Per offrire informazioni e servizi, questo portale utilizza cookie tecnici, analitici e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su qualunque altro link nella pagina o, comunque, proseguendo nella navigazione del portale si acconsente all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni sui cookie e su come eventualmente disabilitarli consultare l'informativa sulla Privacy.

Lunedì, 28 Settembre 2020

Emigrazione risorsa fondamentale. La legge “54”: un ponte con le calabrie della diaspora.

Parla Alfonsino Grillo, responsabile per l’emigrazione della Giunta regionale presieduta da Giuseppe Scopelliti. L’interesse per le comunità dei calabresi all’estero è stato sempre centrale nelle politiche regionali.
Onorevole Grillo, dopo l’approvazione del Testo Unico per l’emigrazione e quindi la relativa legge, la Calabria si è dotata di uno strumento importante. Si ritiene soddisfatto del lavoro svolto nel corso di quest’ultimo anno?
La Calabria guarda con attenzione rinnovata all’emigrazione e l’entrata in vigore della nuova legge 54 ne è la piena dimostrazione. Ho scelto di concepire la politica regionale all’emigrazione come un “ministero degli esteri”, e gli incontri con le comunità e le varie figure istituzionali dei calabresi residenti all’estero continuano ad essere per me la cartina tornasole della giusta direzione intrapresa. La stesura della legge è stato un lavoro lungo e difficile che oggi mi vede però soddisfatto ed orgoglioso. Durante i nostri viaggi istituzionali, sempre molto brevi per questioni economiche in tempi di reale crisi, siamo sempre stati  accolti con entusiasmo, abbiamo avuto modo di conoscere corregionali che oggi rivestono ruoli importanti nelle istituzioni ed altri che rappresentano realtà imprenditoriali e commerciali di prestigio, tutti si sono detti pronti ad invertire la tendenza e ad “aiutare la Calabria”, a cui anche i giovani guardano con estremo interesse, questa la mia più grande gratificazione, che supera ogni apprezzamento.

Non è tuttavia mancata qualche polemica, nonostante la pluralità di contributi. Vuole chiarire qualche aspetto?

Le polemiche sono quasi sempre sterili ed improduttive, nel caso della stesura del Testo Unico anche fuori luogo, vista l’importanza e l’innovazione, anche antropologica, che la legge apporta al sistema legislativo calabrese oltre che alla vita pratica ed economica della nostra Regione. Studiata con l’obiettivo di rendere sempre più intenso il legame tra le comunità calabresi nel mondo e la loro terra d’origine, la legge riordina la pluralità di regolamenti accumulati nel tempo dal sistema legislativo calabrese e, abbandonato l’assistenzialismo, guarda all’emigrazione come ad una grande “risorsa”, alla quale attingere per acquisire esperienze, capacità e nuove prospettive. La stesura del Testo Unico è stato un lavoro lungo ed impegnativo, sull’emigrazione questo Governo regionale ha deciso di investire seriamente, progettando sinergie che in futuro potrebbero consentirci di operare all’estero in tutti i settori. Le polemiche, alimentate dagli  organi di stampa, si sono rivelate, nel tempo, oltremodo inutili e strumentali. Pensare di sottolineare i costi, peraltro esigui, di quello che io per primo ritengo uno fra i migliori investimenti dell’attuale Governo regionale è veramente fuori da ogni logica. Abbiamo più che dimezzato, attraverso una nuova concezione dell’emigrazione, le spese relative ai nostri corregionali residenti all’estero. I nostri emigrati, sostenuti dalla determinazione del Governo regionale, potranno svolgere un fondamentale ruolo di supporto, mettendo a disposizione della loro terra d’origine tutte le conoscenze e le capacità acquisite all’estero. Dalle politiche di promozione del turismo etnico, all’esportazione delle “eccellenze” della nostra regione, dagli scambi culturali, alla tutela e la conservazione  dell’identità calabrese, questi e molti altri i campi in cui i calabresi nel mondo “aiuteranno” la nostra terra attraverso il bagaglio di esperienze acquisite nel tempo, capace di contaminare e stimolare la nostra economia regionale.

Dai titoli stessi della legge s’ intuisce l’innovazione del testo. Si parla di interventi e provvidenze che la Regione mette in campo per mantenere viva la cultura calabrese all’estero;  di supporto all’associazionismo; di  governance e funzionamento della Consulta regionale dei calabresi all’estero. Insomma c’è proprio  tanto….

Trentuno articoli suddivisi in cinque titoli. La Regione, che forse in alcuni particolari momenti del passato ha dato poco spazio alla politica dell’emigrazione, ha intrapreso, attraverso l’attuale Governo regionale una nuova strada, considerando di fondamentale importanza i rapporti con i calabresi all’estero. La nostra è un Amministrazione giovane e motivata, non lontana dal comprendere le esigenze della comunità, anche quella residente “fuori regione”, ma non vogliamo limitarci solo a questo. La nostra intenzione è intensificare sempre più i rapporti con le comunità di calabresi nel mondo, costruendo rapporti commerciali con i territori, facendoci promotori di scambi culturali e, perché no, proponendo collaborazioni e sinergie che permettano alla Calabria di progredire e migliorarsi.

Qual è la direzione in cuisi sta operando e cosa occorre ancora per realizzare nel concreto quel fatidico “ponte culturale” per unire gli oltre 4 milioni di calabresi nel mondo con la nostra terra?

Si prosegue nelle collaborazioni, nelle sinergie, ma occorre ancora tanto lavoro. Il ponte oggi esiste, ed è proprio la nostra legge 54, ma bisogna percorrerlo, tutti insieme e per insieme intendo non solo le istituzioni, ma anche imprenditori, singoli, associazioni ed organi di stampa. La Calabria deve guardare al futuro, quello a cui dobbiamo ambire è uno sviluppo completo della nostra Regione che, così come sempre affermato da questo governo, passa inevitabilmente dall’ internazionalizzazione. La nostra regione deve varcare i propri confini e confrontarsi con scenari moderni e mercati attuali per poter creare “nuove economie. Non possiamo più permetterci di stare a guardare, dobbiamo agire, fare, investire nei nostri corregionali residenti all’estero. Le polemiche sulle somme utilizzate per riunire le consulte o per creare rapporti più intensi con i nostri emigrati, non solo dimostrano la scarsa conoscenza della materia, ma sottolineano, a volte, la pochezza di chi non riesce a cogliere neanche il senso più materiale dell’investimento, cioè il grande ritorno economico di operazioni collegate a chi da lontano ama la propria terra d’origine sicuramente più di chi ha la fortuna di viverla ogni giorno senza più coglierne le meraviglie.

Una legge, dunque, che racchiude un sforzo notevole per guardare ai nostri emigrati come risorsa. Può fare un bilancio fino ad oggi dal momento dell’approvazione?

Il cambio della rotta su cui la Calabria viaggiava da sempre, probabilmente seguendo la scia tracciata da altri, è già il segno positivo di un bilancio sempre aperto, dove sicuramente le “entrate”, non solo economiche, supereranno di gran lunga le uscite. La Calabria di oggi infatti, quella voluta dall’attuale Governo regionale, abbandonando la politica assistenziale, guarda ormai all’emigrazione come ad una “risorsa”, alla quale attingere per acquisire ed ottenere importanti “risultati”, e sulla quale è necessario investire per garantirci la possibilità di progettare grandi sinergie, anche industriali, che già in un futuro prossimo ci consentiranno di operare all’estero in tutti i settori, divenendo capaci di stabilire alleanze organiche fondamentali per lo sviluppo commerciale e culturale calabrese. Le nostre relazioni con i calabresi residenti all’estero sono cambiate, migliorate e più proficue. Un sodalizio importante quindi che prosegue nel tempo aggiungendo elementi fondamentali e collaborazioni sempre più importanti.