Per offrire informazioni e servizi, questo portale utilizza cookie tecnici, analitici e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su qualunque altro link nella pagina o, comunque, proseguendo nella navigazione del portale si acconsente all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni sui cookie e su come eventualmente disabilitarli consultare l'informativa sulla Privacy.

Giovedì, 03 Dicembre 2020

Gianpaolo Chiappetta: “Riconoscere l’autismo quale malattia sociale”

“Interventi regionali in materia di autismo”: è il titolo dell’iniziativa legislativa del consigliere regionale Gianpaolo Chiappetta (presidente del Gruppo Ncd) che mira “al riconoscimento normativo dell’autismo (e delle patologie ad esso connesse) quale malattia sociale”.
Obiettivo: “garantire,  in condizioni di eguaglianza ‘sostanziale’, la tutela e l’effettivo esercizio del diritto alla salute a tutti i soggetti affetti da disturbi dello spettro autistico”.
La proposta (che non  prevede oneri ed impegni di spesa a carico del bilancio) mira a recepire due documenti che rappresentano, ad oggi - è scritto nella relazione -  “quanto di meglio si possa utilizzare, in sede di programmazione degli interventi (legislativi ed attuativi), per garantire sia il diritto dei pazienti alle cure più appropriate (nell’ambito di azioni multidisciplinari integrate e personalizzate in ordine alle specifiche caratteristiche degli utenti), che l’individuazione degli interventi  qualitativamente migliori e più adeguati nell’organizzazione dei percorsi assistenziali”.
I documenti citati sono le “Linee Guida 21” Ottobre 2012 dell’Istituto Superiore della Sanità e le “Linee di indirizzo per la promozione ed il miglioramento della qualità e dell’appropriatezza degli interventi assistenziali nel settore dei Disturbi Pervasivi dello Sviluppo (DPS), con particolare riferimento ai disturbi dello Spettro autistico”, di cui all’Accordo siglato in data 22.11.2012 nella Conferenza Unificata per i rapportitra Stato, Regioni, Province Autonome di Trento e Bolzano, Province e Comuni.
Spiega Chiappetta: “I disturbi pervasivi dello sviluppo e, in particolare, le sindromi dello spettro autistico, rappresentano una patologia dello sviluppo psicologico altamente invalidante che, nella quasi totalità dei casi, persiste anche in età adulta e il cui decorso è strettamente dipendente dalla precocità e specificità degli interventi abilitativi attivati in età evolutiva”. E aggiunge: “Si tratta di una condizione patologica cronica ed inabilitante che interessa un numero elevato di famiglie e che si configura, perciò, come un rilevante problema di sanità pubblica stante, peraltro, le evidenti ricadute di ordine sociale”.
Il primo documento - considerata la gravità dei quadri clinici associati ai disturbi in esame, alla luce dell’impatto che questi ultimi hanno sulla vita delle persone e delle loro famiglie durante l’intero arco di vita, e valutato, ancora, l’amplissimo panorama di offerte terapeutiche e la difficoltà degli operatori di orientarsi opportunamente tra le molteplici proposte disponibili - rappresenta “l’ indispensabile avvio per garantire ciò che la ricerca scientifica e la pratica clinica più evolute valutano oggi quale risposta maggiormente adeguata ai bisogni dei pazienti affetti dalla patologia in questione”.
Nel secondo documento “sono, invece, indicate le linee di indirizzo per migliorare qualitativamente gli interventi in campo sanitario e sociale a sostegno delle persone autistiche (bambini ed adulti) e delle loro famiglie, individuando, quale necessità primaria, la predisposizione di un piano d’azione strutturato a livello regionale ove i criteri informanti sono essenzialmente: 1) l’intervento precoce sui bambini; 2) la presa in carico personalizzata; 3) l’integrazione socio-sanitaria degli interventi; 4) la realizzazione di una rete di servizi”.
Chiappetta propone il recepimento, con legge regionale, dei due documenti, “finalizzato a garantire la possibilità, per le Istituzioni, di elaborare la risposta (normativa ed attuativa) più idonea per favorire e promuovere lo sviluppo di un intervento ordinato e sistematico a favore degli individui affetti dalla patologia; intervento, peraltro, basato su una solida metodologia e supportato da prove scientifiche adeguate”.