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Martedì, 15 Ottobre 2019

A colloquio con Rosario Carello, conduttore di “A Sua Immagine”. Faccio il postino del Papa nelle carceri

Quando era Jorge Bergoglio e basta, certo non avrebbe immaginato che qualcuno dall’altra parte del mondo si sarebbe preso la briga di inanellare i tanti piccoli aneddoti della sua (poco) ordinaria vita di arcivescovo di Buenos Aires, tredici milioni di Quando era Jorge Bergoglio e basta, certo non avrebbe immaginato che qualcuno dall’altra parte del mondo si sarebbe preso la briga di inanellare i tanti piccoli aneddoti della sua (poco) ordinaria vita di arcivescovo di Buenos Aires, tredici milioni di anime a volere considerare la cerchia esterna. Perché ciò avvenisse sarebbero occorse due cose.

Papa Francesco e Rosario Carello


La prima sta nelle imperscrutabili vie del Signore che lo hanno portato a essere Francesco vescovo di Roma e, su questo, umilmente ci ritraiamo. La seconda è nella creatività di un giornalista, italiano di Calabria, che, dovendone parlare ogni domenica, ha deciso a un certo punto di raccontarlo con parole sue. Il giornalista è Rosario Carello,  il libro che ha scritto – I racconti di Papa Francesco, una biografia in 80 parole, San Paolo - è da diverse settimane in cima alle classifiche delle librerie cattoliche italiane. Alla vigilia del  suo piccolo tour di presentazione in Calabria, lo abbiamo intervistato.

Carello, è quasi scontato che conversando con lei si passi a parlare di Papa Francesco. Perché “A sua immagine”, la più seguita trasmissione di vita religiosa di Rai 1, è legata fortemente all’Angelus domenicale, e perché è l’autore fortunato de “I racconti” per la San Paolo. Intanto,  cosa ne pensa di questo Papa chiamato “quasi” dalla “fine del mondo”, che ci esorta alla “Santa Furbizia” e nello stesso tempo a lasciarci “commuovere dalla bontà del cuore”.

È un grande dono per la Chiesa e per il mondo. La sua idea di camminare, di mettersi in cammino per costruire rapporti umani più solidi, economie più giuste, una Chiesa più aderente al Vangelo, contrasta con l’immobilismo che viviamo in ogni settore in questi nostri anni. La sua richiesta di sobrietà e di povertà contrasta con il gigantismo senza fine che la crisi economica ha interrotto ma bruscamente. La sua richiesta di tenerezza nei rapporti umani, è meravigliosa. E il suo ripetere che “Dio è amore” è la vera catechesi da fare.

Ha presentato i “Racconti” allo stesso Francesco. Cosa vi siete detti, se vuole dircelo?

Ho voluto consegnare al Papa la prima copia del libro e gli ho detto della mia intenzione, condivisa e supportata dall’editore San Paolo, di regalarlo alle biblioteche di alcune carceri. Il Papa si è mostrato molto interessato e mi ha chiesto di spiegargli meglio l’iniziativa. Al termine gli ho chiesto se aveva un messaggio da dare ai detenuti e mi ha risposto: «Dì loro di pregare per me perché ne ho bisogno, dì loro che io prego per loro e che li porto nel cuore». E così mi trovo nella felice circostanza di essere il postino del Papa nelle carceri.

Perché li ha scritti e perché ne consiglierebbe la lettura, in un panorama editoriale per dire il vero un po’ affollato sull’argomento? Cosa offrono di nuovo alla immagine pubblica di un Papa molto amato e – (ancora?)- poco discusso? Siamo realmente di fronte a un’altra Chiesa, a un Papa che Scalfari definisce rivoluzionario perché tra l’altro avrebbe “abolito”, o starebbe per abolire, il peccato?

Non ha abolito il peccato, anche se il suo articolo su Repubblica iniziava così. Scalfari ha scoperto che Dio è amore e perdona sempre. L’ha scoperto perché è una delle espressioni più usate da Bergoglio. Sono felice per questa sua scoperta e mi chiedo per colpa di chi, l’ha fatta solo oggi, visto che è una verità antica. Meglio tardi che mai comunque. Il mio libro offre 80 racconti per conoscere meglio Papa Francesco. Ottanta aneddoti realmente accaduti con lui protagonista.

Veniamo a lei, Carello. Ha annunciato che a fine gennaio terminerà la tua esperienza con “A Sua Immagine”, iniziata nel 2008. Ci dice come c’è approdato, cosa ha significato per lei,  cosa lascia a chi verrà dopo?

Ci sono arrivato dopo oltre 10 anni di radio e di collaborazioni con media locali in Calabria, dopo 5 anni di lavoro a TV2000, in cui ho lavorato al TG, ai programmi culturali e a quelli religiosi. Nei mesi in cui cercavano il conduttore di A Sua Immagine ero in onda ogni giorno con un talk-show dedicato alla famiglia. Ho iniziato questo lavoro a 17 anni, andavo ancora al liceo.

E adesso che farà? So che rimane in Rai. Ci anticipa qualcosa? Rimane nello stesso ambito, o si cimenterà su altri fronti?

Rosario Carello


Ho vinto un concorso in Rai per giornalisti ed entro nelle redazioni. Di più saprò tra qualche settimana.

Carello, lei adesso vive a Roma, dove è sposato ed è padre da 4 mesi di una splendida bimba. Ma è cresciuto a Catanzaro, in mezzo ai libri, suo padre era un valente editore, di stanza in provincia ma aperto al mondo.

Mio padre era editore, un imprenditore culturale in Calabria, che ha pubblicato perfino negli Stati Uniti. Non male, eh! Un gran bell’insegnamento per me e per i miei fratelli, una scuola straordinaria!

Ha conosciuto molta gente nella trasmissione, o per via della sua collaborazione con Famiglia cristiana: volontari, uomini e donne di fede, teologi, giornalisti, semplici credenti. Qualcuno, o qualche storia, l’ha particolarmente colpito, e  perché?

Un fatto straordinario è accaduto ogni volta che ho ospitato i volontari del Movimento per la Vita. Ho saputo poi che molte ragazze, che avevano intenzione di abortire, guardando la trasmissione hanno cambiato idea. Sono una settantina i bambini nati grazie all’improvvisa decisione delle loro mamme, maturata dopo aver visto il programma. Il fatto di aver contribuito con il mio lavoro alla nascita di una settantina di bambini, è una bellissima soddisfazione. Ma so anche di molte imprese di lavoro nate dopo aver raccontato le iniziative del Progetto Policoro, il progetto per il lavoro pensato dalla Conferenza Episcopale Italiana.

Un servizio o qualcuno che le sarebbe piaciuto ospitare e non è stato possibile…    

Avendo fatto un’intervista al Papa Benedetto XVI nel venerdì santo del 2011, la risposta è nessuno.

Carello, riesce a trovar modo e tempo per impegnarsi nel sociale. In particolare nella difesa dei minori. Di recente ha anche visitato i reclusi del carcere minorile di Catanzaro…

Il carcere minorile di Catanzaro è uno delle tante carceri che ho visitato regalando il libro del Papa, come dicevo prima. Però, in più, lì ho svolto il servizio civile da ragazzo, quando per obiezione di coscienza non ho fatto il servizio militare obbligatorio. Una bella esperienza.

Ma è vero che si è messo a cantare?...

Ho solo cantato in un disco per “Ali per volare”, un’associazione impegnata nelle vaccinazioni ai bambini nella foresta equatoriale del Congo, insieme a Paolo Vallesi, Sebastiano Somma, Cinza TH Torrini, Enzo De Caro.