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Lunedì, 02 Agosto 2021

La politica da tangentopoli ai giorni nostri

Da Mani Pulite a Mani Legate. Venticinque anni dopo la grande inchiesta giudiziaria sul finanziamento illecito ai partiti che portò al crollo della Prima Repubblica, come è cambiata la politica? L'interrogativo non è di piccolo significato. E la ricerca di Da Mani Pulite a Mani Legate. Venticinque anni dopo la grande inchiesta giudiziaria sul finanziamento illecito ai partiti che portò al crollo della Prima Repubblica, come è cambiata la politica? L'interrogativo non è di piccolo significato. E la ricerca di una risposta plausibile rimanda inevitabilmente a quella stagione e agli eventi che ne seguirono.
Scuola di Atene primo pianoIl ciclone Tangentopoli, portando allo scoperto un sistema di illegalità diffusa, travolge tutti i partiti storici risparmiando il solo Pci non in quanto immune dal contagio ma perché l'indagine si arresta sulla soglia di Botteghe Oscure. Lo scampato pericolo non basterà ad evitare il naufragio nell'urna. Nel Paese si respira un clima di cupio dissolvi e gli elettori votano in massa la neonata Forza Italia di Berlusconi.  Il governo, tuttavia, non avrà vita lunga. Ben presto si apre una fase di incertezza destinata ad avere gravi conseguenze sulla vita di quell'esecutivo e degli altri - di centrodestra e di centrosinistra - che si succederanno fino ai nostri giorni.
Nel frattempo, però, è scomparsa la politica. Una politica che, con tutti i suoi limiti e gli errori nel periodo di basso impero, aveva segnato profondamente la storia repubblicana dal dopoguerra in poi, accompagnando per decenni il processo di crescita del Paese. Aveva esaurito la sua spinta propulsiva, quella politica? Forse. Si era abbandonata a pratiche inconciliabili con la sua ispirazione e le sue finalità? Certamente. Era ormai logora, svuotata di tensione ideale, dunque meritevole di castigo? Non c'è dubbio. Ma una cattiva politica si sostituisce con una buona politica, non con "un'altra cosa". E invece è proprio quello che è successo in Italia. Cancellati i partiti, calpestati i valori di riferimento, da allora la politica è sparita e il suo posto è stato preso da una classe  dirigente raccogliticcia, incolta e senza  visione del futuro. Il risultato è il caos.
Il fenomeno dell'antipolitica, frutto avvelenato del rigetto dei cittadini nei confronti dei partiti e soprattutto di un parlamento visto come un luogo di privilegiati intenti a curare i loro interessi più che quelli della nazione, ha preso il sopravvento su tutto ammassando vittime e vipere in un unico giudizio di colpevolezza. In realtà, del sistema di potere che ha causato l'inesorabile declino del Paese la politica, nella sua accezione autentica,  non solo non era responsabile ma, al contrario, parte lesa. L'averla abbandonata e tradita è la vera ragione che ha portato al disastro.
Oggi viviamo in un mondo che ha globalizzato il peggio lasciando fuori solo l'umanità. Nell'oscurantismo vincono la finanza, l'economia e i gruppi di pressione su scala universale. Ecco perché si sente  più che mai il bisogno di riprendere la bussola e orientare il cammino verso un nuovo orizzonte. La politica, in sé, è la forma più alta di carità, di libertà, di democrazia e di giustizia sociale. A patto che chi la esercita se ne dimostri all'altezza e, in primo luogo, degno.

A prescindere.