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Martedì, 27 Ottobre 2020

Serra contesta la chiusura del Tribunale di Rossano

La popolazione del versante Jonico cosentino che cade sotto il distretto del Tribunale di Rossano è in rivolta a causa della rivisitazione che sta operando il Ministero di Grazia e Giustizia, per la quale la sede della città di Rossano La popolazione del versante Jonico cosentino che cade sotto il distretto del Tribunale di Rossano è in rivolta a causa della rivisitazione che sta operando il Ministero di Grazia e Giustizia, per la quale la sede della città di Rossano dovrebbe chiudere avendo un organico di giudici inferiore a n. 20 unità.

Il Capogruppo di Insieme per la Calabria – Scopelliti Presidente Giulio Serra


A parte le giuste rivendicazioni territoriali che invocano la permanenze delle istituzioni locali, c’è da dire che al Tribunale di  Rossano fa capo una vastissima utenza che va dall’alto Jonio al basso Jonio, da Montegiordano a Cariati, comprendendo due centri urbani consistenti come Corigliano e Rossano che, insieme raggiungono una popolazione di circa 80 mila abitanti, a cui va aggiunta quella dei paesi limitrofi e interni per i quali la sede dell’importante città bizantina rappresenta un importante punto baricentrico. Il totale della popolazione supera edi molto i 100 mila abitanti, che la posiziona tra le più importanti sedi di Tribunale dell’intera provincia di Cosenza.

Eppure deve chiudere perché ha un organico inferiore di una unità rispetto ai parametri ministeriali.

Per la verità, quando Ministro di Grazia e Giustizia era l’on. Mastella, a seguito di richieste giustificate e documentate delle sezioni locali Udeur dell’epoca, il Ministro si stava adoperando per modificare la pianta organica e portare i giudici assegnati a 20, in modo che il Tribunale di Rossano non fosse più intaccato dagli eventi che da lì a poco si sarebbero succeduti. Una modifica strutturale che avrebbe potuto salvaguardare una situazione di precarietà che, puntualmente, in momenti di crisi come quelli attuali, si è presentata, mettendo in discussione la stabilità e l’esistenza della sede del Tribunale di Rossano.

L’intera popolazione del comprensorio, le forze sociali e politiche, i sindaci, della città e del comprensorio, sono in rivolta; l’ordine degli avvocati è in seduta permanente di allerta; nessuno vuole che la sede del Tribunale di Rossano venga soppressa.

Gravi sarebbero le conseguenze per l’utenza, per gli stessi avvocati, per quanti hanno bisogno della giustizia in un territorio che con essa ha un costante rapporto per motivi quotidiani ma anche per motivi atavici e storici.

Il tribunale di Rossano è stato istituito circa 150 anni addietro, ha svolto un ruolo guida e punti di riferimento come istituzione; ha mandamento in un territorio vastissimo, con una mole di lavoro enorme ed in continuo aumento, nel suo territorio ricade anche lì istituto penitenziario locale.

E’ vero che in tempo di crisi è necessario fare sacrifici, ma questi ultimi non devono distruggere un tessuto sociale già precario come quello della fascia jonica rossanese, ove le istituzioni dello Stato sono punto di riferimento e baluardo di certezze e di sicurezza per i cittadini.