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Giovedì, 29 Ottobre 2020

"Mi appello a voi, uomini di mafia": mons Nunnari il 25 in Consiglio regionale

“La nostra terra potrà crescere solo se sarà in grado di liberarsi dall’oppressione mafiosa, coltivando - contro la mentalità dell’assistenzialismo e del favore - quella cultura dei diritti e dei doveri capace di sconfiggere ogni forma di prevaricazione e sopraffazione “La nostra terra potrà crescere solo se sarà in grado di liberarsi dall’oppressione mafiosa, coltivando - contro la mentalità dell’assistenzialismo e del favore - quella cultura dei diritti e dei doveri capace di sconfiggere ogni forma di prevaricazione e sopraffazione e neutralizzando pericolosi intrecci e commistioni”.
Con queste parole, il presidente della Commissione contro la ‘ndrangheta, Salvatore Magarò, annuncia la seduta che si terrà martedì 25 settembre a Palazzo Campanella alle ore 11.00 con la partecipazione

mons. Salvatore Nunnari, Arcivescovo di Cosenza-Bisignano


di mons. Salvatore Nunnari, Arcivescovo di Cosenza-Bisignano, autore della riflessione pastorale “Mi appello a voi, uomini della mafia”.
“Quello che mons. Nunnari ha voluto dire nella lettera indirizzata agli uomini delle cosche - ha detto Magarò - è insieme denuncia e appello, un grido di ribellione che la Commissione regionale da me presieduta, ha inteso accogliere, sostenere e amplificare. L’ammonimento del vescovo di Cosenza è chiaro e incisivo: non è più tempo di “prudenza”, ipocrisie o colpevoli silenzi; oggi è il tempo di chiamare bene il bene e male il male, perché troppo alto è il prezzo che la nostra terra continua a pagare oggi in termini umani, sociali ed economici. Dunque, il primo atto da compiere è la piena assunzione di responsabilità da parte di ognuno di noi e il rifiuto di qualsiasi forma di compromesso e di assuefazione”.
“Le parole di mons. Nunnari - ha concluso Magarò - hanno colto ancora una volta nel segno, alimentando una riflessione segno di una rinnovata coscienza collettiva in Calabria che intende farsi spazio sempre più per imporsi definitivamente su una minoranza che non vuole il bene della nostra terra”.