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Sabato, 28 Novembre 2020

Precari nella sanità. Principe(Pd): "Soddisfare le attese e garantire i lea"

“Il prossimo 31 dicembre scadranno i contratti a tempo determinato degli oltre 1.500 precari, tra medici e paramedici, del sistema sanitario calabrese, al cui lavoro ed alla cui professionalità si deve l’erogazione di importanti servizi sanitari territoriali ed il funzionamento “Il prossimo 31 dicembre scadranno i contratti a tempo determinato degli oltre 1.500 precari, tra medici e paramedici, del sistema sanitario calabrese, al cui lavoro ed alla cui professionalità si deve l’erogazione di importanti servizi sanitari territoriali ed il funzionamento di numerose unità operative.
Tale scadenza ha già determinato una legittima preoccupazione in tutto il territorio regionale ed un clima di tensione, generando azioni di protesta e di mobilitazione, da parte delle OOSS, annunciate per il prossimo 17 ottobre”.
E’ quanto afferma in una nota l’On. Sandro Principe, capogruppo del PD in seno al Consiglio Regionale della Calabria
“Il mancato rinnovo dei predetti contratti -   prosegue Sandro Principe - provocherà, infatti, oltre alla dispersione di importanti competenze acquisite negli anni, il collasso dell’intero  comparto sanitario, in quanto in molti Presidi Ospedalieri e servizi territoriali non si potrebbero più garantire i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA).
Si verrebbe a determinare, quindi, una situazione di ingovernabilità del sistema che può e deve essere affrontata con determinazione, chiedendo, al Tavolo Massicci, per come più volte da noi proposto, il ripristino del turnover per le sole professionalità sanitarie”.
“In questo contesto – conclude il capogruppo regionale del Partito Democratico - è necessario, comunque, porre in essere  adeguate e specifiche iniziative, affinchè vengano soddisfatte le legittime aspettative dei precari che operano nella sanità calabrese e per garantire i LEA, difendendo con maggiore forza gli interessi della Calabria presso il Governo di Roma, per evitare che si aggravi la marginalità della nostra Regione anche in un comparto così delicato come quello sanitario.