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Martedì, 28 Settembre 2021

Formare una coscienza critica nei cittadini

4° Salone della Giustizia - Roma - L’intervento del presidente del Consiglio regionale pubblicato dal Sole 24 Ore.

L'Assemblea legislativa calabrese presente per la prima volta al Salone della Giustizia (29-30 novembre  1 dicembre 2012).

Per incoraggiare i giovani a lavorare nelle istituzioni e in politica anche in questi territori

Palazzo Campanella, sede del Consiglio regionale della Calabria


Promuovere la cultura della legalità. Una pratica quotidiana che passa dalla formazione di una coscienza critica e di una cittadinanza attiva, laddove le buone prassi degli enti locali e delle Regioni si mettono al servizio della comunità, per prevenire l’infiltrazione mafiosa e la corruzione. Presto si aprirà il Salone della Giustizia e il Consiglio regionale della Calabria sarà presente con un proprio stand.
“È la prima volta - dice il presidente del Consiglio regionale della Calabria Francesco Talarico - che la Calabria partecipa a un appuntamento così prestigioso sul tema giustizia e che è in grado di portare all’attenzione un lavoro importante avviato, e in parte concretizzato, dall’inizio di questa legislatura, con provvedimenti che riguardano misure per garantire la trasparenza e la legalità dei finanziamenti erogati dalla Regione, interventi a sostegno delle imprese vittime di reati di ndrangheta e azioni di contrasto alle infiltrazioni mafiose nel settore dell’imprenditoria, nonché agevolazioni a favore dei collaboratori di giustizia e delle loro famiglie" Sono solo alcuni dei provvedimenti approvati, quasi sempre all’unanimità. Il Salone sarà occasione di confronto tra le istituzioni, in particolare sui problemi nel Mezzogiorno, dove i pericoli derivanti dalla prepotenza mafiosa si sommano con emergenze sociali. “La ‘ndrangheta non è solo un problema, o una questione della Calabria - chiarisce il Talarico -. Il fenomeno ha ormai dimensioni nazionali e va affrontato con una visione e con mezzi che tengano conto di questa situazione nuova, a lungo sottovalutata e ignorata" Ma come il valore della legalità viene percepito nella regione calabrese? Di sicuro la chiave di svolta sono i giovani, nei quali si coglie un forte risveglio delle coscienze, segno di speranza. “Il successo di magistratura e forze dell’ordine nella lotta alle mafie - spiega Talarico - ha incoraggiato e reso più consapevole la società civile della necessità di far fronte comune, di rischiare, di scendere in campo”. Si è puntato molto su questi aspetti, indirizzando sull’educazione alla legalità le iniziative regionali.

Il presidente del Consiglio regionale della Calabria Francesco Talarico


In Consiglio è ospitata la ‘Bottega della Legalità’, primo esempio del genere in Italia, dove sono esposti e posti in vendita i prodotti dei terreni confiscati alla ‘ndrangheta e dati in gestione a cooperative sociali che esprimono modelli di sviluppo economico fondati sulla legalità, dando opportunità di lavoro a tanti giovani. Non solo, nella sede del Consiglio migliaia di giovani hanno incontrato magistrati in prima linea nella lotta al crimine organizzato, come il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso e il magistrato Nicola Gratteri (autore di libri che hanno dato a molti l’idea del pericolo reale). “Cè la necessità, però, di un supporto forte dello Stato in questa lotta”, incalza Talarico.
Il Consiglio regionale si muove nella consapevolezza che fare politica in Calabria e lavorare nelle istituzioni non è semplice. “È diverso da altre regioni in cui il tessuto sociale ed economico è più robusto ed è possibile costruire avendo condizioni di base che ti sostengono - dice Talarico -. Dove la società civile è più debole serve un impegno maggiore. Il rispetto della legalità e la ricerca del bene comune, anche se indispensabili e fondamentali, non sono sufficienti di fronte ad atteggiamenti che fanno prevalere la cultura negativa del male, della rassegnazione, del pessimismo e della competizione verso il basso, anziché verso l’alto. Il dialogo, la cooperazione e il confronto sono fondamentali. Dobbiamo saper creare un circolo virtuoso, una rete, tra istituzioni, università, movimenti culturali e ascoltare anche gli insegnamenti e le esortazioni della Chiesa calabrese”.
Il Salone sarà anche l’occasione per portare alla luce le attività svolte nella tutela della sicurezza pubblica. “La sfida è difficile — chiarisce il presidente —, ma sappiamo che ne va del nostro futuro e che non possiamo fare da soli. Ad esempio la sistematica azione di intimidazione nei confronti di amministratori pubblici in Calabria non può essere considerata come fenomeno che interessa questo o quel comune”. Irrinunciabile una strategia che punti al rafforzamento delle amministrazioni sotto il tiro delle mafie. “È necessario sostenere meglio - conclude Talarico -, con più mezzi e rafforzamento degli organici, il duro e coraggioso impegno di magistrati e forze dell’ordine. Volere più Stato significa sentire il senso dello Stato”. Nel segno di un futuro diverso.