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Sabato, 06 Marzo 2021

Legion d'Honneur al prof. Nuccio Ordine

“Calabria on web” ha già  intervistato il docente calabrese. Lo omaggiamo pubblicando un suo scritto - letto anni fa  all’Unesco - in cui parla del suo rapporto con il filosofo Gerardo Marotta. La Francia onora ancora una volta Nuccio Ordine, “Calabria on web” ha già  intervistato il docente calabrese. Lo omaggiamo pubblicando un suo scritto - letto anni fa  all’Unesco - in cui parla del suo rapporto con il filosofo Gerardo Marotta. La Francia onora ancora una volta Nuccio Ordine, professore ordinario di Letteratura italiana all'Universita' della Calabria. Il Presidente della Repubblica francese, François Hollande, ha infatti premiato il docente calabrese con la piu' alta onorificenza di Stato.  La cerimonia del conferimento della Legion d'Honneur, con il grado di Cavaliere, si terra' il 3 dicembre alle 18, nei saloni della direzione della Scuola normale superiore di Parigi, dove Ordine ha insegnato in qualita' di professore invitato.   Spettera' a Michele Gendreau-Massaloux, ex Rettore-Chancelier delle Universita' di Parigi, consegnare a Ordine, a nome del Presidente della Repubblica, la prestigiosa onorificenza. Alla cerimonia presenzieranno, oltre all'ex ministro dell'Universita', Jean-Pierre Chevenement, illustri studiosi e rappresentanti di importanti centri di ricerca europei, tra cui il direttore del Warburg Institute di Londra, Peter Mack, il direttore dell'Istituto per la Storia della Scienza del Max Planck di Berlino, Jurgen Renn, il direttore del Centro di Studi Superiori del Rinascimento di Tours, Philippe Vendrix,e il presidente dell'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, Gerardo Marotta.  Tra i membri del Comitato d'Onore figurano anche due grandi personalita' del mondo accademico mondiale, Umberto Eco e George Steiner.   Istituita da Napoleone Bonaparte nel 1802, la Legion d'Honneur premia gli eccellenti meriti militari e civili resi alla Francia. Ordine aveva gia' ottenuto nel 2009 le Palme Accademiche, anch'esse create da Napoleone nel 1808, nel corso di una cerimonia svoltasi nel Senato a Parigi. In quell'occasione fu assegnato a Umberto Eco il compito di decorare Ordine.

Il professore dell’Università della Calabria Nuccio Ordine


Ma “Calabria on web”, che ha gia’ dedicato al prof.Ordine uno spazio importante con una intervista apparsa nei primissimi numeri della rivista (Creare ponti con l’Europa), stavolta vuole rendere omaggio al professore calabrese pubblicando una parte (assai piccola in realta’) di una relazione tenuta anni fa all’Unesco, in cui parla proprio del suo rapporto con Gerardo Marotta.  Sitratta di un testo che da’ il segno della profondita’ non solo intellettuale del docente calabrese, che intitola la sua relazione su Marotta ‘’Una vita consacrata all’universale’’.

‘’Vorrei dedicare – dice in particolare  il prof. Ordine -  questi pochi minuti all’avvocato Marotta per esprimergli pubblicamente tutta la riconoscenza di un giovane ricercatore che veniva da un piccolo paese della Calabria dove non c’era niente, tantomeno una biblioteca, e dove ancora oggi il mestiere di professore universitario non ha valore agli occhi degli abitanti. Talvolta, quando mi si vuol dare importanza, mi si chiama “avvocato”, perché è questo il personaggio più importante in un villaggio. Conobbi l’Avvocato quando andai a Napoli per incontrarlo e parlargli di un progetto che mi stava a cuore: l’edizione delle opere complete di Giordano Bruno. All’epoca avevo ventotto anni e non avevo alcun ruolo nell’università; come tanti altri ero alla ricerca dei mezzi per sostenermi e fare ricerca. L’Avvocato mi ricevette a Napoli, e ricordo bene quel primo incontro in una casa stipata di libri, dove bisognava aprirsi un cammino come in un labirinto, tra pile di libri. Fu per me la scoperta, emozionante, di un uomo che parlava con i più grandi intellettuali e che stava lì ad ascoltare me che non ero nessuno. L’Avvocato mi disse subito: “Dammi subito il progetto, voglio leggerlo con attenzione”. Questa esperienza mi ha insegnato che l’Istituto ha una enorme importanza per l’Italia del Sud, per l’Europa, per il mondo intero. Due punti meritano di essere sottolineati nella politica che l’Avvocato attua nella guida dell’Istituto. Innanzitutto, egli si è sempre energicamente opposto al comportamento assurdo di certi baroni universitari, che si limitano a svolgere un’ “azione di veto”. Nella università, come molti sanno, lo scopo dei baroni non è il fare, ma soprattutto quello di impedire agli altri di fare. Di contro, ho trovato all’Istituto una persona capace di ascoltare, disponibile a leggere e ricevere giovani ricercatori; e so che la mia esperienza è tutt’altro che unica: è quella di tanti giovani della mia generazione con i quali ho allacciato qualche rapporto grazie all’Avvocato. Egli ci ha ricordato che le opere e gli autori non appartengono a questo o a quel “mandarino”, ma all’umanità tutta. Quando cominciammo a lavorare all’edizione di Bruno, ci fu in Italia tutto un movimento per impedire che quella edizione vedesse la luce, ma l’Avvocato ci ha difeso, ci ha aiutato, ci ha incoraggiato, perché era convinto che il progetto era molto importante”.