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Venerdì, 26 Febbraio 2021

Udc, gruppo ed ufficio politico: "Avanti con le riforme"

L’Ufficio politico dell’Udc regionale - allargato ai segretari provinciali -  si è riunito ieri  a Lamezia Terme con il coordinamento del segretario regionale, on. Gino Trematerra,  al quale sono stati riformulati “gli auguri per la sua  riconferma ad  europarlamentare”. Si L’Ufficio politico dell’Udc regionale - allargato ai segretari provinciali -  si è riunito ieri  a Lamezia Terme con il coordinamento del segretario regionale, on. Gino Trematerra,  al quale sono stati riformulati “gli auguri per la sua  riconferma ad  europarlamentare”. Si è discusso di riforme, si è dato un giudizio positivo sull’operato della Regione, ad incominciare dalla sanità, “dove, a fronte di un’emergenza storica, sebbene sfidando l’impopolarità di talune scelte, si sta razionalizzando un settore che continua a drenare la maggior parte del bilancio regionale”.

Il capogruppo dell'Udc Alfonso Dattolo


Inoltre, è stata sollecitata una maggiore  attenzione alle nuove generazioni, in una regione che tocca picchi di disoccupazione ormai intollerabili, ed il massimo  rispetto della legalità, quale presupposto per la riuscita di  qualsiasi progetto di sviluppo economico e sociale”.
All’ordine del giorno dell’Ufficio politico dell’Udc, anzitutto la discussione sul rinnovo anticipato dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale, per cui - attraverso un documento - l’Udc ha espresso “convinta adesione sulla  scelta di anticipare i tempi della sua rielezione. Tutto ciò, per dare stabilità ad un organismo delicato per la conduzione dei lavori del Parlamento regionale, così da sottrarlo a possibili fibrillazioni discendenti da scelte politiche nazionali”.
E’ stato espresso “apprezzamento per il lavoro istituzionale del presidente Talarico e della delegazione consiliare dell’Udc, ad incominciare dal presidente del Gruppo regionale Dattolo”. Analogo apprezzamento è stato espresso per la rappresentanza dell’Udc nell’Esecutivo regionale guidato dal presidente Scopelliti. A proposito del “delicatissimo quanto imprescindibile”  processo di riforma, incardinato per il momento su Afor ed Arssa”,  considerati dall’Udc  “Enti simbolo di un modello politico e gestionale superato che deve assolutamente  indurre la politica ad un’autocritica serrata al fine di modernizzare settori crucialiper lo sviluppo come l’agricoltura e la forestazione ed evitare il default, l’Udc ha chiesto all’assessore Trematerra di  proseguire nella strada intrapresa. “In attesa del progetto di riforme complessivo che a breve il presidente Scopelliti illustrerà, l’Udc valuta la riforma dei due Enti strumentali come la cartina di tornasole di una politica in cui ha ritenuto di fare affidamento, dopo l’insufficiente prova data dal Governo della Regione della scorsa legislatura, proprio per rimettere in carreggiata una regione che appariva depressa ed  emarginata.
“L’azione del presidente Scopelliti, sebbene con i limiti di un contesto economico difficile, è riuscita a ridare alla Calabria credibilità ed ascolto da parte del Governo nazionale  e del Parlamento, soprattutto nella sanità. Adesso occorre irrobustire l’impegno per razionalizzare ogni settore dello sviluppo anche al fine di dare prospettive occupazionali ai giovani.  A fronte di un bilancio politico di due anni, considerato positivamente, ma ancora non completato in vista della risoluzione di alcune criticità annose, l’Udc ha colto l’occasione per ribadire “la necessità di proseguire il lavoro fin qui intrapreso, condividendo  azioni e proposte sui temi considerati prioritari: sanità, politiche di welfare, rilancio dell’occupazione e riassetto degli enti regionali”.
In una situazione complessa, sotto ogni punto di vista, che vede l’Italia brancolare nel buio, nonostante la saggezza amministrativa del Governo Monti,  e l’Europa ancora nelle nebbie di un’incertezza progettuale che non fa ben sperare, ciò che non occorre far mancare alla Calabria è la responsabilità istituzionale delle sue classi dirigenti.
In tal senso l’Udc, rammentando le ragioni che l’hanno indotto a stringere nel 2010 un accordo di legislatura con il presidente Scopelliti, ritiene “fondamentale porre al centro dell’azione politica non schematismi sterili, destra e sinistra, figli di un bipolarismo muscolare ormai fallito, ma la Calabria ed i suoi problemi.  Non accordi stretti nelle stanze dei partiti, ma valutazioni programmatiche ed impegni, amministrativi ed istituzionali, assunti con trasparenza alla luce del sole e sottoposti al giudizio dei calabresi. L’Udc ha stigmatizzato una visione della politica incentrata su poltrone, incarichi e gestione del potere per il potere, ricordando l’urgenza di far comprendere alla Calabria che la politica è l’unico strumento a nostra disposizione per migliorare la qualità della vita e che le “forme più esasperate del populismo sono quanto più lontano dalla democrazia ci possa essere. Perché la politica è fare proposte ed assumersi responsabilità, non denunciare tutto e tutti nell’illusione di catturare consenso sulle ceneri della politica e dei partiti”.   Infine, l’Udc ha ribadito l’essenzialità di una politica che anteponga a tutto il resto il principio di legalità, dell’etica e del rispetto dei principi costituzionali e delle persone. Solidarietà è stata espressa alla magistratura ed alle forze dell’ordine per i sacrifici fatti al fine di contrastare l’illegalità e la criminalità organizzata e, insieme, l’Udc ha auspicato che, anche alla luce degli ultimi avvenimenti che hanno visto politici regionali coinvolti in inchieste gravi, non si faccia di tutte le erbe un fascio. Proprio perché le responsabilità penali sono personali e soprattutto  perché la difesa delle Istituzioni, aldilà delle eventuali responsabilità dei singoli che naturalmente vanno provate nel processo e non sui media, viene prima di ogni cosa. Su tutto ciò che rischia di ampliare a dismisura la sfiducia dei cittadini nelle Istituzioni, però, l’Udc chiede che la politica non chiuda gli occhi, ma si interroghi, senza reticenze, al fine di garantire candidature specchiate e al riparo da dubbi e sospetti. “In una terra in cui l’uso delle risorse pubbliche spesso ha rivelato cointeressenze con la criminalità e messo  politica in cattiva luce, accanto ad una qualificazione della spesa pubblica occorre garantire la moralità di chi riceve dai cittadini un mandato elettivo e non aver dubbi ad indicare le mele marce, al fine di non compromettere la democrazia ed il funzionamento delle Istituzioni che costituiscono un valore da salvaguardare nonostante tutto”.