Per offrire informazioni e servizi, questo portale utilizza cookie tecnici, analitici e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su qualunque altro link nella pagina o, comunque, proseguendo nella navigazione del portale si acconsente all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni sui cookie e su come eventualmente disabilitarli consultare l'informativa sulla Privacy.

Giovedì, 03 Dicembre 2020

Il Vicepresidente del Consiglio Alessandro Nicolò accoglie la Madonna della Consolazione.

“La Celebrazione in onore di Maria della Consolazione salda il secolare momento di straordinaria unità dei reggini attorno alla loro Protettrice. Un appuntamento, quello delle Festività Mariane, intriso di emozioni profonde e particolarmente avvertito nel profondo dei cuori. All’immagine della “La Celebrazione in onore di Maria della Consolazione salda il secolare momento di straordinaria unità dei reggini attorno alla loro Protettrice. Un appuntamento, quello delle Festività Mariane, intriso di emozioni profonde e particolarmente avvertito nel profondo dei cuori. All’immagine della Madre del Cristo i fedeli innalzano le richieste di speranza,  di conforto, da quasi cinque secoli ininterrottamente. Anche quest’anno, a migliaia, uomini e donne di ogni censo sociale  hanno voluto seguire l’Immagine Sacra, affiancando l’intero Capitolo della Curia arcivescovile  Metropolitana, oggi presieduto dal nuovo Vescovo, mons. Giuseppe Fiorini Morosini, a cui rivolgo il mio deferente omaggio. Una manifestazione di accorata commozione popolare, di tutto il popolo reggino, che si ritrova  sotto lo sguardo protettore della sua Signora.
Reggio sta vivendo comprensibili inquietudini ma anche molte speranze.
E con questo spirito che la cittadinanza eleva alla sua Signora  le proprie preghiere per un futuro più sereno, per un avvenire di lavoro per i suoi giovani, di pace e sicurezza per le famiglie, di giustizia sociale e di solidarietà con gli ultimi.
Si tratta di questioni su cui spesso la Chiesa calabrese interroga  la politica, con domande e richieste che suonano da sprone per le istituzioni, nazionali e locali, per conquistare obiettivi di crescita che pongano al centro i bisogni dei più deboli e dei meno garantiti.
In Calabria, si sta lavorando in maniera coerente per rafforzare le istituzioni e sottrarle al condizionamento dei ‘poteri forti’ e del crimine organizzato, un impegno che impone un alto tasso di coesione della nostra società ed il ripudio di occasioni di improduttive polemiche. Una Calabria, dunque, cosciente dei suoi diritti e più determinata nelle sue rivendicazioni, e che non  intende rinunciare al riconoscimento di quel  debito storico che l’Italia ha nei suoi confronti da cui dipendono gli esiti futuri per un più radicato e duraturo sviluppo delle condizioni civili e socio-economiche di questa nostra terra.
L’agire della Regione, dunque,  è costante ed efficace, e nonostante le impigliature nel filo spinato delle burocrazie,  sta iniziando a produrre risultati concreti e si lavora con caparbietà e determinazione per creare un sistema virtuoso per riportare ad una gestione ordinata il debito della sanità, gli interventi per l’ambiente, la sicurezza sociale ed il sostegno alle nostre imprese. La nostra voglia di fare rimane alta e sotto l’egida protettrice della Madre della Consolazione, riusciremo asalvaguardare gli interessi di tutta la collettività calabrese che ci ha affidato il mandato di rappresentarla in questo tempo
I richiami del nuovo arcivescovo, Mons. Morosini, alle pubbliche amministrazioni contenuti nella sua omelia di insediamento, permeati da preoccupazione e da elevata responsabilità sociale, incrociano la nostra volontà di rinnovare la Calabria.
L’appello che Egli ha dedicato in modo umile alla politica ed all’imprenditoria di creare lavoro per i giovani è, infatti, il banco di prova cui siamo tutti chiamati a misurarci per scongiurare i drammi dell’emigrazione e della spoliazione delle migliori risorse intellettuali della Calabria e per adottare quelle iniziative istituzionali tese a promuovere il bene comune e la più ampia risposta possibile a tutte le componenti della società calabrese.
Non consideriamo pertanto come intrusione temporale gli ammonimenti di padre Giuseppe Fiorini Morosini, e mai negheremo alla Chiesa, come Egli ha detto, “il diritto di entrare  nel vivo del dibattito politico sui valori che devono regolare l’organizzazione della società”, auspicando, invece, un sempre più vivo scambio di opinioni e di confronto su come affrontare le nostre secolari questioni.
Infine, intendo rivolgere un devoto saluto  a s.e. mons. Vittorio Mondello per il modo con cui egli è stato vicino in questi lunghi anni alla comunità reggina, protettore degli ultimi e dei più bisognosi, stimolando con la sua opera le istituzioni pubbliche a far sempre di più affinchè nessuno mai resti solo”.