maggiormente trattata è stata quella riguardante il femminicidio. E mentre lo sguardo fa fatica a staccarsi da quelle scene in cui la donna non riesce ad opporre resistenza all’uomo, viene da pensare alle tante storie mai emerse, frutto di un sommerso che fa paura, perché subire fino anche alle estreme conseguenze, nell’immaginario femminile, finisce a volte con l’essere meglio che denunciare. DSC_0912Quasi come se subire violenza possa essere qualcosa di cui vergognarsi. Ed ecco che consapevolezza e informazione, in un contesto di poca pubblicità del reato, diventano strumenti sempre più importanti, che presiedono le tante vicende che faticano ad esplodere. “Questa al centro del cortometraggio è una esperienza vera raccontata attraverso gli occhi delle vittime, in una prospettiva diversa. La scelta, infatti, è stata quella di cambiare il finale, per lanciare un messaggio di sensibilizzazione e prevenzione ancora più forte. Questa donna reggina, che in realtà troverà un riparo in un centro antiviolenza, nelle immagini finisce con l’essere uccisa dal marito”, spiega così Ferdinando Spagnolo, segretario organizzativo provinciale Siulp ed autore del lavoro accanto alla preside Giusy Princi, a Nausica Sbarra, responsabile provinciale del Coordinamento donne della Cisl reggina e all’assessore alla provincia Eduardo Lamberti Castronuovo. Così, dal sindacato di Polizia maggiormente rappresentativo, nell’ambito della campagna di sensibilizzazione sulle tematiche inerenti il rapporto con il territorio ha promosso, un contributo a richiamare la centralità dello studente-persona nella consapevolezza che la cultura della legalità è alla base di una crescita armonica dei nostri giovani perché comprendano meglio le funzioni delle regole nella vita sociale e i valori della democrazia.