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Lunedì, 18 Gennaio 2021

Emergenza carceri. L’intervento del vicepresidente Nicolò

“Emergenza carceraria: non poteva esserci espressione più realistica ed efficace a descrivere sinteticamente il grave disagio umano che vive la popolazione carceraria italiana. Il tema dell’incontro che ci vede qui riuniti fotografa ed approfondisce, ma soprattutto invita a discutere su “Emergenza carceraria: non poteva esserci espressione più realistica ed efficace a descrivere sinteticamente il grave disagio umano che vive la popolazione carceraria italiana. Il tema dell’incontro che ci vede qui riuniti fotografa ed approfondisce, ma soprattutto invita a discutere su una condizione di vita impietosa che, dopo la recente condanna subita dall’Italia da parte della Corte europea di Strasburgo, necessita di risposte sociali ed organizzative concrete nel rispetto della dignità della persona”.
E’ quantoha affermato il vicepresidente del Consiglio regionale intervenendo questa mattina al convegno promosso dalla Provincia di Reggio Calabria e dal Consorzio di cooperative sociali ed associazioni Kalon Brion. “La questione dell’affollamento delle carceri, che vede la Calabria tra le Regioni con il più alto tasso,  è di attualità sempre più drammatica, segnata da lentezze processuali e da strutture fatiscenti, ed è espressione del grado di civiltà di uno Stato nel momento in cui non si limita solo a consumare vendette, allorquando è costretto ad infliggere pene, ma diventa effettivo garante della convivenza sociale.  Il rispetto della dignità e dei diritti fondamenti delle persone recluse in una società evoluta e civile come la nostra è parte integrante di quel processo fondamentale di democrazia compiuta”.
“A fronte di un numero di detenuti in aumento– ha proseguito il vicepresidente Nicolò- si pone quale priorità assoluta quella di individuare e attivare percorsi lavorativi e di integrazione sociale mirati.  E’ fondamentale che l’individuo dimesso dal carcere trovi nella ‘nuova’ società che lo accoglie, strumenti e servizi orientati ad un suo reinserimento integrato ed effettivo, nello spirito di un welfare sostanziale ed orientato alla fruizione di diritti fondamentali della persona”.
“Certamente, l’apertura ormaiprossima di due nuovi Istituti penitenziari, la casa di reclusione di Arghillà a Reggio Calabria e del Luigi Daga di Laureana di Borrello sono segnali positivi, ma la questione resta in piedi con tutti i suoi aspetti economici, sociali e culturali.  Urge una politica di programmazione e pianificazione strutturale volta ad affrontare la questione fondamentale della recidiva e ad organizzare un efficiente sistema di recupero del reo alla società. Un percorso che diventa condizione fondamentale per evitare il ripetersi di certi comportamenti delittuosi che, in poco tempo, annullerebbe ogni forma di intervento di deflazione delle carceri. Ebbene, in questa direzione si muove il Governo regionale che tra gli obiettivi programmatici e strategici, peraltro già previsti dal Presidente Scopelliti,  ha di dare attuazione al protocollo d’intesa sottoscritto nel 2003 tra Ministero della Giustizia e la Regione Calabria per promuovere tra i valori primari  il principio di sussidarietà e il reinserimento del condannato al quale offrire dignità e speranza di vita. Un problema che richiede la massima attenzione, visto che 8 su dieci tornano a delinquere, e che dimostra soprattutto l’urgenza di forme di detenzione extracarceraria e reali opportunità lavorative e sociali da destinare a chi vuole tornare a respirare aria di legalità”.
“In questo situazione – conclude Nicolò- ben vengano esperienze come il Consorzio Sociale Kalon Brion che riunisce diverse ed accreditate realtà del terzo settore calabrese e che diventa parte integrante della politica di ascolto e di confronto da promuovere in sinergia con le Istituzioni perla crescita del territorio”.