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Venerdì, 23 Agosto 2019

Malagò: “La Calabria è la più sedentaria. Deve cambiare marcia. Il Coni guarda allo “Sport in classe”

Giovanni Malagò, presidente nazionale del Coni, è intervenuto sulla necessità di ripartire dal mondo dell’istruzione per radicare una cultura sportiva diversa, perché solo così, si possono costruire successi certificati da una crescita esponenziale a livello di mentalità, di approccio e Giovanni Malagò, presidente nazionale del Coni, è intervenuto sulla necessità di ripartire dal mondo dell’istruzione per radicare una cultura sportiva diversa, perché solo così, si possono costruire successi certificati da una crescita esponenziale a livello di mentalità, di approccio e di valorizzazione della pratica agonistica.

Giovanni Malagò, presidente nazionale del Coni. Giovanni Malagò, presidente nazionale del Coni.


“La Calabria deve cambiare marcia con l’aiuto di tutti i principali interlocutori istituzionali”. Malagò, il 19 febbraio del 2013 è stato eletto presidente nazionale del CONI, dopo una lunga carriera come imprenditore, dirigente sportivo ed ex giocatore di calcio a 5. Una vita dedita allo sport, e costellata di successi anche da giocatore, con il conseguimento di tre scudetti con la Roma RCB e quattro Coppa Italia, due conquistate con il Circolo Canottieri Aniene, di cui poi, è stato presidente. Al centro della sua attività anche l’organizzazione di diversi avvenimenti internazionali, come il Campionato europeo di pallavolo nel 2005 e il Campionato mondiale di nuoto nel 2009.

La morte del commissario Raciti e di Ciro Esposito, sono due tragedie che nulla hanno a che vedere con lo sport, ma che devono indurre ad interventi necessari in tema di sicurezza negli stadi. Il 13 dicembre del 2013 il Viminale ha istituito una task force per controllare le manifestazioni sportive, ed è stato prodotto un documento analitico. Quali sono gli interventi che saranno attuati?

“Il Coni ha partecipato alla tavola rotonda, insieme alla Figc e agli esponenti delle Leghe calcistiche, per individuare le criticità e condividere l'esigenza di una strategia comune di prevenzione e di contrasto dei fenomeni di violenza e illegalità connessi agli eventi sportivi. E’ stata redatta una bozza, il ministro Alfano ha voluto ascoltare le nostre testimonianze e ci ascolterà prima di portare il testo definitivo all'approvazione del consiglio.Logo_CONI_2014 Io ho espresso le mie opinioni: ci dobbiamo il più possibile agganciare a quelle che sono le esperienze all'estero e in particolare al modello inglese. Questo significa punire colui che agisce con violenza, ma al tempo stesso premiare i comportamenti corretti. Sono tre le aree in cui bisogna intervenire per combattere la violenza negli stadi: normative, organizzazione e cultura”.

La nuova normativa sugli stadi, ha inteso agevolare la costruzione di proprietà delle società di calcio, per responsabilizzare sempre di più i club in materia di sicurezza, con investimenti dei privati, nell’ottica di un rilancio dell’impiantistica sportiva, sia di vertice che di base, senza dare adito a speculazioni edilizie. Il governo infatti, ha messo a disposizione lo strumento della procedura semplificata e tempistica contingentata, per ottenere una risposta dai comuni una volta presentato il progetto. I nuovi stadi, dunque, dovranno essere il volano di crescita economica del calcio, ma anche una garanzia in più in chiave sicurezza?

“La legge sull’impiantistica è una formidabile opportunità, dopo anni di vana attesa, per dare nuovo impulso allo sport. Il Coni ha fatto “moral suasion” affinché questa norma venisse approvata: ora, in tempi certi e con procedure semplificate, si può costruire una palestra multifunzionale e impianti con una soglia minima indoor di 500 persone e di 2 mila unità outdoor. Si tratta di una possibilità importante, che può schiudere importanti prospettive, anche occupazionali. E’ ovvio che le nuove strutture saranno all’avanguardia anche per quanto riguarda il tema della sicurezza, nonostante il problema sia più profondo ed abbia investito aspetti che non sono sempre direttamente collegati al luogo destinato ad ospitare l’evento”.

volley-tonno-callipoLa crisieconomica che ha investito tutto il Paese, ha prodotto effetti devastanti anche al Sud. Una situazione che ha messo in difficoltà molte società sportive, altre sono state costrette a lasciare o comunque a cedere in parte l’attività. A distanza di un anno, da quando lei era intervenuto a Reggio Calabria, nell’ambito dei Giochi del Mare, la situazione è rimasta inalterata o in alcuni casi anche peggiorata, a causa della mancanza di investimenti e di fondi, carenza di impianti, inadeguatezza delle strutture esistenti. Quali le misure che potranno essere adottate per rilanciare lo sport in Calabria?

“La Calabria deve cambiare marcia, con l’aiuto di tutti i principali interlocutori istituzionali. E’ tra le regioni con il più alto livello di sedentarietà e per invertire la tendenza c’è bisogno di azioni, idee e coraggio. Conosco il grande impegno del presidente del Comitato regionale Praticò e so che ha sviluppato progetti, prevedendo l’utilizzo di impianti mobili per portare lo sport in piazza, nonché di tensostrutture chiamate ad avvicinare soprattutto i bambini all’universo dell’attività di base. Parliamo di una regione che ha un valore aggiunto turistico da coniugare all’aspetto agonistico, per trasformare questo binomio perfetto in un volano di ripartenza e di crescita. I grandi eventi rappresentano un’occasione per veicolare, come in passato con la Coppa Davis e la Fed Cup, una mentalità nuova, puntando sulla promozione della pratica agonistica”.

L’uscita della Nazionale italiana al Mondiale, e le conseguenti dimissioni di Abete e Prandelli, hanno indotto una necessità di rifondare il movimento, ricostruendo la struttura della Federcalcio?

italia-campione-del-mondo“Ho molto apprezzato il gesto del presidente Abete dopo l’eliminazione dal Mondiale, in segno di discontinuità rispetto alle abitudini consolidate nel Paese. Sarebbe però ingeneroso e riduttivo pensare che le difficoltà fossero legate alla governance e al numero uno uscente. Il mondo del calcio si è trascinato, da anni, problemi insoluti, ha creato una sottocultura sulla quale è opportuno intervenire in modo profondo. E’ necessario radicare una nuova mentalità e guardare al modello tedesco, come dicevo in tempi non sospetti: hanno seminato e ora raccolgono i frutti”.

Necessaria anche una programmazione adeguata, come avvenuto in altri Paesi, che possa riportare ai vertici il calcio. Qual è l’iter che si sta seguendo per la nomina del nuovo ct della Nazionale e del presidente della Figc?

“Il Coni non può interferire con certe scelte, lo impongono gli statuti. C’è un’assemblea federale elettiva fissata per l’11 agosto, mi auguro che in quella data siano arrivate delle risposte certe, soprattutto che possano convergere su una candidatura largamente condivisa. Subito dopo sarà il nuovo presidente Figc, con il supporto di chi si è occupato del progetto Italia e del consiglio federale, a decidere il nome dell'allenatore”

Lei ha dichiarato che lo sport deve essere la base nelle scuole primarie e per questo è necessario concedere la gestione degli spazi nei plessi alle società sportive. Un modo anche per gestire meglio sport e studio. Si sta lavorando anche in questo senso?

La calabrese arianna errigo sul podio di fioretto femminile ai Giochi della XXX Olimpiade di Londra insieme alle connazionali Elisa di Francesco (medaglia d'oro) e Valentina vezzali (medaglia d'i bronzo). La calabrese Arianna Errigo sul podio (medaglia d'argento) di fioretto femminile ai Giochi della XXX Olimpiade di Londra, insieme alle connazionali Elisa di Francesco (medaglia d'oro) e Valentina Vezzali (medaglia di bronzo).


“Dobbiamo ripartire dal mondo dell’istruzione per radicare una cultura diversa, perché solo così si possono costruire successi certificati da una crescita esponenziale a livello di mentalità, di approccio e di valorizzazione della pratica agonistica. E parlo anche di base strutturale: finite le lezioni si deve studiare la possibilità di fare attività con le associazioni e le società sportive, che possono gestire i plessi scolastici. Una sinergia pubblico-privato, che possa consentire di aggirare le problematiche finanziarie relative alla ristrutturazione di migliaia di impianti. Il CONI, da statuto, non dovrebbe occuparsi della scuola, ma ha stanziato circa 10 milioni per il progetto che è stato denominato “Alfabetizzazione motoria” e che ora si trasformerà nel format “Sport di classe”. Ho creduto molto in questo percorso e mi impegnerò, con tutti gli interlocutori istituzionali, per favorire una svolta indifferibile”.

Tornando alla Calabria, ci sono anche realtà sportive positive. E’ necessaria una ristrutturazione dalle basi?

“Ci sono sicuramente esempi virtuosi che vanno valorizzati e presi a modello di gestione e di pianificazione. Apprezziamo questi esempi senza dimenticare che è necessario rivitalizzare la base: senza non esiste movimento di vertice. Ecco perché la medaglia più importante consiste proprio nel promuovere la diffusione dell’attività motoria, creare le condizioni – anche logistiche e strutturali - per assecondare gli sforzi di chi si prodiga quotidianamente per raccogliere questa sfida”.