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Mercoledì, 16 Ottobre 2019

E’ calabrese il patron della Radio più ascoltata d’Italia

Lorenzo Suraci è a capo  di Rtl 102.5: una delle radio più ascoltata di sempre. Si trasferisca a Bergamo molto giovane, l’amore per la musica e lo spettacolo - riporta la sua biografia - lo riconducono in Calabria dove cresce Lorenzo Suraci è a capo  di Rtl 102.5: una delle radio più ascoltata di sempre. Si trasferisca a Bergamo molto giovane, l’amore per la musica e lo spettacolo - riporta la sua biografia - lo riconducono in Calabria dove cresce come imprenditore teatrale.

Lorenzo Suraci


Negli anni 80 torna definitivamente a Bergamo e nel 1988 acquisisce Rtl per pubblicizzare la discoteca Capriccio di Arcene, nel Bergamasco. In breve tempo, il segnale di Rtl viene esteso in tutto il Nord Italia, per poi sperimentare l’idea dell’isofrequenza nazionale: l’obiettivo è quello di trasmettere su un’unica frequenza, i 102.5, appunto. Nel 1990 Rtl 102.5 diventa uno dei 14 network nazionali italiani. Inoltre, è stata la prima radio privata italiana a creare una propria redazione giornalistica, a trasmettere in diretta partite ufficiali della Nazionale Italiana di calcio, i concerti degli U2, di Robbie Williams e molti altri, oltre a organizzare tour itineranti per l’estate.

Ormai RTL 102.5 è un diventata un punto di riferimento per milioni di ascoltatori, cosa si prova a guidare un’organizzazione così capillare in tutto il Paese?

La nostra è una realtà importante, ma non siamo gli unici ad avere moltissimi ascoltatori, ci sono tante altre radio importanti.Ovviamente, visti i tempi che corrono, è una cosa che porta tanti pensieri. Tuttavia, siamo molto contenti. E’ un risultato per cui lavoriamo giorno e notte, un trend che non può essere stravolto tra una tranche e l’altra. Sono convinto che il segreto per ottenere un  buon  risultato sia fare una radio sempre in diretta 24 ore su 24, 7 giorni su 7. La conquista del primato tra le radio è importante, ma per noi è una tappa. Vogliamo e dobbiamo crescere ancora…

Quali sono, se ci sono, le maggiori difficoltà nel mantenere un network nazionale ad alti livelli?

La situazione economica che si è venuta a creare in questo Paese sicuramente non aiuta. Comunque, i dati di ascolto della radio relativi al 1° semestre 2013 segnano un momento storico per il mezzo radio. RTL 102.5 raggiunge per la prima volta il traguardo di 7.000.000 di ascoltatori nel giorno medio, confermando il suo costante trend di crescita. Dire di essere soddisfatto è poco, non soltanto perché premia il continuo lavoro di miglioramento e sviluppo svolto in questi anni, ma soprattutto perché dimostra, anche con la crescita del totale ascolto, come la radio sia un mezzo in grande salute che raggiunge ogni giorno oltre 35.000.000 di italiani. Questo risultato ci permetterà, anche in un momento così difficile per l’economia italiana e conseguentemente per la raccolta pubblicitaria, di presentarci sul mercato e di offrire ai nostri clienti un prodotto sempre più efficace per raggiungere i loro obiettivi di comunicazione.


RTL 102.5 si contraddistingue, tra l'altro, per la grande professionalità della redazione giornalistica con notiziari puntuali e capaci di far rimanere, chi ascolta, incollati sulle vostre frequenze. Anche da questo punto di vista un grande lavoro...

 È un lavoro che stiamo ormai facendo da oltre 20 anni, la redazione di RTL 102.5 è nata nell’agosto del 1991, e sempre con la stessa passione e professionalità .Quindi ormai per noi è diventata consuetudine lavorare in questo modo. La crescita di Rtl 102.5 ha tappe precise che ne scandiscono la crescita. Nel 1990, anzitutto, la legge Mammì dispone che per poter avere la concessione nazionale occorre mandare in onda l'informazione. Noi ci siamo mossi per tempo. Acquisendo la medesima frequenza fino a Roma e poi via via nelle altre regioni del Sud. Fondamentale è stata l'intuizione di puntare sulle "news" brevi ogni ora per tutte le 24 ore della giornata. La gente vuole essere sempre informata, specie quando si sposta. Ma vuole notizie rapide, secche, essenziali, altrimenti si stanca.

RTL 102.5 è la radio più ascoltata in Italia con 7.000.001 ascoltatori nel giorno medio, e in tv conquista sempre maggiori ascolti. Come giudica l'avvento del digitale e quali vantaggi hanno avuto le radio?

Per quanto ci riguarda ci preme il digitale nella radio, sono ormai 10 anni che investiamo nel DAB (Digital Audio Broadcasting). Speriamo che sia arrivato il momento buono per sviluppare anche in Italia questo sistema. Quello che fa RTL 102.5 non è televisione, ciò che ci contraddistingue è il format della ‘Radiovisione’ che significa portare in video ciò che accade in radio. Il nostro contenuto è prezioso: noi siamo conla gente in diretta dalla mattina alla sera. Per cui è normale che nell’evoluzione tecnologica abbiamo approfittato di alcune piattaforme. La nostra piattaforma digitale, come dicevo, il Dab è  una nuova tecnologia che ci permette di raccordare il prodotto nostro con tutte le altre piattaforme. Il che in analogico diventa più difficile. Ci sono 40 programmi utilizzabili, sia a Roma, sia a Milano, poi addirittura noi abbiamo una rete in tutta Italia per cui i nostri segnali arrivano fino a Palermo.

Il fascino della radio continua a catturare l'interesse dei più, nonostante le nuove frontiere della tecnologia. Qual è il segreto?

Non vi sono particolari segreti se non quello di fornire agli ascoltatori i contenuti che rispecchiano sempre una realtà quotidiana. Quindi la vera ricetta è un mix di attualità, professionalità, informazione e intrattenimento. In questi anni di radio abbiamo cercato di realizzare e proporre programmi un po’ in tutti gli ambiti. Cerchiamo di capire cosa vuole il pubblico e costruiamo il palinsesto sulle esigenze degli ascoltatori. Fin dal 2000 abbiamo incominciato ad abbracciare le nuove tecnologie, oggi contiamo sulla nostra pagina Facebook oltre un milione di iscritti. La radio resta comunque un mezzo con una grande forza, che sa difendersi bene rispetto al contesto di mercato.

Lei è calabrese di Vibo Valentia. Che rapporto ha con la sua regione?

Ho sempre avuto un ottimo rapporto con la Calabria. Appena al timone della radio ho sempre avuto un cruccio: da calabrese volevo poter sentire i programmi da Bergamo fino a Tropea, dove andavo al mare e ci sono riuscito. Ecco, diciamo che ho avuto la fermezza di regalare ai calabresi. e a me stesso, questo traguardo che, devo dire,  mi inorgoglisce.