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Venerdì, 23 Ottobre 2020

Il presidente Irto visita l’università di Catanzaro: “Infrastruttura d’eccellenza”

“L’università Magna Graecia di Catanzaro ha tutti i crismi scientifici, la qualità dei docenti e i numeri necessari per fronteggiare le difficili sfide del momento per gli atenei del Mezzogiorno”. 20160201_132545Il presidente del Consiglio regionale della Calabria, Nicola Irto, si è espresso così durante la conferenza stampa (oltre a lui hanno partecipato il presidente della Provincia di Catanzaro, Enzo Bruno, il rettore Aldo Quattrone, il presidente della Fondazione Umg Arturo Puija, il consigliere regionale Arturo Bova, il consigliere provinciale delegato ai rapporti con l'Università Marco Polimeni) che ha concluso la sua visita al campus catanzarese di Germaneto. “Faccio i miei complimenti al rettore, al gruppo dirigente ed al senato accademico: questo è un polmone universitario vivo, particolarmente attrezzato nella ricerca e nell’innovazione scientifica, settore in cui l’ateneo catanzarese costituisce la punta avanzata della Calabria migliore”.
Secondo Irto, l’università Magna Graecia “insieme alle altre presenti nella nostra regione, è un’infrastruttura culturale d’eccellenza che abbiamo il dovere di valorizzare, sostenere e implementare, anche attraverso le risorse della programmazione comunitaria 2014-2020.IMG_20160201_110212 Ogni ateneo calabrese ha radici, attitudini e specialità differenti e che tutto ciò consente una proficua diversificazione dell’offerta formativa”.
Irto ha auspicato “il massimo impegno dei giovani per realizzare progetti innovativi e per elaborare idee originali in grado di sostenere l’intraprendenza economica del sistema produttivo locale, superando l’antica inclinazione regionale alla frammentazione”. Inoltre ha espresso “preoccupazione per la migrazione del capitale sociale, in particolare dei giovani laureati, cui va fatto fronte sia recuperando risorse regionali, sia con una concertazione fra Regioni del Sud, per modificare i criteri del riparto del fondo per il diritto allo studio che penalizzano il Mezzogiorno”. Non arginare la fuga dei cervelli ad avviso di Irto “significa bruciare anni ed anni di investimenti formativi fatti dalle famiglie che vivono nella regione col reddito pro capite più basso del Paese. Così la Calabria viene depauperata di quel bacino di risorse umane particolarmente qualificate che possono dare un contributo importante alla ripresa economica e sociale. Per questo vogliamo tradurre in atti, nel prosieguo della legislatura, la necessità di implementare le risorse per il diritto allo studio”.
“Il gravissimo calo delle immatricolazioni che concerne alcune nostre realtà universitarie – ha concluso il presidente del Consiglio regionale - è il paradigma del crescente divario Nord-Sud che tuttora grava come un macigno sul Mezzogiorno e sull’Italia. Il nostro sforzo, dunque, deve essere mirato a valorizzare ancor di più atenei come quello di Catanzaro perché esso possa entrare nelle reti universitarie internazionali, attraendo capitali per investimenti in ricerca in un quadro di programmazione pluriennale”.