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Domenica, 20 Ottobre 2019

83 comuni al  voto in calabria l’11 giugno. Carpanzano il centro più piccolo Catanzaro quello più popoloso

Carpanzano, trecento anime alle pendici della Sila, è il comune più antico della provincia di Cosenza e sarà anche il più piccolo fra quelli che torneranno al voto per il rinnovo del consiglio comunale nella tornata primaverile. A Carpanzano, dove Carpanzano, trecento anime alle pendici della Sila, è il comune più antico della provincia di Cosenza e sarà anche il più piccolo fra quelli che torneranno al voto per il rinnovo del consiglio comunale nella tornata primaverile. A Carpanzano, dove Carlo V nel 1500 lasciò il suo mantello di ritorno dalla vittoria in terra africana, gli elettori sono 298.

Un’immagine di Carpanzano, 281 anime alle pendici della Sila. E’ il comune più antico della provincia di Cosenza e sarà anche il più piccolo fra quelli che torneranno al voto per il rinnovo del consiglio comunale. Un’immagine di Carpanzano, 281 anime alle pendici della Sila. E’ il comune più antico della provincia di Cosenza e sarà anche il più piccolo fra quelli che torneranno al voto per il rinnovo del consiglio comunale.


Cambiando prospettiva, ma seguendo la traccia storica lasciata dal passaggio di Carlo V in Calabria, è importante segnalare che il centro più popoloso che sarà chiamato alle urne è Catanzaro. Il capoluogo di regione, con i suoi circa 75 mila elettori, sarà un vero e proprio laboratorio politico. Il sindaco uscente Sergio Abramo ci riproverà e i sondaggi sembrano essere dalla sua parte e da quella dei partiti che ne sosterranno la corsa.
Una parte del centrosinistra, quella che sta lavorando sul nome del consigliere regionale piddino Vincenzo Ciconte per condurre questa sfida, proverà a riprendersi la casa municipale. Nelle ultime settimane anche l’Udc ha scelto di appoggiare Ciconte, facendo crollare la possibilità di portare alle urne una coalizione centrista.
L’accordo con Alternativa popolare, nata da ciò che rimane del Nuovo centrodestra, si è sfaldata all’improvviso. Tonino De Marco, il candidato sindaco scelto per guidare la squadra moderata, si è sfilato, ritirandosi dalla contesa elettorale.
Il Movimento cinque stelle, che online ha scelto l’insegnante Bianca Laura Granato, proverà a rompere gli schemi. Della partita sarà anche Nicola Fiorita (Cambiavento).
Il doppio turno, se nessuno dei candidati dovesse primeggiare al primo colpo, metterà alla prova la tenuta dei candidati più forti e quella delle alleanze che li sosterranno.
Il Ministero dell’Interno, guidato dal calabrese Marco Minniti, ha fissato la data delle prossime amministrative. I cittadini di Carpanzano, così come quelli degli altri 81 centri calabresi che saranno interessati dalla tornata elettorale amministrativa di primavera, si recheranno alle urne domenica 11 giugno. L’eventuale turno di ballottaggio, invece, si terrà domenica 25 giugno.
Le cabine elettorali saranno montate anche nei seggi del Comune di San Luca nel tentativo di superare l’ennesima stagione commissariale, con i Prefetti nominati dopo lo scioglimento per infiltrazioni mafiose nel 2013, pochi mesi prima dell’arresto dell’ex sindaco Sebastiano Giorgi. Il piccolo centro della Locride era ritornato al voto il 31 maggio del  2015 ma l’unica lista presentata, quella guidata da Giuseppe Trimboli, si è fermata, infatti, a 1.485 voti (43,09%), al di sotto dunque della soglia minima per rendere valide le elezioni.

Il magnifico ponte Morandi (oggi Ponte Bisantis) a Catanzaro città che l’11 giugno va al voto Il magnifico ponte Morandi (oggi Ponte Bisantis) a Catanzaro città che l’11 giugno va al voto


Ma quello di San Luca non sarà l’unico centro commissariato a rivotare. In Calabria, infatti, ci sono altre dodici amministrazioni comunali che, anche per motivi diversi dall’infiltrazione mafiosa, sono gestiti da rappresentanti dell’Ufficio territoriale di Governo. Fra questi spiccano i comuni di Bova Marina, il cui municipio è retto dai commissari dopo l’arresto del sindaco Vincenzo Crupi nell’ambito dell’inchiesta “Ecosistema” e, poi, Bagnara che prova a chiudere una lunga stagione commissariale che, a settembre del 2016, era stata prorogata dopo lo scioglimento per infiltrazioni mafiose che era intervenuto nella primavera del 2015. Seggi aperti anche a Bovalino, grosso centro della Locride la cui amministrazione è stata sciolta per infiltrazioni mafiose.
Si voterà anche a Villa San Giovanni, il cui consiglio comunale è decaduto dopo le dimissioni in massa dei suoi componenti e, nel dicembre del 2016, il Prefetto di Reggio Calabria, Michele Di Bari, aveva provveduto a nominare il vice prefetto Gerlando Iorio come commissario prefettizio. Solo un mese prima il sindaco Antonio Messina e alcuni componenti della giunta erano stati sospesi dal Prefetto Di Bari per effetto della Legge Severino.
Il comune di Gioia Tauro, invece, farò parte della tornata elettorale ma la sua vita amministrativa sarà “sub judice”. Il Consiglio dei Ministri, infatti, ha da poco disposto l’accesso antimafia al palazzo di città lasciato libero dal sindaco Giuseppe Pedà in seguito ad una mozione di sfiducia che ha catalizzato i voti della maggioranza dei consiglieri comunali.
Tornando ai numeri, poi, è importante segnalare che i centri calabresi interessati al voto nella prossima primavera saranno 83 su 409 (il 20%): 17 in provincia di Catanzaro, 24 in provincia di Cosenza, 2 in provincia di Crotone, 25 nel contesto metropolitano di Reggio Calabria e 14 nel territorio di Vibo Valentia.
Il totale dei cittadini calabresi che sarà chiamato al voto nel mese di giugno, poi, supera i 390 mila, attestandosi per l’esattezza a 392.855 elettori così ripartiti: 113.403 in provincia di Catanzaro; 122.746 a Cosenza; poco più di 6 mila a Crotone; 35.244 in provincia di Vibo Valentia e, infine, oltre 110 mila in quella di Reggio Calabria.
Sono cinque, infine, i centri che potrebbero essere interessati al turno di ballottaggio previsto per il 25 di giugno: Catanzaro (con oltre 75 mila elettori), Acri (con oltre 21 mila elettori), Paola (poco più di 15 mila elettori), Gioia Tauro (oltre 16 iscritti alle liste elettorali) e Palmi (con 16 mila 841 elettori).