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“Paura”: la nuova scultura di Cersosimo

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Si intitola “Paura”.

E’ la nuova creazione dello scultore Antonio Cersosimo. “Ho immesso nel marmo il sentimento che più percorre le nuove e le vecchie generazioni in questa fase della nostra storia”, asserisce il maestro, che, dopo una lunga peregrinazione tra Milano e Roma, dove si è fatto apprezzare ottenendo riconoscimenti importanti, è rientrato (“ma senza aver chiuso gli occhi, anzi li ho spalancati, su quanto avviene in Italia e nel mondo”) nella sua Torretta di Crucoli (Kr).

La nuova scultura "Paura"



La scultura (120x30x22) realizzata in marmo bianco di Carrara, sarà presentata a breve a monsignor Antonio Staglianò, vescovo di Noto ma calabrese per nascita e formazione (è stato parroco di Isola Capo Rizzuto per un decennio mentre ricopriva l’incarico di rettore del Seminario Teologico di Catanzaro).Cersosimo, di recente, ha visto una sua opera (“Generazioni”) utilizzata, su indicazione di uno dei dieci più grandi teologi del mondo, monsignor Pierangelo Sequeri, come logo di un convegno internazionale di teologia che si è tenuto a Milano il 28/29 febbraio.
L’arte di Cersosimo è stata sottoposta nei decenni a più “letture” e non è mancata, fra le altre, un’ interpretazione junghiana di alcuni critici sulla grecità delle sue opere e la ionicità dello stile che lo contraddistingue.
Di lui e delle sue opere il grande pittore Ernesto Treccani, che lo conobbe durante i suoi frequenti soggiorni a Melissa, disse: “Con lui la materia si arrende ai rischi più insoliti, alle combinazioni più inedite, senza che venga tradita la proprietà della natura stessa, concretizzando l’immagine in modo immediatamente vitale”.

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