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Mercoledì, 20 Ottobre 2021

Una cura "in versi" per il disagio psichico

Portare in superficie emozioni, sensazioni e sentimenti riposti in un angolo dell'anima per uscire dal cerchio dell'isolamento instaurando un 'ponte' col mondo e veicolando un vissuto che non puo' essere pienamente interpretato ed elaborato se non attraverso la scrittura, la Portare in superficie emozioni, sensazioni e sentimenti riposti in un angolo dell'anima per uscire dal cerchio dell'isolamento instaurando un 'ponte' col mondo e veicolando un vissuto che non puo' essere pienamente interpretato ed elaborato se non attraverso la scrittura, la poesia, la pittura e la musica, espressioni artistiche che hanno un potenziale terapeutico, catartico e liberatorio.
E' con questo preciso intento che nasce la raccolta di poesie "Nelle tempesta del pensiero" curata da Immacolata Cassalia - vicepresidente dell'Anffas onlus di Reggio Calabria (associazione nazionale di famiglie di persone con disabilità intellettiva e/o relazionale) - autrice di versi consegnati alle pagine di un libro che contiene leriflessioni poetiche di Marco Dell'Olmo e Giampietro Tura. Due giovani che hanno scelto la strada dell'arte per superare il proprio disagio.
Alla professoressa Francesca Neri, già docente di latino e greco al Liceo Classico “Tommaso Campanella” di Reggio, il compito di svolgere l'analisi espressiva e dei contenuti. "Profondità, ironia ed un evidente bisogno di comunicare a testimonianza che la peggiore afflizione della malattia resta l'isolamento, la non inclusione", il commento sulle liriche.
Uno degli autori evidenzia le contraddizioni della vita che si rispecchiano nel ricorso alle figure stilistiche dell'antitesi e dell'anafora.
E poi c'e' il riscontro di un paternalismo, pietismo e superficialità diffusi nell'interessamento degli altri, un contatto-non contatto che produce solo "amare esperienze", da qui "una sorte che appare irrimediabile”. Secondo Neri, "C'è dunque consapevolezza della propria condizione che si traduce ora nella ricerca di un rifugio, ora in uno slancio vitalistico, di espressione e di libertà: 'salpare verso l'ignoto'; 'viaggiare sulle onde del mare'".
“'Il mondo è una giungla feroce. Se fosse diverso ci sarebbe un vocabolario di un miliardo di parole', vivremmo cioè in un mondo dove tutti avrebbero la parola giusta per esprimersi. E infine, il ricorso alla metafora: 'La verità e' un frutto amaro; la profondità è solo il linguaggio ed io che sono irrazionale sfuggo delle cose il senso banale'".
Secondo Immacolata Cassalia che è responsabile dell’area Politiche sociali, Comunicazioni, progetti Anffas e membro del Comitato scientifico DPI (Disabled Peoples’International), "L'arte diventa un veicolo di informazioni su di se' che la persona non sa di possedere o che semplicemente non è in grado di esprimere comprensibilmente all'esterno. L’espressione artistica rafforza l’autostima e la consapevolezza delle proprie risorse; diventa possibilità di apprendere e soprattutto accettare che la persona con disagio psichico possa essere fonte di benessere, di creatività, di gioia, abbandonando il giudizio di pericolosità".
Per lo psichiatra Pietro Neri, responsabile del Centro di salute mentale di Reggio Calabria: “il ricorso all'arte aiuta a superare lo stigma, la paura della malattia mentale, il rifiuto della società verso le persone che soffrono di disfunzioni psichiche. L'arte favorisce l'integrazione sociale,getta le basi per superare il diffuso pregiudizio. Quale forma di comunicazione simbolica, rappresenta una palestra esistenziale per aiutare i processi di interpretazione, di esplorazione interiore e di crescita che devono sempre essere guidati dal terapeuta. La riabilitazione sconvolge il pregiudizio abituale e consente di superare il concetto di malato cronico. Non ci sono patologie gravi e meno gravi, infatti, che non possano essere guarite o in qualche misura arginate  grazie alla riabilitazione”.
Al segretario-questore del Consiglio regionale, Giovanni Nucera che ha curato la presentazione del volume sono state affidate le conclusioni del convegno. In apertura, Nucera ha sottolineato come l’approccio metodologico sviluppato dalla Medicina narrativa, sia componente essenziale del concetto del prendersi cura del paziente partendo dall’empatia e dalla conoscenza della storia individuale. "La poesia, come può esserlo l’arte, in tutte le sue espressioni e forme diventa dunque strumento di cura e di benessere per il paziente con disabilità intellettiva e/o relazionale. 'Nelle tempeste del pensiero' è un libro-testimonianza, un contributo importante per chi, come  me, impegnato in politica, e nelle istituzioni, ha il compito di trovare e proporre soluzioni e strumenti legislativi in questo delicato, ma spesso, trascurato settore. Si dice che con la poesia si può rendere visibile l’invisibile. Ecco, dunque, un esperimento riuscito, sia in termini di risultati raggiunti, sia in termini di divulgazione su un’attività - sottolinea Nucera - che vede l’Anffas Onlus di Reggio tra le associazioni più attive e importanti in Calabria. Uno stimolo per le istituzioni e la politica che hanno il dovere di individuare nuove forme, condizioni e percorsi di recupero sanitario e sociale per le categorie più svantaggiate della nostra società. Da questi cenacoli,  da queste occasioni di studio e di dibattito credo che la nostra città e la nostra regione possano trovare nuova linfa per crescere perché - conclude il segretario-questore - è anche su questo terreno che si gioca il modello di società che vogliamo costruire”.