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Martedì, 04 Agosto 2020

I maestri del brivido in Calabria per un lungo weekend “noir”

Cristina Marra è una giallista entusiasta che s’è inventata un Festival. Appunto, il “Festival del Giallo” (www.festivaldelgiallo.it). Al quale lo scorso anno, nella prima edizione (dal 19 al 21 ottobre) promossa dalla Provincia di Cosenza, si sono presentati il fior fiore del “noir”: Maurizio De Giovanni, Bruno Morchio, Alessia Gazzola, Francesco Recami, Carlo A.Martigli, Patrizia Debicke Van der Noot, Marco Polillo, Paolo Roversi, Susana Fortes, Petros Markaris, Margherita Oggero, Gianmauro Costa, Diego Zandel.

La "giallista" Cristina Marra


Ne è nato “Vento noir”, Falco editore: un’accattivante antologia che domenica 19 sarà presentato a Torino al Salone del Libro.
Quattordici  racconti che vanno dal noir più classico al giallo storico, dal poliziesco ironico al thriller mozzafiato fino al mistery più cupo. Quattro sono gli autori calabresi.
Spiega Cristina Marra, già alle prese con l’organizzazione della II edizione del Festival: “Gli autori hanno trovato nel vento un personaggio silente ma attivo e prepotentemente presente, identificato dal nome locale dei singoli territori. Il vento incute timore e rispetto o induce ad azioni risolutive”.
Cristina è nata e vive a Reggio Calabria; laureata in lingue e letterature straniere moderne, insegna inglese e spagnolo ed è redattrice di numerose riviste. In quest’intervista si racconta e racconta com’è nata la sua passione e quali sono  i suoi prossimi obiettivi.

Alla prima edizione del Festival hanno partecipato personaggi noti, tra cui Patrizia Debicke Van der Noot, Marco Polillo, Susana Fortes, Margherita Oggero, Carlo Martigli , Nino Frassica, Guido Caprino e molti altri. Chi le è piaciuto di più?

È una di quelle domande da fare seduti davanti ad una scrivania con la luce della lampada puntata sul viso, come succede negli interrogatori. Credo che neanche in una situazione simile riuscirei a dare una risposta secca, perché non c’è. Tutti gli ospiti del Festival mi hanno arricchita e mi hanno fatto scoprire un nuovo aspetto noir non solo della loro narrativa ma anche del loro carattere. Avere insieme per tre giorni maestri del giallo italiani e internazionali è stata un’esperienza adrenalinica ed esaltante. Il Festival è stato dedicato alle città del mistero ed ogni ospite ha contribuito a creare un itinerario noirche ha attraversato l’Italia e ne ha valicato i confini, dal Nord al profondo Sud, dalle metropoli fumose alle cittadine più amene.

da sinistra: Maria Francesca Corigliano, assessore alla cultura della Provincia di Cosenza, Patrizia Debicke van der Noot,scrittrice di thriller storici e Cristina Marra, direttore artistico del festival del giallo


Al Festival si è tracciato un percorso dell’Italia in nero, quindi un viaggio geografico criminale nato dalla penna di questi prestigiosi autori. L’incontro con Patrizia Debicke van der Noot, una delle più note scrittrici di thriller storici, nominata madrina della manifestazione, ha inaugurato il Festival con la prima “Lezione di Giallo” davanti a studenti letteralmente rapiti dalla sua verve e dal suo modo brillante e accattivante di raccontare un periodo storico tra i più intriganti. Sicuramente sono molto affezionata a questa scrittrice con la quale ho condiviso l’emozione di dare il via al Festival e mi piace ricordare anche il talk show “Gialli in tv” con l’istrionico attore Giampaolo Morelli, interprete dell’Ispettore Coliandro, che ha concluso il Festival e con cui ho condiviso l’emozione di dire stop e di dare l’appuntamento alla prossima edizione.

Come nasce l’idea del “Festival del Giallo” e perché a Cosenza?

L’idea è stata di MariaFrancesca Corigliano, assessore alla cultura della Provincia di Cosenza e del presidente Mario Oliverio che da tempo avevano intenzione di realizzare un festival letterario nel capoluogo bruzio. La scelta di dedicarlo alla narrativa gialla e poliziesca è nata dalla consapevolezza che questo genere letterario incontra il gusto della maggioranza dei lettori che negli ultimi anni hanno posizionato i noir in vetta alle classifiche di vendita. Inoltre è un genere che incuriosisce anche chi lo conosce poco o si appresta per la prima volta a leggere un giallo. Lettori quindi di diverse fasce d’età che apprezzano i differenti filoni della narrativa noir, a loro il Festival di Cosenza ha dedicato tre giorni con un calendario ricco di incontri: quattordici scrittori, quattro attori e una mostra. È stato un progetto ambizioso che l’intero staff di collaboratori ha contribuito a realizzare con professionalità ed entusiasmo.  Cosenza è una città ricca di storia che conserva anche qualche mistero leggendario. Perché non farla diventare la “città noir” del Meridione? Creare un festival letterario significa portare la narrativa al centro di dibattiti che rendono il luogo che li ospita il cuore pulsante che anima il confronto culturale. Così Cosenza è diventata il centro, il fulcro del dibattito noir del Sud Italia.

Quali effetti ha avuto tutto ciò  sul panorama culturale calabrese?

Andrea Carlo Cappi, scrittore ed esperto di Diabolik con Cristina Marra


Credo che la Calabria apprezzi manifestazioni del genere, che la rendono protagonista a livello nazionale. Il Festival del Giallo ha avuto una grande eco in tutta la regione ed è stato un momento non solo di celebrazione di un genere letterario molto amato, ma anche  di scambio e di confronto in quanto il “noir” diventa specchio sociale. Registrare oltre quattromila presenze, esclusi i visitatori della mostra “Una vita in nero” dedicata ai cinquant’anni di Diabolik, ti fa capire che non solo gli addetti ai lavori e quindi giornalisti della varie testate calabresi e non, ma soprattutto i lettori hanno apprezzato e dimostrato interesse verso una manifestazione che ha voluto offrire una nuova occasione di lettura. Leggere la nostra Italia, leggere il mondo con occhio noir…

La narrativa del crimine in Italia effettivamente va forte, qualisono le caratteristiche e le eccellenze?

L’Italia ha un’ importante tradizione di narrativa del crimine che risale alla seconda metà dell’Ottocento con “ Cappello del prete” di Emilio De Marchi, anche se bisogna attendere gli anni Trenta e precisamente il 1929 per poter parlare di affermazione e diffusione di questo genere. È l’anno della collana di libri polizieschi edita da Mondadori inaugurata col romanzo “La strana morte del signor Benson” di S.S. Van Dine contraddistinta dalle copertine di colore giallo. Sarà proprio quel colore a identificare e designare in Italia il genere narrativo poliziesco.  L’imposizione nel periodo fascista di inserire un buon numero di autori italiani nelle collane di narrativa favorisce la nascita di un filone di gialli all’italiana che seppure  influenzato da autori anglosassoni produce romanzi di successo come quelli di Alessandro Varaldo, Ezio D’Errico e soprattutto di Augusto De Angelis, dedicati al commissario de Angelis della squadra mobile di Roma. Dopo la fine della guerra, il giallo conosce fasi alterne ed è negli anni Sessanta con ledenunce sociali che Giorgio Scerbanenco affida al suo protagonista Duca Lamberti che il giallo nostrano ammalia di nuovo i lettori. Nel 1972 la famosa “ditta” Fruttero & Lucentini scrive il notissimo romanzo poliziesco di costume “La donna della domenica” diventato un cult anche nel cinema.

Alcuni degli scrittori ospiti del festival Marco Polillo, Bruno Morchio, Francesco Recami, Paolo Roversi con Cristina Marra al centro


Negli anni il giallo italiano ha trovato una sua più marcata identità e spesso autori come Sciascia, Buzzati, Eco, Bufalino hanno scelto questo genere per scandagliare la psicologia dei loro protagonisti e soprattutto il malcostume dell’Italia. Agli inizi degli anni Novanta il giallo italiano comincia un’ascesa che dura tuttora: Carlo Lucarelli, Andrea Camilleri, Andrea G. Pinketts solo per citare alcuni dei maestri. Tra denunce sociali, storie metropolitane, delitti eccellenti, misteri e fatti di cronaca, il genere poliziesco è sopravvissuto a mode e tempi senza tralasciare le varie categorie entro cui rientra il noir e dunque legal thriller, spy story, pulp, true crime ecc. Sempre rimanendo ancorati al panorama socio-culturale del nostro paese e ambientando i romanzi tanto nelle città quanto nelle cittadine di provincia gli autori italiani degli ultimi vent’anni hanno ottenuto  successo anche all’estero. Alla galleria di città del crimine ne corrisponde così una altrettanto ricca di protagonisti che va dall’ispettore, all’avvocato, al giornalista, al medico. Proprio le città, scenari dei nuovi thriller nostrani, diventano le protagoniste oscure di molti noir dei giorni nostri come quelli di Maurizio de Giovanni, Bruno Morchio, Gianmauro Costa. Gli autori italiani non solo compiono ricostruzioni dettagliate anche di periodi storici passati ma molto spesso fanno una ricerca sul linguaggio come quella di Andrea Camilleri e Marcello Fois. Non rimane che scegliere l’autore che col suo protagonista diventa un faro nelle nebbie più oscure e, perchè no?, diventare anche noi lettori un pò detective.

Si può parlare di una Calabria noir? Quali gli scrittori, i luoghi, i misteri della Calabria?

Susana Fortes, scrittrice spagnola di thriller storici con Cristina Marra


La Calabria è terra di mistero basti pensare ai suoi antichi abitanti e alle civiltà che hanno lasciato nel suo sottosuolo testimonianze ma anche tanto da scoprire. Purtroppo anche i fatti di cronaca rivelano intrecci inaspettati, traffici e crimini e spesso la realtà supera la fantasia del romanziere. La Calabria con i suoi panorami, i suoi profumi e le sue atmosfere che la rendono così unica si presta a storie noir che affondano le radici nei suoi mali e tentano di estirparli dando voce a chi non ne ha più forza o soffocando chi urla troppo. Dall’Aspromonte alle città, dai suoi paesini alle grandi capitali del crimine, sono tanti i luoghi in cui gli autori calabresi ambientano i loro gialli. La Calabria è terra di autori noir e tra tutti mi piace ricordare Mimmo Gangemi e Gioacchino Criaco, che prendono spunto dalla criminalità organizzata per raccontare e denunciare una terra ferita e mortificata che però sa trovare il suo riscatto.

 Come si arriva all’antologia “Vento noir”?

L’antologia, pubblicata da Falco editore e da me curata,  raccoglie quattordici racconti noir inediti scritti da Maurizio de Giovanni, Carlo A. Martigli, Patrizia Debicke van der Noot, Andrea Carlo Cappi, Diego Zandel Roberto La Forgia, Fabio Sanvitale, Marilù Oliva, Mario Dentone, Enzo Restivo e da quattro autori calabresi: Aldo Iozzi, Assunta Morrone, Cinzia Marra e Filippo Ambroggio. Il noir è un genere che colpisce l’immaginario non solo dei lettori ma rivela anche inaspettati autori esordienti provenienti da esperienze professionali più diverse. Mi riferisco ai quattro autori calabresi che sono al primo racconto in assoluto o alla loro prima esperienza di narrativa noir. “Vento noir”, scelto dal Festival del giallo come omaggio ai suoi visitatori,  ha come protagonista il fenomeno atmosferico misterioso del vento che si genera improvvisamente e che al suo passaggio oltre ad effetti benefici può lasciare anche morte e dolore. La sua influenza sugli esseri umani è potente e prepotente, ed è impossibile sottrarsi. Il vento di questi racconti percorre in lungo e in largo la nostra Penisola e arriva anche in Spagna, è un vento che racconta, che indaga, che uccide e che sa parlare col linguaggio dei luoghi e dei tempi in cui spira.

Qualche anticipazione sul programma della seconda edizione del Festival?

La seconda edizione si svolgerà sempre alla fine di ottobre e quest’anno è dedicata alla figura del detective. Un omaggio alla figura dell’investigatore e alla sua evoluzione. Dal detective classico ai più moderni investigatori, il festival intende celebrare una professione diventata letteraria e fortemente legata ai mutamenti storico-sociali e festeggiare, inoltre, i cento anni del commissario Maigret. La presenza di scrittori italiani e stranieri che ad un detective hanno dedicato una serie narrativa o anche di esordienti permetterà di scandagliare l’universo letterario relativo a personaggi diventati celebri per le loro indagini e soprattutto per i loro metodi investigativi. Detective infallibili ma anche semplici investigatori privati, poliziotti, commissari, ispettori, agenti protagonisti di casi intricati e difficili che hanno risolto grazie alle loro peculiarità investigative. Tante le novità ma anche le conferme, come la presenza di esponenti del piccolo e grande schermo e di una mostra. Non mi resta che dare l’appuntamento dal 18 al 20 ottobre per un lungo weekend noir!