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Giovedì, 29 Ottobre 2020

Magarò invita Monsignor Munnari in Commissione contro la ‘ndrangheta

Ho invitato martedì prossimo 25 settembre a partecipare ai lavori della Commissione contro la ‘ndrangheta, l’arcivescovo metropolita di Cosenza-Bisignano, mons. Salvatore Nunnari, dopo aver letto, e meditato, la sua riflessione pastorale «Mi appello a voi, uomini della mafia».

Il prelato reggino mette in campo nel suo scritto tutte le argomentazioni che un seguace del Vangelo porta avanti, mentre «gli uomini della mafia», pur dicendosi credenti, portano una grande contro testimonianza dei valori evangelici. Ma nelle sue riflessioni c’è ampio spazio per additarci che la mafia è «una presenza che fa pagare alla nostra terra un prezzo alto a livello sociale, economico e religioso»; cosa fare dunque. Ogni organizzazione che vuol fare del bene, ha una propria missione da portare avanti, ma se quelle «organizzate per fare il male» prevalgono sempre più… tutto il nostro agire sarà inutile, ecco perché occorre trovare, al più presto, delle modalità comuni per fronteggiare questa avanzata del male. Nunnari nella sua lettera avverte tutti: «L’immagine e la cultura accogliente della Calabria degradata a terra di mafia diventano facile giustificazione della presa di distanza di ogni tentativo di avviare attività economiche»; ecco perché serve che l’intera società calabrese si svegli dal sonno e dia, ognuno per la propria parte uno scossone, a chi non solo porta la morte nelle nostre case, spacciando la droga anche nei più piccoli dei nostri paesi, ma costringe all’emigrazione intellettuale quei giovani formati e laureati presso le nostre Università, che non trovano lavoro qui da noi. Le scuole, le università, il mondo del lavoro e quello del’impresa, le organizzazioni del volontariato, la Chiesa, la Magistratura, le forze di polizia, le istituzioni locali e la politica devono “allearsi” per non dare più alcuna linfa a chi degrada il volto della nostra Regione. La politica deve fare di più… molto di più, deve essere un esempio e non come purtroppo accade il primo ganglio dove il malaffare si insinua. Un vescovo non può che dare speranza e Nunnari scrive: «dopo la notte, la luce. E i segnali di rinascita culturale della nostra terra ci fanno ben sperare». Come non credergli, l’altro giorno incontrando un missionario calabrese in Colombia, mi ha detto che l’esercito dei narcotrafficanti è sceso da 40mila unità a soli 8 mila; ecco un ulteriore esempio di speranza. Se tutti insieme remeremo nella stessa direzione, in un grande piano per bonificare la nostra terra, anche questa mala pianta della criminalità organizzata andrà mano mano ad assottigliarsi. Facciamo una grande alleanza per far sentire, come conclude Nunnari nella sua lettera pastorale: «che anche la società sta cambiando, anzi è già cambiata e dalle rive del mare e dalle cime dei monti già si intravvede un’alba nuova».

È l’augurio che faccio alla mia terra, alla mia gente, agli uomini puliti della politica, ai magistrati coraggiosi, ai sacerdoti che non si arrendono, alle forze dell’ordine che sempre più stanno vincendo la battaglia contro questo esercito di armati, ma specialmente ai più giovani che tra qualche anno potranno dire la parola Mezzogiorno, sapendo che il sole ormai ha vinto sulle tenebre del male. Martedì ascolteremo la parola di mons. Nunnari e con lui e l’intera Chiesa calabrese, vogliamo stringere questo patto da estendere a tutti.