logo

I fagioli pappaluni dell’Aspromonte: il legume identitario rilanciato da Borghese

Print

Una scena televisiva diventata virale ha riportato al centro dell’attenzione un fagiolo antico dell’Aspromonte: non solo ingrediente, ma racconto di territori, famiglie e memoria contadina.

Quando Alessandro Borghese, nella puntata di 4 Ristoranti girata a Reggio Calabria, si è trovato davanti a un piatto di pasta e fagioli con broccoli dei Piani dell’Aspromonte, la scena è diventata virale. Uno dei commensali non riconosceva quei fagioli «troppo grandi, troppo diversi». Da quel momento, i pappaluni sono usciti dall’ombra della tradizione per diventare un caso nazionale.

I pappaluni sono un legume rampicante tipico delle fasce medio-alte dell’Aspromonte, coltivato tra i 700 e i 1300 metri nel cuore del Parco Nazionale dell’Aspromonte. Borghese stesso, dopo la puntata, li ha definiti sui social «un piccolo tesoro dell’Aspromonte», contribuendo a rilanciarli nell’immaginario gastronomico italiano. La loro storia è profondamente legata ai comuni dell’alta fascia tirrenica – Delianuova, Cosoleto, Sant’Eufemia d’Aspromonte, Scido, Sinopoli – dove piccoli agricoltori custodi continuano a coltivarli secondo metodi tradizionali.

Il pappaluni è un fagiolo che racconta la montagna. Due le varietà principali: bianco, grande, schiacciato, carnoso, con buccia sottilissima; colorato, più piccolo, con sfumature ocra, marroni, verdoline o macchiettate.
Un prodotto identitario, dunque, riconosciuto dall’Arsac e inserito nel registro regionale della biodiversità calabrese. Anticamente veniva conservato nelle giare di coccio e cotto lentamente nella pignata nel camino: un metodo che restituiva morbidezza e un sapore profondo, quasi affumicato. Il pappaluni non è solo un legume: è un marcatore culturale. Racconta la montagna che resiste, le comunità che vivono in equilibrio con la natura, la cucina povera che diventa ricchezza.

La pasta e fagioli aspromontana, piatto protagonista anche nella puntata di 4 Ristoranti, è un manifesto gastronomico: broccoli dei Piani, patate, cotenna e carne di maiale, peperoncino fresco, olio extravergine d’oliva.

Un piatto che unisce, scalda, identifica. I pappaluni sono un esempio perfetto di come cibo e identità siano inseparabili. Ogni seme racchiude una storia: di montagna, di fatica, di comunità, di sapori antichi.

Tags: Fagioli Pappaluni, Aspromonte
Francesco Mannarino

"Calabria d’Amare", tradizioni, gastronomia e musica a bordo delle navi da crociera.

Palizzi: Terra di vino e tradizione

Clementine di Corigliano-Rossano: Un simbolo di identità unico al mondo

FaLang translation system by Faboba