Per offrire informazioni e servizi, questo portale utilizza cookie tecnici, analitici e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su qualunque altro link nella pagina o, comunque, proseguendo nella navigazione del portale si acconsente all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni sui cookie e su come eventualmente disabilitarli consultare l'informativa sulla Privacy.

Domenica, 07 Giugno 2020

Sartoria made in Italy, 'Santillo 1970' proiettata nei mercati internazionali ma con un cuore calabrese

Artigianato come sinonimo di passione e qualità. Caratteristiche proprie del dna dell’azienda Santillo 1970, che da generazioni rappresenta in Italia e nel mondo la vera sartoria “made in Italy”.

Tutto nasce nel lontano dopoguerra, a Napoli in un piccolo seminterrato, dove la signora Angela Lemma creava e cuciva personalmente camice e abiti da uomo su misura. Nonostante i tempi difficili, Angela è riuscita negli anni a consolidare la sua arte che trova la massima espressione in Calabria. Qui, trasferitasi per amore, mette in piedi l’azienda sartoriale che oggi conosciamo. Santillo 1970 si contraddistingue fin dai primi passi per la conduzione familiare che è stata ed è alla base di una produzione artigianale di altissimo livello. Tutto grazie all’unione di tecnica, eleganza e tradizione sartoriale napoletana. Una sinergia che ha contributo alla nascita di collezioni d’eccellenza, i cui punti di forza sono rappresentati da capi nati da pregiatissimi tessuti, i cui dettagli (polsini, asole, colletti e rifiniture) sono interamente realizzati a mano. Nel tempo l'offerta si è ampliata passando dalla produzione di sole camicie a abiti da uomo e pochette a capi cult di tutte le collezioni. Il tutto caratterizzato da tagli, accorgimenti e rifiniture che hanno caratterizzato il brand fino a farlo diventare unico e facilmente distinguibile in un mercato fortemente orientato alla produzione cosiddetta industriale.Col tempo la gestione e direzione aziendale è stata affidata in parte ai figli Gennaro, Annaluce e Saverio che hanno contribuito a portare innovazione ai prodotti aziendali, tanto che si assiste ad un cambiamento significativo dell'azienda, in continua crescita, soprattutto a livello internazionale.  Tokyo, Seoul, New York, Los Angeles, Francoforte, Londra, Monaco, Montecarlo, Parigi, Stoccolma, Oslo, Mosca, Kiev, la sartoria Santillo oggi è richiesta in tutto il mondo.  Tra le boutique più prestigiose si possono annoverare il gruppo Koreano Lansmere (che fa capo al prestigioso Samsung Korea), i due grandi luxury store giapponesi Matsuya Ginza e United Arrows solo per citarne alcuni. E ad apprezzare i capi dell’azienda calabrese non sono solo i grandi marchi della moda ma anche numerose personalità del mondo politico, imprenditoriale e dello spettacolo sia a livello nazionale che internazionale. Trai capi cult Santillo come non citare l’Handmade luxury, una camicia realizzata con tessuti ricercati. Gli interni del collo e dei polsini sono intelati a mano con una particolare tecnica di insellatura risalente a 80 anni fa. Il taglio del capo è eseguito con la forbice, le ribattiture sono fatte a mano con l'esclusivo punto a barchetta, le asole vengono cucite a mano con i “travetti” a chiusura dell’asola, i bottoni applicati sono di madreperla australiana rigorosamente di 4mm. Per non parlare poi dell’abito da uomo essenziale ed elegante, interamente tagliato e cucito a mano con 50.000 punti. L'interno viene completamente svuotato, da crine e pelo di cammello e viene mantenuta solo una leggerissima tela interna. Il capo si distingue per un ampio “revers”, è presente lo stesso giro manica che ritroviamo nella camicia, con una leggera arricciatura sulla spalla, il “cran” è molto alto, gli spacchi laterali di 32 cm e la tasca è applicata “a bombaruolo”. E', appunto, Gennaro a volere fortemente l'introduzione della filiera sostenibile nella produzione artigianale dei capi, che valorizzi le materie prime naturali. Ed è seguendo questa strada che, nel 2015, l'azienda restaura e introduce antichi telai del '900 per le lavorazioni di alcuni tessuti che verranno utilizzati per le “limited edition”. Nasce così uno dei progetti più interessanti dell’azienda Radici projec, un’idea che punta al futuro e a tutto ciò che comporta il cambiamento, senza mai abbandonare le “proprie radici” e le tradizioni. È attraverso il continuo studio e la voglia di migliorare che si decide recuperare l'antica lavorazione della ginestra e di inserirla nel progetto “Radici project”. L'idea centrale è quella di utilizzare la ginestra calabrese mescolandola al lino e al cotone, così da renderla più morbida. Questo mix darà vita a tessuti senza ritorciture e titoli altissimi, un po' grezzi, ma di gran qualità che contraddistinguono alcune delle esclusive creazioni Santillo. La scelta della ginestra è stata quasi naturale per i Santillo, in quanto la coltivazione, la lavorazione e la presenza di questa pianta sul territorio calabrese ha radici molto profonde e antiche. Cresce prevalentemente nei paesi del mediterraneo per via del clima mite anche d'inverno ed è stata utilizzata fin dagli antichi greci. La ginestra ha trovato nella Calabria il suo habitat naturale tanto da essere ancora adesso coltivata in numerosi paesi dell'entroterra locale.Ancora oggi, l'amore per il proprio lavoro, il rispetto di tradizioni e lavorazioni antiche, fanno si che nella sartoria e nelle boutique Santillo 1970 si respiri un aria un po' “retrò”, come se il tempo si fosse fermato ad un periodo lontano in cui il bello era sinonimo di qualità. Nel 2013, l’azienda Santillo sbarca nel cuore di Milano, a Porta Venezia, aprendo un nuovo prestigioso showroom Santillo 1970. Dietro i capi sartoriali, siano essi bespoke o rtw, vi è un grandissimo lavoro, di ricerca di tessuti, tendenze e continua voglia di migliorare. È per questo motivo che Gennaro e Saverio Santillo, sempre con valigia in mano, uniscono la loro passione per i viaggi al lavoro, visitando le più grandi capitali della moda e fiere dedicate al settore. Da Milano, a Parigi e Londra.