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Giovedì, 27 Gennaio 2022

Il vicepresidente Nicolò: “Ripristinare i presidi di polizia negli ospedali calabresi”

“I reiterati episodi di vessazione e di violenza che si consumano nelle corsie degli ospedali e delle altre postazioni sanitarie della Calabria, ai danni di medici e di altri operatori, ripropongono, con prepotenza, l’esigenza di ricostituire presidi di polizia presso “I reiterati episodi di vessazione e di violenza che si consumano nelle corsie degli ospedali e delle altre postazioni sanitarie della Calabria, ai danni di medici e di altri operatori, ripropongono, con prepotenza, l’esigenza di ricostituire presidi di polizia presso i nosocomi della nostra regione”.
E’ questa l’opinione del vice presidente del Consiglio regionale della Calabria Alessandro Nicolò che ricorda: “Nei mesi scorsi, più volte, ho raccolto - segnalandolo anche alla deputazione parlamentare calabrese - il grido di allarme dei medici, sempre più spesso, chiamati a dover fronteggiare, loro malgrado, atteggiamenti aggressivi, se non anche, reazioni sconsiderate e imprevedibili, fonte di rischi per la stessa incolumità degli operatori, compromessi nel sereno adempimento dei doveri della professione medica”.
“Gli ultimi accadimenti riportati dalle cronache locali attestano, purtroppo, come il livello di litigiosità abbia ormai raggiunto picchi pericolosi con effetti allarmanti che oggi sono sotto gli occhi di tutti”.
“Come più volte da me stigmatizzato ed in sintonia con l’Ordine dei Medici,  Chirurghi ed Odontoiatri - sottolinea Alessandro Nicolò - ho avanzato legittime e fondate perplessità circa la scelta discutibile di sopprimere i presidi di polizia, sentinelle di legalità e sicurezza a garanzia dei medici, dei pazienti e dei loro stessi familiari, specie nei reparti di Pronto Soccorso dove si lavora a ritmi incalzanti e in situazioni di estrema tensione. In queste postazioni, infatti, all’emergenza - che richiede immediatezza e tempestività di soccorso - si associano, in una miscela esplosiva, nervosismo, ansia e paura di quanti giungono per interventi di prima assistenza. Tali indispensabili presidi vanno dunque riconsiderati perché svolgerebbero anche una funzione preventiva, con effetti deterrenti rispetto al pericolo di commissione di reati. Non va poi dimenticato, che nei locali di Pronto Soccorso, come pure nelle postazioni di Guardia medica, operano sanitari-donne che devono spesso fare i conti con la prepotenza e con atteggiamenti discriminatori ed offensivi. La tutela dell’integrità fisica del personale medico e paramedico va assicurata con ogni mezzo e sforzo utile, garantendo all’uopo, un impegno di spesa adeguato e corrispondente alle attuali esigenze di ordine pubblico. Avevo già sollevato la questione rivolgendomi al Governo Monti ed interpellando i parlamentari calabresi della precedente legislatura. Oggi, le stesse preoccupazioni le rappresenteremo al vertice del Dicastero dell’Interno, Angelino Alfano, perché - pur dentro la cornice dei tagli imposti dalla Spending Review e dall’austerità e sobrietà necessitate dall’attuale momento - si riconsideri l’intera materia, anche alla luce del particolare contesto sociale ed economico che vive la nostra regione”.