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Martedì, 27 Ottobre 2020

Magarò: “Assegnare alla Regione un bene confiscato alla mafia”.

Superare le difficoltà nei procedimenti di assegnazione e riutilizzo dei beni confiscati alla criminalità organizzata attraverso un intervento del legislatore che elida le diverse criticità attuative riscontrate fino ad oggi.
E’ quanto è emerso nel corso dell’ultima riunione della Commissione contro la ‘ndrangheta, presieduta dal consigliere Salvatore Magarò, con l’audizione del Viceprefetto dott.ssa Maria Rosaria Laganà in rappresentanza del Direttore dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata. L’audizione si inserisce nel programma di consultazioni messo a punto dalla Commissione in vista dell’elaborazione della bozza di legge organica in materia di legalità.
“La confisca - ha sottolineato Magarò - costituisce uno strumento indispensabile nell’ambito delle azioni di contrasto alle mafie. Per questa ragione, seguiamo con particolare attenzione l’evolversi della legislazione in materia”.
“Condizioni strutturali fatiscenti, costruzioni spesso eseguite nel mancato rispetto delle normative, incompletezza degli immobili, occupazione abusiva degli edifici, assenza di una normativa fiscale che agevoli il riutilizzo e aziende spesso gestite illegalmente, in sfregio della normativa del lavoro e di sicurezza, impediscono la reimmissione del bene sequestrato, nel circuito socio economico della legalità”.
Magarò ricordando le iniziative legislative, in materia, volte proprio a facilitare il reimpiego dei beni, promosse dalla Commissione da lui presieduta e successivamente cassate dalla Corte Costituzionale per difetto di competenza, ha sottolineato “l’esigenza per le Regioni di poter contare di più”, rivendicando “un ruolo di coordinamento e supervisione al fine di agevolare la gestione dei beni assegnati e garantirne il successivo utilizzo”.
“In particolare, in Calabria – ha detto Laganà – si registra la summa delle criticità sia per gli immobili che per le aziende. Specie, per queste ultime, il destino, nella maggior parte dei casi è la liquidazione e la cancellazione mentre il numero di quelle attive è davvero esiguo”. Fondamentale ad avviso del Viceprefetto è dare seguito al progetto ‘Regio’ che mette in rete le banche dati di tutti i soggetti coinvolti nel procedimento. “Solo se si scioglieranno questi nodi - ha rilanciato Laganà - la scommessa potrà essere vinta”.
Al termine dell’audizione il presidente della Commissione regionale ha invitato la dr.ssa Laganà a suggerire eventuali iniziative da intraprendere al fine di agevolare il lavoro dell’Agenzia dichiarandosi“disponibile a intraprendere tutte le iniziative legislative e le azioni di supporto finalizzate a rendere il riutilizzo dei beni mafiosi confiscati bene comune”.
“La lotta alla criminalità organizzata – ha sottolineato Magarò – si nutre anche di simboli positivi. Mi piacerebbe che la Regione Calabria richiedesse l’assegnazione di un immobile di prestigio da destinare, dopo la ristrutturazione, per esempio ad una scuola di alta formazione per manager per la gestione stessa dei beni confiscati o per attività di pubblico interesse”.
Insomma, il Presidente della Commissione regionale contro la ‘ndrangheta auspica che le  Regioni,  nella partita della confisca, svolgano un ruolo importante “perché – ha ribadito Magarò - “il sequestro è una misura efficace nel contrasto alla ‘ndrangheta ma resta monca se non riusciamo a ‘restituire’ in un utilizzo legale ed economico, con ricadute collettive, i beni ai cittadini”.
“Sarebbe anche ulteriormente utile – ha concluso Magarò – prevedere agevolazioni, nell’accesso ai fondi pubblici,  per quei soggetti che hanno in gestione beni confiscati e siano riusciti a creare realtà economiche e produttive capaci di soddisfare le esigenze di lavoro”.
La Commissione, in relazione al secondo punto all’ordine del giorno,  ha approvato  all’unanimità il piano di lavoro deciso nel corso della riunione dei Presidenti delle Commissioni antimafia delle regioni Calabria, Sicilia, Campania e Puglia, svoltasi lo scorso mese di luglio a palazzo Campanella.
Il Coordinamento interregionale delle Commissioni antimafia ha individuato alcuni obiettivi prioritari che saranno oggetto di ulteriore approfondimento a partire dalla prossima riunione in programma a Palermo nel mese di ottobre.
Alla seduta hanno partecipato i consiglieri, Tilde Minasi, Gianluca Gallo, Giuseppe Giordano, Damiano Guagliardi, Mario Maiolo, Gesuele Vilasi e Giovanni Nucera.