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Venerdì, 26 Febbraio 2021

Dattolo (Udc): "Arssa ed Afor, riforma necessaria"

“Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.  E non mi riferisco a singoli politici, perché ognuno è libero di pensarla come meglio ritiene, ma al clima d’incertezza generale in cui si vorrebbe, nonostante gli sconvolgimenti economici e sociali che si registrano nel Paese,  lasciare la Calabria”. E’ quanto afferma il presidente del Gruppo Udc in Consiglio regionale Alfonso Dattolo, secondo il quale “Le forze politiche che non intendono cedere al populismo, ma porsi il problema della governabilità, anche in una regione difficile come la nostra,  hanno il dovere di affrontare le criticità calabresi, ad incominciare da Afor ed Arssa,  e proporre  le soluzioni possibili,  non in virtù dei propri convincimenti soggettivi o in astratto, ma  in coerenza con i vincoli di bilancio e le prospettive progettuali che si è in grado di mettere in campo.  Non rispettando i vincoli di bilancio - sottolinea l’esponente dell’Udc -  facendo finta di non vedere le ristrettezze economiche generali e non aggiornando  la mission dei due Enti, rispetto a forestazione ed agricoltura,  non si va più da nessuna parte”.  Aggiunge Dattolo: “Avvertiamo subito che su Afor ed Arssa, se non si vuole rischiare il collasso dei due Enti, c’è una  sola cosa da farsi entro il 3 agosto, come ha più volte sostenuto l’assessore all’Agricoltura Michele  Trematerra: riformarli.  Con serietà e con grande attenzione, senza dubbio,  ma riformarli e presto, per garantire loro ed al personale una prospettiva compatibile con la congiuntura economica del Paese. Non ci sono, a meno che non si voglia affossarli o fare pura demagogia, altre possibilità. Per quanto riguarda, poi, l’indispensabile confronto con le forze politiche e sociali, nonché il lavoro che dovrebbe incominciare subito in Commissione, non c’è alcunché da temere. Nel senso che  l’Assessorato,  la Giunta regionale e la Commissione competente  hanno asserito, fin dall’inizio, piena apertura e disponibilità ad accettare osservazioni ed emendamenti migliorativi. Il nostro obiettivo non è semplicemente riformarli, ma riformali bene e dotare i due Enti di strategie affidabili.   La ‘spending review’,  considerata come il male minore ed inevitabile  da chi avverte la responsabilità di mettere a posto i conti del Paese,  la Regione Calabria, con le due riforme di Arssa ed Afor, l’ha già prevista. Se vogliamo evitare il crollo economico di Enti  messi in liquidazione nel 2007, ossia cinque anni or sono, dobbiamo capire tutti, maggioranza e opposizione, forze sociali e dipendenti, che il processo di riforma non  può essere più  procrastinato. E che occorre approvare,  in Commissione e poi  in Aula,  le due riforme che hanno già avuto il via libera  dalla Giunta regionale e  che prevedono l’istituzione dell’Azienda regionale per la forestazione e le politiche per la montagna e l’Azienda regionale per lo sviluppo dell’agricoltura”. Conclude il capogruppo dell’Udc: “A coloro i quali, al contrario, intendono difendere l’esistente,  convinti  che le riforme intaccherebbero diritti acquisiti e farebbero fare un salto nel buio ai due Enti, vorrei ricordare che dal 2007,  come sistema europeo e peggio per ciò che riguarda le aree svantaggiate dell’Italia del Sud, siamo  entrati in un tunnel critico da cui al momento non si vede l’uscita; che l’Ocse l’altro giorno ha riportato  percentuali di disoccupazione insopportabili per un Paese civile come l’Italia; che Confindustria paventa il crollo del Pil del 2.4 per cento e che  il  ministro all’Economia Grilli reclama altri 6 miliardi.  In questo desolante quadro economico che avrà effetti assai penalizzanti per il Mezzogiorno, l’Udc è dell’avviso che le forze politiche e sociali non possano più ragionare come se non stesse accadendo nulla”.