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Venerdì, 29 Maggio 2020

Loiero: Il dissesto idrogeologico continua con il ‘Piano Casa’

I problemi della Calabria sono innumerevoli, assai complessi e diversificati. Tuttavia, le recenti immagini dell’Emilia, come già fu in Irpinia prima ed in Abruzzo poi, hanno messo in evidenza alcune urgenze improcrastinabili per qualsiasi amministratore pubblico: da un lato, l’assetto I problemi della Calabria sono innumerevoli, assai complessi e diversificati. Tuttavia, le recenti immagini dell’Emilia, come già fu in Irpinia prima ed in Abruzzo poi, hanno messo in evidenza alcune urgenze improcrastinabili per qualsiasi amministratore pubblico: da un lato, l’assetto idrogeologico di un territorio, come il nostro, estremamente fragile; dall’altro, l’approvazione d’una legge sismica severa, capace finalmente di bloccare il diffondersi dell’espansionismo edilizio.

Il capogruppo di Autonomia e diritti on. Agazio Loiero


In materia di dissesto idrogeologico, vale solo la pena ricordare come la recente approvazione del “Piano Casa” ha rappresentato una vicenda drammatica per la storia del nostro territorio. Proprio attraverso simili operazioni di lievitazione delle cubature, si continua a profanare la bellezza d’una regione che i giovani calabresi purtroppo oggi non conoscono più e che noi siamo costretti a guardare attraverso le raffigurazioni pittoriche o a leggere nei racconti dei viaggiatori del Grand tour.

Una legge, dunque, che non tiene conto del dissesto di cui soffre la nostra terra.Tant’è che con un’iniziativa per me insolita ma necessaria, ho descritto la situazione al Ministro per gli Affari regionali Gnudi il quale saggiamente ha proposto in Consiglio dei Ministri l’impugnativa della norma davanti alla Corte costituzionale.

Dico questo perché la Giunta da me presieduta aveva compiuto una scelta ben precisa in materia, investendo una cifra enorme sul dissesto idrogeologico, proprio perché per noi era una priorità mettere fine al consumo sfrontato del territorio, quasi che questo fosse un “asino da soma” sul quale continuare a caricare, e a sovraccaricare volumi.

Quanto invece all’attenzione nei confronti d’una eventualità sismica e alla relativa messa a punto d’una legge in materia,  voglio solo ricordare come nella passata amministrazione eravamo animati da una visione culturale del territorio. L’attenzione nei confronti dell’eventualità sismica fu per noi un pensiero costante (quasi ossessivo) al quale nel tempo cercammo, collettivamente, di dare risposte reali, sia da un punto di vista normativo sia dal punto di vista del monitoraggio, a partire da quello delle strutture pubbliche e a forte impatto (supermercati, cinema, teatri, ospedali…). Per non parlare poi degli interventi (585 circa) finanziati in favore della messa in sicurezza delle scuole pubbliche. Non fu del resto casuale se, nel 2006, senza sollecitazioni e senza che eventi calamitosi lo imponessero, a soli nove mesi dal nostro insediamento, avviammo in tempi non sospetti tutte le procedure per varare una legge e procedere al riordino del settore sismico, impegnando risorse finalizzate a dare certezza e rigore ad un problema di prima grandezza per la Calabria. Dei pericoli dovuti all’eventualità d’un sisma nella nostra regione c’interessammo prima degli eventi catastrofici dell’Abruzzo. Lo facemmo perché quest’atteggiamento corrispondeva ad una nostra visione culturale, tant’è che successivamente affrontammo un’altra tematica straordinariamente importante, legata alla vita particolare del nostro territorio: per l’appunto il dissesto idrogeologico.

In definitiva, l'Abruzzo venne solo dopo l'iniziativa del governo regionale e non mancarono autorevoli apprezzamenti nei confronti della nostra iniziativa. La Calabria, finalmente per prima in Italia, aveva avviato una legge innovativa e rivoluzionaria. Una legge che resta un esempio di come si possa parlare di sisma quando non ne siamo colpiti, dimostrando che un buon controllo pubblico, unitamente ad un rigoroso monitoraggio del patrimonio esistente, faccia risparmiare in termini di costi/benefici svariati miliardi di euro, cosa non del tutto ininfluente in questi nostri anni di crisi globale.

Una legge che dava l’immagine di un Mezzogiorno diverso, da quello arretrato e pieno di ombre, che oggi troppo spesso è protagonista delle prime pagine dei quotidiani nazionali. Un Mezzogiorno che sembra essere ripiombato in una sorta di dimenticanza e che, invece, deve essere difeso per poter ritornare al centro dell’agenda politica nazionale.


Agazio LOIERO (MPA-AD)