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Domenica, 09 Agosto 2020

Unitalsi: 110 primavere d’impegno solidale

Sono 110 le candeline su cui soffiano all'unisono le  migliaia di pellegrini e volontari insieme agli amici diversamente speciali, tutti uniti dal comune dono della fede,della carità fattiva,del senso della vita più bello. “Essere testimone oggi di questo messaggio positivo, Sono 110 le candeline su cui soffiano all'unisono le  migliaia di pellegrini e volontari insieme agli amici diversamente speciali, tutti uniti dal comune dono della fede,della carità fattiva,del senso della vita più bello. “Essere testimone oggi di questo messaggio positivo, mi riempie il cuore e mi fa credere ancora nell'umanità e nella possibilità che dobbiamo regalarci ogni giorno ricordando il talento prezioso della vita,in questo mondo distratto,il silenzio della preghiera,della contemplazione, della profondità di un pensiero e l'attivismo solidale ci sono da esempio”:

Giorgia e Brigitta insieme ad Alma Manera


è quanto afferma la presidente della sezione calabrese dell'Unitalsi Amelia Mazzitelli,ancora una volta a conferma del grande impegno di sempre e del cuore generoso della gente del sud.
Tra i tanti incontri fatti nelle intense giornate a Lourdes, tra prove per l'evento celebrativo e i momenti più intimi di riflessione e volontariato (condivisi con la mia amica di sempre Giusy Versace, che ha testimoniato il suo percorso straordinario,il tenore Luca Canonici, artista di grande sensibilità, ed il mio compagno di vita Ludovico Fremont, che ha festeggiato anche lui il suo compleanno a Lourdes, Fabrizio Frizzi, che ha presentato la serata e ancora  Elena Balestri e Carmela Lisabettini, anime autorevoli  dello spettacolo "La conversione del Cuore") eccoci giunti a  lei: la "nostra" Giorgia col il suo immenso sorriso. Vi racconto la sua storia ascoltando le parole di Brigitta ,madre coraggio,con il suo tesoro più grande sua figlia Giorgia.
17 gennaio 1992.  Nasce con parto cesareo una bella bimba del peso di 3 chili e 7: tuttobene!
Inizia così la storia di Giorgia, che entra nella vita senza alcun ostacolo. Cosi  confida, tra commozione e disperazione,  Brigitta: “Qualche ora dopo i medici mi informano che c’è un piccolo problema respiratorio, ma niente di cui preoccuparsi e mi invitano a stare tranquilla. Passa del tempo e mi vengono a dire che ritengono opportuno trasferire Giorgia all’ospedale di Bolzano, per tenerla sotto osservazione e, continuando a dirmi di stare tranquilla, che non c’è niente di serio! Si sarebbe risolto tutto presto e il giorno dopo avrei potuto allattarla…” Aggiunge: “Quando arrivano però i medici di Bolzano la situazione sembra tragicamente precipitata e per ben 5 ore tentano di rianimare Giorgia, ormai in fin di vita. Mi informano che, se anche riuscissero a strapparla alla morte, i problemi neurologici causati dalla lunga mancanza di ossigeno, sarebbero  assai gravi. Infatti, quando arriva, la diagnosi è pesante come un macigno: paralisi celebrale con tetraparesi spastica.
E qui incomincia il calvario di Giorgia: per alimentarsi, per respirare, per comunicare…La mia vita, da questo tragico momento,  è tutta centrata su lei e, insieme, passiamo mesi e mesi più in ospedale che a casa nostra. Un vero dramma che non riesco ad accettare e che mi fa essere arrabbiata con il mondo intero. Mi arrabbio anche con Dio e…un giorno che non ce la facevo più, entro in una chiesa e gli dico: tu me l’hai data ma adesso, o mi aiuti e mi doni la forza per andare avanti, o non la voglio. E’ tua, riprenditela!’
Inizia da qui un lento e faticoso cammino che oserei dire di redenzione che culmina nel viaggio a Lourdes del 2008. Un’amica, suor Paola, mi propone di partecipare con l’Unitalsi al pellegrinaggio dei bambini ed io, che già da tempo portavo nel cuore il desiderio di compiere un viaggio in quel luogo santo, decido di partecipare. Da quel momento la nostra vita, mia e di Giorgia, cambia radicalmente. Sembrò che avessimo lasciato nella piscina, nella quale mi ero immersa con lei, molti dei problemi che opprimevano i nostri cuori. Lasciammo là, ai piedi di Maria, non solo la bombola d’ossigeno alla quale mia figlia era legata fin dai drammatici momenti che l’avevano strappata alla morte.  Giorgia cominciò a sorridere, ad emettere dei suoni per esprimere la sua partecipazione a quanto le accadeva intorno. D’altro canto, nel mio cuore, la rabbia che per molto tempo lo aveva riempito, si trasformava in gioia, una gioia incontenibile che chiedeva di essere trasmessa e raccontata. Sono passata dalla disperazione al grazie; grazie al Signore per avermi dato questa figlia meravigliosa! Giorgia è stata la mia guarigione: la sua vita mi ha fatto passare dalle tenebre alla luce. Ora siamo immerse nell’amore: dove c’è Giorgia, c’è amore, c’è gioia, c’è la tenerezza di tanti che la curano, la abbracciano e la coccolano. La considerano un vero dono. In un mondo sordo,sentire la voce di una madre che dà suono al sorriso della sua bimba e vive reinterpretando ogni giorno un suo gesto semplice che però diventa straordinario.Non mi stancherò mai di affermarlo con forza e di più ,dopo aver conosciuto questi grandi esempi di elevata umanità che la vita e'un talento prezioso e ricercare la felicità un dovere per se stessi e da condividere nel grande abbraccio d 'amore universale”.
L'augurio per questi 110 anni di attività, va al presidente dell'Unitalsi Salvatore Pagliuca,a tutti i collaboratori e volontari ,a questo gran esercito del bene che, come ha detto il presidente, "è mosso dalla fede e guidato dalla madre celeste,Maria"