Per offrire informazioni e servizi, questo portale utilizza cookie tecnici, analitici e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su qualunque altro link nella pagina o, comunque, proseguendo nella navigazione del portale si acconsente all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni sui cookie e su come eventualmente disabilitarli consultare l'informativa sulla Privacy.

Sabato, 28 Novembre 2020

Mare, Principe: “Basta parole e fare piano investimenti”

''Con l'arrivo dei mesi di luglio e di agosto, quest'anno caratterizzati da un caldo africano, nulla di nuovo si registra in Calabria nelle numerose dichiarazioni riguardanti la tutela del mare. Non piove da oltre due mesi ma, in compenso, piovono milioni di inutili parole. Assistiamo, infatti, anche in questa estate del 2012 a petulanti e squalificanti controversie sullo stato di salute del nostro mare. In questo contesto, vince sempre il radicalismo, che determina le contrapposizioni piu' bieche, per cui da una parte si vede tutto bianco e dall'altra tutto nero, dimenticandosi che puo' esistere anche il grigio''. E' quanto afferma il  capogruppo del Pd sandro Principe. ''E' assolutamente errato affermare che il nostro mare e' tutto sporco e non balneabile - prosegue - cosi' come e' puerile ritenere che il mare calabrese sia tutto pulito e da bere. La realta' ci presenta chilometri e chilometri di coste bagnate da uno splendido mare cristallino e diversi tratti, soprattutto nel tirreno cosentino, dove in alcune ore della giornata e' impossibile bagnarsi. A nostro avviso, invece di bestemmiarsi i morti a vicenda o polemizzare con Goletta Verde, spaccando il capello in 4 per stabilire se le sue indagini si riferiscono alla balneabilita' ovvero alla depurazione, sarebbe il caso di stabilire finalmente cosa fare, anche perche' la tutela dell'ambiente, la pulizia delle nostre citta' e dei nostri mari costituiscono una seria preoccupazione per i cittadini calabresi. Sono anni che, inascoltati, ripetiamo che la Regione, per evitare l'inquinamento marino, ha bisogno di centinaia di chilometri di reti fognarie, per proteggere i corsi d'acqua, reti fognarie da immettere in grandi collettori collegati agli impianti di depurazione. Sulle coste questa strategia deve portare alla realizzazione di collettori che corrono paralleli alla linea del mare, per poi confluire negli impianti di depurazione da posizionare strategicamente, provvedendo alla loro continua manutenzione. E' utile segnalare che questa impostazione, per affrontare seriamente l'emergenza dell'inquinamento derivante dalle acque luride, aveva  risolto magnificamente, nel recente passato, il problema nell'area urbana cosentina, tutelando la salute del Busento, del Campagnano, del Surdo, dell'Emoli, del Settimo, etc., proteggendo le loro splendide sponde con collettori adeguati, che confluiscono tutti in un grande collettore posto sulla riva sinistra del Crati che, a sua volta, porta i liquami al  depuratore localizzato al confine nord della citta' di Rende. Debbo amaramente constatare, pero', che anche questa esperienza oggi si presenta come superata, poiche' il depuratore di Settimo andrebbe raddoppiato, in quanto sversa nel fiume Crati i liquami che non riesce a depurare e che, inevitabilmente, finiscono nel mar Jonio''. ''E'  necessario pertanto, se si vuole uscire veramente dall'emergenza - conclude Principe - un piano di investimenti pluriennale, ricorrendo soprattutto ai fondi europei, per dotare il territorio di centinai di chilometri di reti fognarie, laddove esse mancano, di grandi collettori a finale difesa del mare e di un sistema depurativo fatto oggetto di un'adeguata manutenzione e allocato strategicamente sul territorio. E' il caso, cioe', che si finisca con il produrre parole, per affrontare seriamente il problema, nella consapevolezza che occorrono ingenti risorse e molti anni di lavoro''