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Sabato, 28 Novembre 2020

Per una regione leggera. Una proposta di legge del Pd

Il Gruppo del Partito Democratico, in seno al Consiglio Regionale della Calabria, ha presentato  la proposta di Legge “ Sul conferimento delle funzioni amministrative agli Enti Locali”, di cui è primo firmatario l’ Sandro Principe.
La ratio della  proposta è di realizzare il conferimento di funzioni amministrative in capo agli enti locali, così da perseguire l’effettivo snellimento dei compiti della Regione.
“Sin dalla loro costituzione, nel 1970 – ha affermato il presidente del gruppo regionale del PD,  Sandro Principe, annunciando l’importante disegno di legge - le Regioni si sono organizzate scimmiottando lo Stato e, quindi, trattenendo per se stesse, non solo i poteri di legiferazione, di pianificazione e di controllo, ma anche i poteri di gestione, strutturandosi come venti piccoli Stati.
Questa impostazione ha, purtroppo, prodotto i suoi effetti malefici soprattutto nelle regioni meridionali ed, in particolare, in Calabria, dove non si è affermata la cultura del far da sé, rendendo, quindi,  le nostre comunità incapaci di autogestirsi a causa del neocentralismo regionale. Oggi rappresenta una priorità improcrastinabile porre in essere tutte le iniziative necessarie perché in Calabria possa affermarsi la politica del far da sé, in quanto solo se la comunità calabrese dimostrerà di saper fare fino in fondo la parte che ad essa compete,  si potrà con più autorevolezza e forza politica chiedere allo Stato centrale di pagare alla nostra Regione il credito da quest’ultima accumulato  verso la comunità nazionale, con particolare riferimento alle  politiche per le infrastrutture, per la sicurezza, per la conoscenza e per la innovazione tecnologica”.
“La proposta di Legge che abbiamo presentato – ha concluso l’Sandro Principe - elimina la causa prima del malgoverno calabrese, rappresentata, per come detto, dal centralismo Regionale, disciplinando il conferimento delle funzioni amministrative regionali agli enti locali e ai soggetti sub-regionali”.
Il disegno di legge è strutturato in due sezioni. Vi è un impianto di carattere generale, contenente norme guida che dettano i criteri generali per l’opera di allocazione delle funzioni e dei compiti amministrativi in favore dei vari enti interessati, ed una  seconda parte, sotto forma di allegati, dove sono state inserite quattro aree tematiche nelle quali vengono individuate e ripartite le funzioni amministrative relative ai seguenti settori:

Attività produttive;
Protezione della natura e dell’ambiente;
Istruzione, formazione professionale, servizi per l’impiego e politiche del lavoro;
Trasporti e viabilità.

L’effettivo conferimento ed il successivo esercizio delle funzioni dovrà essere operato alla luce di principi cardine che, all’interno del disegno di legge, sono stati intesi quali “principi guida”, dell’agire amministrativo.
Con la individuazione delle funzioni da conferire agli enti locali, si è inteso evitare una mera ripartizione di "poteri", verso l’obiettivo, ben più complesso, di ridisegnare il sistema in funzione dell'interesse del cittadino in generale. Un sistema concertato ed il più possibilmente prossimo alle esigenze territoriali della collettività e delle comunità.
Tra gli elementi  contenuti nel disegno di legge, si segnala, tra l’altro, la previsione di possibili forme di incentivazione in favore delle fusioni e delle Unioni tra Comuni anche mediante la costituzione di uno specifico fondo.
Si è ritenuto, inoltre,  di dover valorizzare il ruolo della Comunità Montana (ovvero Unione dei Comuni Montani), quale soggetto primario di valorizzazione delle risorse e dei territori silvo-pastorali.
In definitiva, la Proposta di Legge mira a costruire una Regione “leggera” che, liberatasi dalla gestione, ritorna ad esercitare con pienezza i compiti di legiferazione, programmazione, indirizzo e controllo che la Costituzione le ha assegnato. In tal modo, il Sistema delle Autonomie Locali, nel suo complesso, diventando più snello potrà assicurare risposte più rapide ed efficaci alle esigenze della collettività calabrese.