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Martedì, 11 Maggio 2021

Chizzoniti: "Stimolare il confronto con i laboratori di analisi privati"

“Pur condividendo l’ineludibile esigenza di attuare il piano di rientro dai disavanzi nel settore sanitario della Regione Calabria, non posso sottrarmi al dovere politico-istituzionale di segnalare alle SS.LL.  in indirizzo il grave disagio che coinvolge il settore afferente i laboratori “Pur condividendo l’ineludibile esigenza di attuare il piano di rientro dai disavanzi nel settore sanitario della Regione Calabria, non posso sottrarmi al dovere politico-istituzionale di segnalare alle SS.LL.  in indirizzo il grave disagio che coinvolge il settore afferente i laboratori di analisi e le strutture di specialistica ambulatoriale. Letteralmente travolti dai diktat di prussiana memoria nel cui contesto si minimizza il problema connesso alla salvaguardia dei livelli occupazionali già insignificanti in tutta la regione Calabria”.
“Le controversie non si risolvono inaudita altera parte ma stimolando confronti, incontri e discussioni propositivi pur nel rispetto delle fisiologiche ancorché divergenti posizioni”.
“A me sembra che il dispaccio con il quale gli operatori del settore vengono obbligati ad accettare comunque il programma operativo di riorganizzazione del servizio sanitario regionale, imponendo ai diretti interessati la fideistica ed acritica condivisione dei budget unilateralmente quantificati, preannunciando, in difetto, la revoca dell’accredito presso la Regione Calabria, sia un modus operandi singolare, autoritario, a sfondo coloniale e para-estorsivo. Decisamente disancorato da qualsivoglia metodo democratico che in ogni paese civile si antepone alla soluzione di qualsiasi ed anche più grave problema”.
“Nel caso ‘de quo agitur’ nella pluri-commissariata Regione Calabria c’è qualcuno che pretende addirittura che “il tacchino festeggi il Natale”! A mio sommesso e deferente avviso l’aver minacciato la revoca degli accrediti ove il diktat non venisse formalmente accettato e sottoscritto, oltre a lambire il modello tecnico di cui agli artt. 56 - 629 cp, evidenzia imponenti riflessi collaterali anche sul versante politico”.
“Gli stessi non possono essere ulteriormente ignorati dai vertici della Regione Calabria, alla cui sensibilità affido l’esame e la opportuna valutazione della gravissima condizione di assoggettamento disegnata a mano libera e con divertito cinismo nei confronti degli operatori del settore. Che, certamente, ben faranno a devolvere al sereno vaglio dell’A.G. competente, ivi compresa quellapenale, anche gli inquietanti e rilevanti profili intimidatori che emergono da questa stranissima vicenda che poteva succedere soltanto in Calabria”.
“Da sempre terra di conquiste da parte di chi probabilmente ritiene di poter vestire, ancora oggi, i panni strettissimi del colonizzatore, dimenticando che il saccheggio di pubbliche risorse non si combatte incidendo soltanto nella quantificazione dei budget ma attivando, altresì, seri, opportuni, tempestivi ed efficaci controlli. Anche per capire perché nella Regione Calabria nei mesi di luglio e di agosto spesso si prescrivono impunemente tonnellate di antibiotici! Ma questa è un’altra storia, direbbe Lucarelli. Una storia che vedrà protagonista la Commissione Speciale di Vigilanza e di Controllo che ho l’onore di presiedere”.