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Mercoledì, 16 Ottobre 2019

Calabria-Basilicata unite dalla “Film Commission”. Un esempio da replicare nel Mezzogiorno

Arretratezza culturale, mafie, scarsa progettualità: piaghe sociali che da sempre frenano ogni aspirazione di sviluppo. Eppure la Calabria, da più di dieci anni, ha in mano uno strumento per proporsi in maniera diversa agli occhi del Paese e valorizzare i Arretratezza culturale, mafie, scarsa progettualità: piaghe sociali che da sempre frenano ogni aspirazione di sviluppo. Eppure la Calabria, da più di dieci anni, ha in mano uno strumento per proporsi in maniera diversa agli occhi del Paese e valorizzare i luoghi storici, le sue bellezze naturali e paesaggistiche, la creatività dei suoi giovani talenti artistici.

Luca Marinelli e Isabella Ragonese in una scena del film di Fabio Mollo "Il padre d'Italia" Luca Marinelli e Isabella Ragonese in una scena del film di Fabio Mollo "Il padre d'Italia"


Questa opportunità si chiama “Film Commission”. La fondazione, nata undici anni fa, grazie all’approvazione della legge regionale numero 1 del 2006, con l’obiettivo di stimolare la crescita dell’industria cinematografica e sostenere le imprese della regione che operano in questo settore, dopo tante difficoltà di partenza è oggi a un bivio. Se “svolta” nella direzione giusta, il comparto avrà a disposizione un volano di sviluppo autopropulsivo. “Il 29 aprile dello scorso anno - sottolinea il direttore artistico della “Film Commission” Calabria, Paride Leporace - sono state apportate alcune modifiche statutarie e, successivamente, il 5 luglio, con la nomina del presidente, si è aperto il nuovo corso”. La sinergia, avviata la scorsa estate con la “Film Commission” della Basilicata - voluta dai rispettivi governatori, Marcello Pittella e Mario Oliverio - comincia a dare i suoi frutti perché ha innescato un circuito virtuoso.

il direttore artistico della “Film Commission” Calabria, Paride Leporace il direttore artistico della “Film Commission” Calabria, Paride Leporace


Lo conferma il favore di pubblico incontrato dall’ultimo film il “Padre d’Italia”, diretto dal regista reggino Fabio Mollo, uscito nelle sale il nove marzo e presentato in anteprima al super cinema “Moderno” di Cosenza, al teatro “Grandinetti” di Lamezia Terme e all’“Aurora” di Reggio Calabria. “L’intesa - dichiara Leporace - è stata presentata il cinque settembre agli operatori del settore e alla stampa nel corso della Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, dove il presidente Oliverio e l’assessore regionale della Lucania Francesco Pietrantuono hanno illustrato i dettagli dell’accordo di stretta cooperazioneassieme ai vertici delle due fondazioni. Il progetto di collaborazione ha avuto un notevole riscontro a livello nazionale.
In Parlamento, nell’ambito della discussione sulla nuova legge del cinema, è stato approvato un ordine del giorno che invita il Governo a istituzionalizzare un tavolo di confronto tra le Film Commission del Mezzogiorno prendendo a modello il gemellaggio tra Calabria e Basilicata. Per il 2017 sarà, inoltre, pubblicato un nuovo avviso per attrarre produzioni cinematografiche che intendano operare sui rispettivi territori.

Claudio Santamaria sul set di "The Millionairs" con la sua squadra tecnica Claudio Santamaria sul set di "The Millionairs" con la sua squadra tecnica


E sempre ovviamente nell’ottica di moltiplicare le opportunità per gli operatori dell’audiovisivo, sono in fase di studio diversi interventi nel campo della formazione”.
A leggere bene la storia del cinema nel mondo, si può cogliere, alla larga, anche un contributo della Calabria. La tecnica delle “fotografie in movimento”, dovuta all’abilità dei fratelli francesi Luis e Auguste Lumière, si affermò a partire dal dicembre 1845 a Parigi con la proiezione di alcune piccole pellicole per un pubblico pagante, nel leggendario “Gran Cafè” sul Boulevard des Capucines. Le immagini ritraevano treni in stazione, l’uscita degli operai dalle fabbriche, l’irrigazione dei giardini pubblici, ma, dopo i primi consensi, l’interesse cominciò a calare. Molti bollarono la nascente cinematografia come una curiosità scientifica di taglio salottiero e senza avvenire commerciale.
La consacrazione avvenne, invece, all’inizio del 900 a Manhattan, nel cuore di New York. In quegli anni, sulle rive dell’Hudson, sbarcarono decine di milioni di immigrati. Molti arrivarono anche dalla Calabria. Non conoscendo la lingua inglese, piuttosto che recarsi al teatro, preferivano, invece, le immagini mute, ma significative che si proiettavano nei locali dell’epoca. Anche perché, a differenza dei loro connazionali rimasti in Patria, avevano maggiori disponibilità di tempo e di denaro. Questa differenza fece la fortuna del cinema e dei primi produttori americani.

Marta Gastini e Maria Grazia Cucinotta in una scena della "Moglie del sarto" Marta Gastini e Maria Grazia Cucinotta in una scena della "Moglie del sarto"


Con il flusso dei suoi emigrati anche la Calabria diede dunque il suo contributo all’affollamento delle sale di proiezione. Quel legame sottile, a distanza di oltre un secolo, ha idealmente riattraversato l’atlantico e, attraverso la “Film Commission”, ha trovato, nella valorizzazione dei borghi antichi, delle spiagge e di tante altre località suggestive, il terreno utile per gettare il seme di un nuovo ciclo produttivo. Dopo il ruolo importante rivestito negli anni scorsi da Francesco Zinnato, Gianluca Curti e Ivano Nasso, (con le produzioni, tra l’altro, di “Gente di Mare”, Artemisia Sanchez”,“La moglie del sarto”, “Quel che resta”, “Il sud è niente”, “Fiabeschi torna a casa”, “Qualunquemente”, “Il giudice meschino”, la fondazione, oggi guidata dal presidente Pino Citrigno e dal direttore artistico, appunto, Paride Leporace, ha finanziato altre cinque pellicole, due delle quali già realizzate. Si tratta del cortometraggio “The Millionairs” di Claudio Santamaria e del lungometraggio “A Ciambra” di Jonas Carpignano, centrato sull’epopea di una comunità rom che arriva dalla Slovenia nel sud Italia. A breve inizieranno le riprese di “Rumore” (che annovera nel cast l’intramontabile Claudia Cardinale) e di “Arberia”, progetto che si sviluppa tra le Dolomiti lucane e il Comune di Nocera Tirinese. “Adesso pubblicheremo un bando - aggiunge Leporace - per il finanziamento di lungometraggi, serie televisive, opere prime e seconde, documentari e web series. Un altro avviso sarà, invece, dedicato esclusivamente alle opere prodotte da operatori regionali”.

Luca Marinelli e Isabella Ragonese in una scena del film di Fabio Mollo “Il padre d’Italia” Luca Marinelli e Isabella Ragonese in una scena del film di Fabio Mollo “Il padre d’Italia”


La “Film Commission”, in questi mesi di attività, ha sostenuto diverse altre iniziative finalizzate alla promozione delle località storiche. Una strada che consentirà presto di avere a disposizione una strategia che avrà al centro l’affermazione del cineturismo, un segmento nel quale si possono inserire in un’ottica più ampia anche percorsi enogastronomici. Citrino e Leporace hanno avviato contatti con l’Ente Regione per promuovere un disegno unitario e organico in grado di valorizzare il patrimonio storico-artistico e monumentale della Calabria. “Siamo al lavoro con il Dipartimento agricoltura e con quello del turismo - conclude Leporace - per attrarre specifici target legati al turismo culturale”. L’esempio più significativo viene dalla Sicilia, dove la casa sul mare del Commissario Montalbano, a “Punta Secca”, nel Comune di Santa Croce Camerina (provincia di Ragusa), è da anni meta di moltissimi visitatori, affascinati dal successo delle serie televisiva che trae spunto dai romanzi di Andrea Camilleri, con protagonista Luca Zingaretti. Sarebbe la strada giusta per rafforzare l’equazione tra cinema e cultura.