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Domenica, 29 Novembre 2020

Le eccellenze della Calabria: Scipione Carerj nella Commissione sulle linee guida dell’ European Society of Cardiology

E’ senz’altro un’eccellenza, che la Calabria può vantare a livello internazionale nel campo della cardiologia.
Si tratta del professore Scipione Carerj, del Policlinico universitario di Messina, da pochi mesi membro della prestigiosa Commissione che presiede alla redazione delle linee guida dell’European Society of Cardiology, la Società scientifica di importanza mondiale presieduta dal professor Fausto Pinto, portoghese.

2009 Barcellona (Spagna)- Il Prof. Scipione Carerj al Congresso della European Society of Cardiology. Sullo sfondo il logo della Società. 2009 Barcellona (Spagna)- Il Prof. Scipione Carerj al Congresso della European Society of Cardiology. Sullo sfondo il logo della Società.


Lo incontriamo a Melito Porto Salvo, nella casa di famiglia dove è nato, e dove visse il nonno materno, Bruno Spatolisano, insigne chirurgo che operò nell’ospedale della cittadina jonica - ai tempi d’oro del nosocomio melitese - insieme ad altri grandi nomi della chirurgia, come Tiberio Evoli, Rocco Caminiti, Stefano Puglisi-Allegra.
Un figlio, o meglio, un nipote, “d’arte”, che però non si è limitato a vivere tra gli allori di famiglia (dal lato paterno appartiene a una delle più illustri famiglie della Piana; tra i suoi antenati, Giuseppe Carerj, giurista, giornalista, economista). Fin da ragazzo, infatti, ha studiato sodo, con tenacia, rigore e profondo amore per lo studio e la ricerca, raggiungendo, nel tempo, traguardi che diventano di anno in anno sempre più elevati.
La sua autorevolezza professionale è direttamente proporzionale alla ... sua riluttanza a pubblicizzarla, e a rilasciare interviste.
La forza di un’antica amicizia diventa, però, sicura alleata di chi scrive ....

Raccontaci della tua carriera universitaria

Mi sono laureato a Messina nel 1979, con 110 e lode, e diritto di pubblicazione. Nella stessa Università mi sono specializzato in Cardiologia sempre col massimo dei voti. Dopo la laurea ho vinto la borsa di studio Bonino Pulejo, che mi ha consentito di trascorrere un lungo periodo presso il laboratorio di Ecocardiografia dell’Ospedale S. Filippo Neri di Roma, e lì ho appreso la tecnica ecocardiografica. Erano i tempi in cui questa tecnica muoveva i primi passi nell’ambito della diagnostica cardiologica moderna, parliamo del 1980.

E dopo ?

2008 Lione (Francia)- Il ProfessoreCarerj al Congresso Euroecho, il meeting annuale della ESC, la Società europea di Cardiologia di cui  è Fellow - FESC (riconoscimento onorario offerto ai membri più importanti) 2008 Lione (Francia)- Il ProfessoreCarerj al Congresso Euroecho, il meeting annuale della ESC, la Società europea di Cardiologia di cui è Fellow - FESC (riconoscimento onorario offerto ai membri più importanti)


Dal 2006 sono professore associato di malattie cardiovascolari dell’Università di Messina, insegno nel corso integrato di sistematica delle malattie cardiovascolari e respiratorie, e in quello di fisiopatologia umana, oltre che nel corso di laurea in scienze infermieristiche. Sono anche docente nelle scuole di specializzazione in malattie cardiovascolari, medicina interna, pneumologia, reumatologia, anestesia e rianimazione.

Un’attività intensissima, come docente; e altrettanto dal punto di vista assistenziale ...

Dirigo l’Unità operativa di “Diagnostica cardiovascolare strumentale non invasiva” e sono anche direttore facente funzioni dell’Unità operativa di cardiologia, nell’Azienda ospedaliera universitaria “G. Martino” di Messina.

Sei stato anche coordinatore di un dottorato di ricerca ...

Sì. Dal luglio 2009 al maggio 2013 sono stato coordinatore del dottorato di ricerca in “Applicazioni cliniche dell’imaging cardiovascolare” che ha come obiettivo principale quello di formare cardiologi e radiologi esperti nelle più avanzate applicazioni cliniche delle tecniche di imaging cardiologiche, quali appunto l’ecocardiografia, la TAC, la Risonanza magnetica, la SPECT (tecnica tomografica a radioattività debole - impiega isotopi radioattivi di elementi presenti in molecole organiche che fanno parte del normale metabolismo umano - che ricostruisce la distribuzione tridimensionale della radioattività all’interno di organi e tessuti del corpo umano, n.d.r.).

E hai una ricca produzione scientifica...

2013- Carerj al  Congresso  della SIC, Società italiana di Cardiologia, insieme a colleghi e specializzandi 2013- Carerj al Congresso della SIC, Società italiana di Cardiologia, insieme a colleghi e specializzandi


... a oggi 146 lavori, censiti su Pubmed - uno dei più grandi database delle pubblicazioni scientifiche a livello mondiale - e pubblicati su importanti riviste nazionali ed internazionali.

E sei anche direttore scientifico del Journal of Cardiovascular Echography ,l’organo di stampa della Società Italiana di Ecografia Cardiovascolare...

Sì, dal 2010. Oggi il giornale ha una visibilità internazionale, riceviamo molti contributi che provengono dall’estero, e mi auguro che con il passare del tempo possa crescere sempre di più anche grazie all’elevato apporto culturale di prestigiosi colleghi italiani ed esteri.

Fai anche parte di importanti Società Scientifiche ...

Le prime due società a cui mi sono iscritto subito dopo la mia specializzazione sono state la SIEC, Società Italiana di Ecografia Cardiovascolare, e la SIC , Società Italiana di Cardiologia.

Che ruoli vi hai ricoperto?

All’interno della SIEC ho fatto parte del consiglio direttivo nazionale dal 1989 al 1995, e questa è stata un’importante occasione di crescita, perché mi ha dato la possibilità di confrontarmi con colleghi provenienti da diverse parti del mondo; poi, sono stato presidente nazionale dal 2001 al 2003, un’esperienza particolarmente esaltante sia dal punto di vista umano sia da quello scientifico. Dal 2005 al 2009 sono stato nominato direttore del settore “Ricerca scientifica” della stessa Società. Nell’ambito, poi, della SIC sono stato componente del consiglio direttivo regionale, membro del consiglio direttivo nazionale, coordinatore delle sezioni regionali, e tesoriere.

2014, Naxos. XIII Meeting of Echocardiography , Applying Imaging in Cardiology. Col professore Carerj, alcuni specializzandie il professore Giuseppe Oreto, Direttore della Scuola di specializzazione di Cardiologia dell'UniMe. 2014, Naxos. XIII Meeting of Echocardiography , Applying Imaging in Cardiology. Col professore Carerj, alcuni specializzandie il professore Giuseppe Oreto, Direttore della Scuola di specializzazione di Cardiologia dell'UniMe.


Dal 2003, anno della sua fondazione, sono membro dell’European Association of Echocardiography, oggi European Association of Cardiovascular Imaging, ed ho partecipato alla Commissione, in qualità di componente di coordinamento con le società nazionali. Da molti anni sono anche socio della ESC, la Società Europea di Cardiologia, e nel 2010 sono diventato fellow - FESC (è il riconoscimento onorario offerto ai membri più importanti, n.d.r.) della stessa società.

E ora, l’ultimo tuo grande successo professionale si è concretizzato all’interno della Società Europea di Cardiologia...

... un’altra tappa importante della mia carriera: da qualche mese faccio parte della commissione internazionale per la stesura delle linee guida della European Society of Cardiology (ESC), una delle Società scientifiche più autorevoli a livello mondiale. Sono onorato di fare parte di questo gruppo, che è composto da illustri cardiologi provenienti da diverse nazioni europee, e rappresenta una delle più importanti commissioni nell’ambito dell’ESC.

Di cosa si tratta, esattamente ?

La Commissione ha il compito di coordinare l’attività delle diverse task force, i vari gruppi di lavoro, e, nello stesso tempo, di collaborare con loro per la stesura finale di ogni linea guida. Ciascuna task force elabora una sola linea guida, per problematica, come a esempio l’embolia polmonare, la cardiomiopatia ipertrofica, etc. Le linee guida, sono i documenti ufficiali della “Società” per la diagnosi e la cura delle malattie cardiovascolari, e costituiscono, per tutti noi cardiologi, la strada maestra da seguire a garanzia del nostro lavoro e della salute dei pazienti.È un’attività di grande importanza, che mi gratifica moltissimo, ma nello stesso tempo mi carica di maggiori responsabilità, che peraltro accetto di buon grado.

Il tuo rapporto con i pazienti....

Carerj durante una  pausa del Congresso internazionale di ecocardiografia che ha organizzato a Naxos nel 2014. Con lui la figlia Maria Ludovica, studentessa di medicina, e il fratello Bruno, anch'egli cardiologo. Carerj durante una pausa del Congresso internazionale di ecocardiografia che ha organizzato a Naxos nel 2014. Con lui la figlia Maria Ludovica, studentessa di medicina, e il fratello Bruno, anch'egli cardiologo.


Il paziente deve essere al centro della professione medica. Noi dobbiamo tendere non solo alla diagnosi e alla cura delle malattie, ma anche, e questo è assolutamente necessario, all’instaurazione di un rapporto umano che crei una sorta di simbiosi, di empatia, fra medico e paziente, cosa di fondamentale importanza nell’ambito dell’arte medica. Con i pazienti calabresi devo dire che spesso questa simbiosi si crea quasi subito, probabilmente perché ci accomunano molti aspetti culturali.

Insomma, una filosofia della medicina, la tua, fondata su una sorta di “alleanza terapeutica”tra medico e paziente, secondo il modello anglosassone di Edmund Pellegrino e David Thomasma.

Infatti. Il medico non deve solo fare il bene fisico del paziente, ma anche quello psicologico, spirituale, e, perché no, anche sociale.

.. su questo mi pare che anche la scuola spagnola si stia muovendo molto bene: penso a Juan Carballo e Pedro Entralgo.

Esattamente. La concezione della salute deve essere globale; la malattia non è impersonale, è una situazione esistenziale centrata, per molte malattie, nella storia della persona, sia per quanto riguarda le possibili ragioni del suo insorgere, sia per quanto attiene alle possibilità di soluzione. Il paziente è un “sistema”complesso in cui il medico deve cogliere i nessi causali tra vita e sintomo-malattia, per ottimizzare l’efficacia dell’intervento terapeutico e per migliorarne, nei limiti del possibile, la qualità di vita, soprattutto evitando lo strutturarsi di “mentalità invalidanti” .

E il rapporto coi tuoi allievi ?

Gli studenti rappresentano una risorsa enorme per chi lavora all’Università. Grazie a loro noi docenti siamo stimolati a studiare costantemente, e ad aggiornarci. La loro crescita passa sicuramente attraverso la didattica programmata, teorica e pratica, ma anche, e questo vale soprattutto per gli specializzandi, attraverso esperienze lavorative all’estero. E sta a noi docenti creare per loro nuove opportunità.

Ricordi qualche tuo allievo, che abbia iniziato un percorso verso l’eccellenza ?

Ne potrei citare tanti. Uno per tutti: un nostro specializzando calabrese, uno studente dell’area jonica reggina, che ha trascorso un anno in America durante il corso di specializzazione, e successivamente, altri due anni in importanti ospedali americani, e oggi occupa un posto di primo piano in una importante ditta farmaceutica italiana.E’ diventato uno dei responsabili della ricerca sui farmaci cardiovascolari.
Segno evidente che l’impegno nello studio paga.
E su questo, ben pochi dubbi. Soprattutto quando gli studenti hanno come nume tutelare un professionista del livello di Scipione Carerj.