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Lunedì, 16 Dicembre 2019

Presentato il libro della scrittrice e autrice reggina Menia Cutrupi, "È vietato calpestare i sogni..."

A palazzo Zani, nella sede del dipartimento dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, è stato presentato il libro della scrittrice e autrice reggina Menia Cutrupi.

La sua è una storia di donna calabrese che ce la sta facendo, in Calabria, e nonostante tutto. Il suo vissuto e il suo viaggio sono descritti nel libro in maniera chiara e trasparente. La scrittrice racconta di figure, chiamate “ammazza sogni”, che non le permettono di raggiungere le proprie mete.

Un libro che si legge tutto d’un fiato, dove ogni lettore potrebbe trovare delle similitudini con la propria vita di tutti i gironi. Al netto delle avversità che la scrittrice narra nel libro, la morale è quella di non mollare di credere nei propri sogni comunque è sempre.

Presenti alla manifestazione la presidente dell’associazione culturale Biesse, Bruna Siviglia, il professore Daniele Cananzi dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria ed il giornalista Francesco Scopelliti.

La dott.ssa Siviglia ha evidenziato come sia importante per i giovani, in particolar modo, non smettere di sognare, citando una frase del cantautore Vasco Rossi “non importante il sogno ma il viaggio che si intraprendere per raggiungerlo”. Il professore Cananzi ha posto l’accento su come i giovani calabresi possano sognare un futuro in Calabria “nonostante le tante difficoltà che sono presenti sulla nostra bellissima terra, i giovani hanno il diritto e il dovere di progettare, di sognare e di promuovere un futuro migliore”. 

Per il Magazine del Consiglio regionale della Calabria, ‘Calabria on web’, la scrittrice Menia Cutrupi.  

“È vietato calpestare i sogni”, un titolo importante con un significato profondo.

“Si, il libro parla di sogni e ammazza-sogni. Racconta la storia di una donna che vuole fare impresa in un territorio difficile, una donna che combatte qualche ammazza sogno come la sclerosi multipla, la ndrangheta, la diffidenza e i pregiudizi, ma nonostante tutto riesce a realizzare il proprio sogno”.

Come fa a coniugare l’essere scrittrice, imprenditrice e anche l’essere mamma?

 “Il mio primo “mestiere” è quello di essere mamma. I miei figli sono la priorità, tutto quello che faccio è conseguenza del mio modo di essere madre quindi di educare ai sacrifici, ai sogni, a quelle cose che fanno parte alla vera bellezza e che nulla hanno a che vedere con la materialità. Sono una scrittrice ed è sempre stato il mio sogno, ma a causa degli ammazza-sogni, per amore, in passato ho dovuto accantonare. Solo oggi mi sento realizzata sia da questo punto di vista ma anche come imprenditrice. È già in atto la stesura di altri due libri uno motivazionale e l’altro sarà il proseguimento di “è vietato calpestare i sogni”.

Prima ha parlato degli ammazza-sogni, sono quelle cose che non ci fanno raggiungere un determinato obbiettivo. Quali sono i suoi ammazza-sogni? 

“Io categorizzo gli ammazza-sogni nel libro, ho imparato a riconoscerli per affrontarli. Sono di tre categorie: quelli per odio, per amore e quello più importatane che ci abita dentro, la paura. Il mio ammazza-sogno più grande è la malattia, la sclerosi multipla. Ne sono affetta dal 2007 e mi ha creato non pochi problemi. Ho imparato che se riesci ad affrontarli, questi problemi, diventano uno sprone per andare avanti e per rafforzarti. Quindi la malattia mi ha insegnato ad essere resiliente e questa resilienza mi ha predisposto ad raggiungere i miei sogni che ho messo in lista e ad affrontare le difficoltà quotidiane che un malato di sclerosi multipla deve scontrarsi”.

Lei è una imprenditrice donna in Calabria, cosa significa fare l’imprenditrice nella nostra terra? E cosa possono fare le istituzioni per aiutare l’imprenditoria?

“Una bella domanda, essere imprenditrice in Calabria non è assolutamente facile, perché si guarda solo la punta dell’iceberg e non il vero problema in profondità. Basti pensare che nonostante i vari imprenditori che ci hanno bidonato, l’assenza di fondi pubblici e che il 90% delle vendite è fuori dalla Calabria, è veramente difficile tenere aperta una società. Anche se ci espanderemo come società noi ci teniamo ad avere delle sedi in Calabria e spero che prima o poi possano fiorire. Le istituzioni dovrebbero promuovere dei bandi capaci di finanziare un lavoro di un imprenditore. Io come imprenditrice sto lavorando gratis da quattro anni e penso che un bando dove non vengano finanziati solo i mobili o le consulenze ma venga dato un contributo all’imprenditore possa fare molto. Penso che anche le Università potrebbero fare una formazione mirata all’imprenditorialità. Spesso si parla di marketing, business plan, ma poco si fa riferimento a come ci si allena alla resilienza e a non perdere la motivazione.”

Qual è il tuo sogno per la Calabria?

“Il mio sogno è quello di una Calabria che non si lamenta ma che reagisce, dove non è necessario andare via. Una Calabria che possa crescere; aldilà della ndrangheta aldilà di tutto vedo molta pigrizia molti blocchi al cambiamento a tuti i livelli. Ci sono spiragli di luce e gli imprenditori che rimangono e investono sono quello spiraglio che vuole rimanere e far crescere il nostro bellissimo territorio”.