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Martedì, 24 Novembre 2020

Nicolò:” Adeguare gli organici della polizia penitenziaria”.

“L’allarme lanciato dal sindacato autonomo di polizia penitenziaria, il Sappe, sulla situazione interna alle carceri calabresi merita l’attenzione adeguata dello Stato”.
Lo afferma in una nota il Vicepresidente del Consiglio regionale, Alessandro Nicolò.

Il vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria Alessandro Nicolò


“L’insufficienza degli organici rispetto alle necessità disicurezza e per il numero della popolazione detenuta sta seriamente pregiudicando i compiti di istituto, stante la difficoltà per il personale di potere fruire di riposo e costretto a svolgere turni di lavoro massacranti. Le aperture di nuove strutture di detenzione, come Arghillà e Catanzaro, pur con tutti i lati positivi, stanno incrementando ulteriormente i sacrifici richiesti al personale di Polizia penitenziaria poiché nessun potenziamento di unità lavorative è stato previsto, con la conseguenza di acuire le difficoltà ormai quotidianamente denunciate dal Sappe. La Regione ieri, con la firma del protocollo d’intesa finalizzato all’apertura del Centro diagnostico di Catanzaro, ha dato prova di raccogliere efficacemente le indicazioni ed i bisogni che emergono da questo settore, ma è lo Stato e le politiche nazionali che devono imprimere la necessaria svolta. Occorrono – dice Nicolò -  interventi settoriali mirati che prevedano, anzitutto, la possibilità di copertura totale del turn over ai fini di una costante stabilizzazione della dotazione di personale scongiurando così la perdita secca di servizi e di posti di lavoro. Anche in tempi di spending review – osserva Alessandro Nicolò – lo Stato deve scegliere le priorità di intervento e la sicurezza non è certamente materia di mediazione. Vi è da sottolineare – prosegue Nicolò – che in Calabria era stato avviato con risvolti positivi, un modo nuovo di affrontare le dinamiche di recupero dei detenuti, come dimostrato dall’esperienza del ‘Luigi Daga’ di Laureana di Borrello. Un lavoro prezioso, sostenuto con lungimiranza dal Provveditorato regionale alle carceri, che aveva aperto le porte della speranza ai detenuti più giovani, fornendo loro assistenza formativa, con l’obiettivo, una volta espiata la pena, di potere accedere al mercato del lavoro con una efficace e spendibile specializzazione. Ieri il ministro Cancellieri ha ascoltato il comitato pro- carcere di Laureana di Borrello, di cui condivido le finalità e l’impegno, ma le questioni poste devono diventare patrimonio di tutta la deputazione calabrese per sensibilizzare non solo la politica nazionale ma le strutture burocratiche che hanno il compito di concretizzare gli indirizzi della politica e del Governo”.