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Il Consiglio regionale sia la casa dei calabresi

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Signor Presidente della Regione, Membri della Giunta regionale, Signore e Signori Consiglieri tutti, onorevoli colleghi di questa Legislatura, consentitemi anzitutto di fare un ringraziamento a tutti voi, all’Assemblea regionale nella sua interezza, per la fiducia accordatami, affidandomi un ruolo di grande peso politico e responsabilità istituzionale. Sono il più giovane tra gli eletti di questo mandato, così come lo ero nel precedente. Per me, dunque, è un onore enorme potermi sedere in questo scranno, che prima di me ha visto illustri politici di questa regione. Non posso, fra tutti, non riservare un saluto a chi per ultimo ha svolto, senza sbavature, questo ruolo: l’amico Filippo Mancuso.

Ringraziata, doverosamente, per prima l’Aula, un ringraziamento d’eccezione lo devo al mio partito, Forza Italia, ai quadri dirigenti nazionali e regionali, al nostro Segretario regionale, l’onorevole Francesco Cannizzaro, che hanno fortemente voluto questa mia designazione. Ringraziamenti che estendo a tutti i partiti di Maggioranza: Fratelli d’Italia, Lega, Noi Moderati.

Altresì, proprio in virtù del ruolo super partes che mi è stato conferito, intendo esprimere gratitudine e di stima anche nei confronti dell’Opposizione, chiamata a svolgere un compito non meno delicato e impegnativo, proprio per mantenere equità e pluralità dentro e fuori Palazzo Campanella.

Al di là del mondo politico, non posso esimermi poi dal ringraziare coloro che mi hanno dato fiducia prima ancora di voi: vale a dire gli elettori, i cittadini. Gli importanti numeri del consenso elettorale mi infondono una ancora maggiore responsabilità nei loro confronti, oltre che nei vostri e in quelli di tutti i partiti.

Non sarà semplice svolgere il compito che mi state affidando, ma lo assumo con fierezza, consapevole del prestigio e dell’importanza che ha, per assicurare equilibrio, imparzialità e rispetto dei diritti e dei doveri di ogni singolo consigliere, e nell’interesse più generale dell’intera comunità della Calabria.

Non sarò solo, ovviamente. Ho dalla mia parte una struttura amministrativa esperta e una famiglia politica molto unita, che saranno i miei principali punti di riferimento. Ed io lo sarò per loro. Lavoreremo da squadra. Con voi consiglieri (di maggioranza e di minoranza), così come con la Giunta. Con quest’ultima, in particolare, dovremo essere come mai prima d’ora di pari passo: due binari diversi certo, ma stessa andatura e, soprattutto, stessa direzione. Quella di un lavoro intenso ed efficace per migliorare le condizioni dei nostri territori e risolvere i problemi. Consiglio e Giunta sono chiamati, entrambi, nella diversità delle loro funzioni, a rafforzare confronto e collaborazione, con un unico obiettivo: dare risposte. È questo che si aspetta da noi la Calabria intera.

Il tempo dei contrasti per partito preso, dell’andarsi contro a prescindere, appartiene ad un concetto di politica vecchio, che non ha senso e che – grazie al buon governo di Roberto Occhiuto – ci stiamo progressivamente lasciando alle spalle, in favore di un nuovo concetto di Calabria, protagonista in Italia ed a livello internazionale per azioni concrete e fatti positivi, ponendosi spesso a modello per gli altri e non più come esempio negativo.

In questi ultimi anni, la nostra squadra di parlamentari a Roma, ed i nostri governatori qui, hanno restituito alla classe dirigente e politica della Calabria dignità, credibilità e un’autorevolezza sul piano nazionale che avevamo smarrito da tempo. Ho parlato di governatori, al plurale, non a caso; perché nel processo di cambiamento di questa splendida terra, insieme a Roberto Occhiuto, non posso non citare l’indimenticata Jole Santelli, che ha dato un decisivo input al percorso di cambiamento di cui Roberto è il più forte testimonial.

Dignità, credibilità, non sono valori facili da mantenere. Servirà la dedizione di ciascuno di noi.

Con il Centrodestra – ed è sotto gli occhi di tutti – questa regione ha assunto un cambio di passo importante e quanto mai necessario per uscire dall’arretratezza che abbiamo vissuto in quasi tutti i settori dell’amministrazione pubblica regionale per tanti, troppi anni.

Animati dalla passione di voler migliorare il presente ed il futuro della nostra Regione, la missione di tutti qui dovrà dunque essere quella di riconoscersi parte attiva di un percorso collettivo, in cui ognuno senta sulla propria pelle la responsabilità e l’orgoglio di costruire, con il proprio operato, il volto migliore della nostra terra. E quando parlo di volto migliore, intendo pure che sia scevro da ogni tipo di ombra, anche la più impercettibile, di illegalità.

“Qui la ‘ndrangheta non entra” non è solo una frase scritta su una targhetta fissata all’ingresso dell’edificio, questo è un messaggio assoluto e inequivocabile, che deve essere parte dell’agire individuale di ognuno qui dentro. La cultura della legalità sarà il faro di ogni nostra attività, perché il crimine organizzato è un cancro che soffoca ogni possibilità di sviluppo, libertà e giustizia, che distrugge il futuro di una terra, che possiamo sradicare solo con l’integrità, l’onestà e la trasparenza.

Per i motivi summenzionati, voglio rimarcare la piena e costante fiducia che riponiamo, come ente e come individui, nelle Procure e nelle Forze dell’Ordine, che svolgono un’incommensurabile attività quotidiana nella lotta al crimine ed al degrado morale, in nome della sicurezza e della regolare democrazia, e con le quali il Consiglio regionale continuerà a collaborare senza esitazione alcuna. A loro, alla Squadra Stato ed alle tante associazioni territoriali che operano nel settore della legalità e dell’antimafia, va tutta la stima ed il supporto di questa Presidenza e di tutte le altre componenti regionali, a cui – sono certo di poter parlare a nome di tutti – la ‘ndrangheta fa schifo.

Eserciterò il mio mandato attenendomi alle disposizioni che regolano l’attività del Consiglio, garantendo funzionalità ai nostri ruoli, nel rispetto reciproco tra Maggioranza ed Opposizione, che devono essere guidate da un forte senso di etica e rispetto delle istituzioni.

La legittimazione deve essere reciproca, è una condizione necessaria per lavorare bene in favore della grande Comunità che con orgoglio rappresentiamo e che non possiamo deludere. A guidarci dovrà essere il senso di responsabilità. Dobbiamo cogliere lo straordinario significato e privilegio che ha potersi sedere in quest’Aula a rappresentare il proprio territorio prima ancora che la propria personale idea.

Da parte mia, garantisco apertura al dialogo e collaborazione leale con tutti i gruppi consiliari. Il ruolo che mi è stato affidato sarà esercitato nella consapevolezza che ogni voce, in quest’Aula, ha pari dignità e valore.

Il futuro della Calabria non si costruisce da soli, ma tutti insieme. Insieme potremo far sì che questa regione non venga più raccontata per le sue difficoltà, bensì per la sua capacità di reagire, di risolversi, di credere in sé stessa, e dunque di innovarsi, svilupparsi ed affermarsi. Definitivamente.

Assumo la guida di quest’Assemblea in un momento in cui la Calabria è in forte crescita e ha un’immagine diversa, grazie all’incredibile lavoro del Presidente Occhiuto ed alla grande collaborazione tra istituzioni diverse. Grazie a loro è stato tracciato un percorso che deve, necessariamente, continuare. E continuerà.

Ecco perché ritengo che la sinergia istituzionale dovrà essere il vero collante tra di noi, superando gli steccati delle appartenenze partitiche e ideologiche, in nome di un bene superiore, riconoscendo in ogni buona idea (a prescindere da quale colore abbia) l’obiettivo comune del bene della Calabria.

Dobbiamo essere un’istituzione capace di ascoltare e di agire di conseguenza. Siamo una terra di storia, di cultura, di talenti, ma anche di fragilità e di sfide aperte. A noi spetta il compito di tradurre la speranza in fatti concreti, di far percepire ai cittadini che la politica è servizio.

Consiglio regionale e Cittadella devono essere percepiti a tutti gli effetti come “casa dei calabresi”, non importa che abbiano votato per qualcuno della maggioranza o dell’opposizione. Luoghi del confronto onesto; del dialogo costruttivo; delle proposte e non delle mere sterili critiche; delle decisioni che migliorano la vita delle persone.

Ecco perché ritengo che la nostra sede, questo palazzo, debba essere il più possibile aperto e trasparente, restituendo centralità anche ai luoghi delle istituzioni, punto di riferimento concreto. Una riconoscibilità che deriva anche da chi vive questa sede ogni giorno, mi riferisco ai dipendenti, a chi lavora qui con passione e dedizione, dal front-office agli agenti di sicurezza, dai dirigenti ai funzionari, dai tecnici agli addetti al cerimoniale.

Ho imparato, in questi quattro anni da Segretario Questore, ad apprezzare l’operato di ciascuno di voi. E vi ringrazio sentitamente. Nel ringraziarvi, però, colgo l’occasione per chiedere un maggiore sforzo anche a voi: non parlo di numero di ore di lavoro, ma di spirito. Mi piacerebbe, in altre parole, che sentiate questo palazzo un po’ più vostro, con un senso di appartenenza e di identità che vada al di là del ruolo che ciascuno di voi ricopre da contratto, agendo anche voi come una comunità unica, le cui azioni devono essere causa ed effetto di un interesse collettivo.

Mi piacerebbe che, varcando la soglia di Palazzo Campanella ogni mattina, ciascuno sentisse di entrare in un luogo da custodire e valorizzare; perché la credibilità del Consiglio regionale non si misura solo dai suoi atti o dalle sue deliberazioni, ma anche dal modo in cui ciascuno di noi — amministratori, funzionari, collaboratori — interpreta quotidianamente quel ruolo al servizio dei calabresi. Solo così potremo rendere questa sede non solo un luogo di lavoro, ma un simbolo concreto di efficienza e orgoglio calabrese.

Restando in tema dei luoghi istituzionali come punto di riferimento dei territori, ritengo fondamentale, inoltre, che questa sede lo sia per l’Area Metropolitana di Reggio Calabria. Non sfugga, infatti, che il Consiglio regionale svolge un ruolo fondamentale per la Città Metropolitana, rappresentando il punto di raccordo tra le esigenze del territorio e la programmazione strategica della Regione. Attraverso la funzione legislativa, di indirizzo e di controllo, il Consiglio contribuisce a definire politiche di sviluppo che valorizzino le potenzialità economiche, sociali e culturali dell’area metropolitana, favorendo la coesione territoriale e la crescita sostenibile.

Il Consiglio Regionale ha il dovere e la responsabilità di essere al fianco della Città Metropolitana di Reggio Calabria, sostenendone le sfide e accompagnandone il percorso di crescita, e delle altre splendide Province di Catanzaro, Cosenza, Crotone e Vibo Valentia, espressioni diverse di pari potenzialità e esigenze di attenzione.

Oggi raccolgo un testimone importante, consapevole che la storia del nostro Consiglio regionale è fatta di sacrificio e di passione civile. Sono il più giovane di questa Legislatura e tra i più giovani che hanno avuto l’onore di presiedere quest’Aula, ma non vivo questa condizione come un primato personale, piuttosto la voglio intendere come un segno di fiducia verso le nuove generazioni, verso la possibilità concreta di una Calabria a misura di giovane, che crede nei giovani come presente oltre che come futuro, che dà spazio a chi ha il coraggio di mettersi in gioco e costruire.

Questa regione non chiede compassione, ma opportunità; non vuole promesse, ma risultati. Lavorerò con rispetto, con passione e con grandi aspettative, perché sono convinto che la Calabria abbia tutto ciò che serve per guardare avanti con fiducia. Facciamolo insieme, con determinazione e coesione, con la certezza che il futuro della nostra terra dipende da ciascuno di noi.

È il momento di crederci davvero e di dimostrarlo con i fatti.

Signor Presidente,

Signore e Signori Consiglieri,

auguro a tutti noi buon lavoro!

Viva la Calabria!

Tags: consiglio regionale calabria, Cirillo, editoriali
Salvatore Cirillo
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