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Giovedì, 22 Ottobre 2020

Magarò (Scopelliti Presidente): " Contro Batman una scossa etica"

Si trasmette qui di seguito, nella sua stesura integrale, una nota del Consigliere Salvatore Magarò, presidente della Commissione consiliare contro la ‘ndrangheta in Calabria.

Quali regole possono ridare smalto e vigore alla percezione che delle Regioni e delle loro Assemblee hanno in questo momento i cittadini comuni? Quali risposte concrete – per dirla in parole più semplici – contrapporre a Batman? Nell’impegno a contrastare l’immagine veicolata dai media di “Francone” Fiorito, che – è inutile nasconderselo – ha fatto fare tanta brutta figura (fino a risultare un vero e proprio sfregio) ai consiglieri ed ai Parlamenti di tutte le Regioni italiane, personalmente ritengo che non si tratta certo di una mera questione di “riposizionamento d’immagine”. Ritengo si tratti, piuttosto, di avviare nel concreto processi nuovi, di lanciare segnali forti e tangibili di cambiamento. Per quanto ci riguarda, in Calabria si tratta, insomma, non di arretrare, di ripiegarci in una passiva autodifesa, ma di insistere e rilanciare i processi positivi di cambiamento che sono in atto in questa legislatura.
D’altra parte, ritengo sia stato questo l’invito energico, lanciato lunedì scorso da Monsignor Salvatore Nunnari – arcivescovo metropolita di Cosenza-Bisignano – nella sua straordinaria “audizione” davanti Commissione consiliare contro la ‘ndrangheta. Nel suo prezioso, eccezionale intervento ai lavori della Commissione a Palazzo Campanella –  un contributo di riflessione ma anche di confronto dialettico a tutto campo – il presule ci ha rivolto moniti ed inviti pressanti. ?In Calabria c’è bisogno di ‘segni forti’? –  ha scandito più volte. Ma oltre agli ammonimenti, Nunnari ha lanciato un’esortazione vibrata: “Occorre un’autentica rivoluzione culturale – ha affermato –,  la politica va rinnovata: dalla Regione, dalle Province, dai Comuni, devono arrivare messaggi forti, ‘segni’ credibili”.
Io di questi “segni” ne vorrei indicare un paio, di facile attuazione. Ridurre il numero dei Consiglieri regionali e limitarne a due soli mandati la loro rielezione, per esempio, non possono essere obiettivi più rinviabili. Ne sono talmente convinto da averlo già proposto nella scorsa legislatura non soltanto opponendomi all’aumento dei seggi ma proponendo una legge di riduzione e di limite massimo di due mandati che ho nuovamente depositato nella legislatura in corso.
C’è poi la questione del proliferare dei Gruppi consiliari, che non è certo secondaria in tema di riduzione dei costi della politica. Col mio progetto – il n. 163 depositato il 20 febbraio scorso – propongo che i consiglieri debbano rimanere, per tutta la durata del mandato, nel Gruppo in cui sono stati eletti. Un limite alla libertà di cambiare idee e orientamento? Neanche per sogno: solo che abbandonando un Gruppo, i Consiglieri non ne possono far nascere un altro ma dovranno confluire obbligatoriamente nel Gruppo misto.
Ci sono obiezioni? Suggerimenti? Altre proposte? Discutiamone. Con serenità ma anche con severità. Non nascondiamocelo: c’è bisogno di una forte scossa etica, in Calabria. Più chemai in questa fase di attenzione assai alta sui costi della politica. Più che mai in una regione in cui si avverte pesante il malessere sociale, una diffusa insoddisfazione, gravose – spesso drammatiche -  difficoltà economiche e persino punte di esasperazione. Mettiamo all’ordine del giorno, allora, una vera e propria “rivolta etica”, nei comportamenti, nella responsabilità e nei doveri di ciascuno, a ogni livello.
Credo che, su questo fronte, occorra anche fare bene, agire, ma anche fare presto. Lo stesso Scopelliti, del resto, ha sempre sollecitato lamaggioranza a non tentennare, ad aver coraggio e capacità nel saper guardare avanti. Questo, più in generale, ci chiedono i calabresi.
L’etica deve diventare, allora, una spinta forte nell’azione. La mancanza avvelena la vita sociale, perverte la mente e i cuori dei giovani, soffoca l’economia, deforma il volto autentico della gente del Sud.
Ecco, per ritornare alla “lezione” di Monsignor Nunnari a Palazzo Campanella, lavorando su questa strada di profondo rinnovamento,  quelli come me che nutrono sentimenti religiosi non lasciano cadere il profondo messaggio che ci ha consegnato il giudice-martire Rosario Livatino con la sua eccezionale testimonianza di impegno civile ma anche di fede: ”cristiani non vuol dire essere credenti ma credibili”.