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Mercoledì, 16 Ottobre 2019

Un Mediterraneo di letteratura: il sogno della poetessa Samira Negrouche

Si può, attraverso la cultura, creare un legame solido e duraturo tra le rive del Mediterraneo? Secondo l’idea di alcuni intellettuali, scrittori e artisti arabo-mediterranei che si sono riuniti a Malta, per un forum sul tema, è possibile. E si Si può, attraverso la cultura, creare un legame solido e duraturo tra le rive del Mediterraneo? Secondo l’idea di alcuni intellettuali, scrittori e artisti arabo-mediterranei che si sono riuniti a Malta, per un forum sul tema, è possibile. E si può provare, cominciando proprio dalla letteratura e dalla scrittura. Samira Negrouche, poetessa e traduttrice algerina, tra le più convinte sostenitrici del progetto, sostiene che “si può  partire da un luogo dedicato al patrimonio e alla scrittura contemporanea, per condividere l’immaginario mediterraneo, aperto a scrittori e ricercatori di tutto il mondo, con una biblioteca fornita di testi di letteratura e scienze sociali “. Il sogno-idea di Samira Negrouche, è stato analizzato e discusso a Malta da scrittori, traduttori, operatori culturali provenienti da Inghilterra, Bulgaria, Italia, Spagna, Libano, Marocco, Libia, Egitto, Turchia e dalla stessa isola maltese. Per due giorni sono state affrontate discussioni orientate su aspetti concreti e su esperienze già maturate, come nel caso di “ Transeuropéennes “, la rivista internazionale di pensiero critico che  favorisce la pubblicazione di testi inediti, e Babelmed, il sito più conosciuto sulle culture del Mediterraneo.
Il desiderio di creare, nel Mediterraneo, una piattaforma, fisica e virtuale, dedicata alla letteratura e alla sua traduzione, non è una novità. Alice Guthrie, capo progetto Mondo arabo ed euro mediterraneo per Literature Across Frontiers, associazione attiva nel campo degli scambi sulla letteratura e sul dialogo interculturale da tempo sostiene la necessità “ di elaborare un piano d’azione globale del quale la piattaforma è solo un aspetto”. La necessità di uno spazio fisico, per aggregare le strutture esistenti e facilitare gli scambi, è vitale spiega  spiega Karsten Xueres, coordinatore di progetto per la Fondazione Valletta 2018 che dice: “Esistono festival, incontri, ma non luoghi fisici dedicati”. L’incontro di Malta è la prosecuzione di discussioni nate diversi anni fa. Il dibattito su tutti questi contenuti ha permesso di condividere le esperienze, definire le necessità riguardo la formazione dei traduttori, il rafforzamento dei circuiti del libro, la mobilità degli autori, la diffusione dei beni culturali, la protezione del diritto d’autore e di traduzione.
Nel gennaio 2011, a Londra, l’idea prese forma, spiega ancora  Alice Guthrie. E poi ci furono gli appuntamenti di Beirut in luglio 2012 con editori, scrittori e traduttori della regione, poi a Istanbul in ottobre dello stesso anno e infine a La Valletta dove si è promossa una strategia di azione concreta”. Nel corso delle discussioni si è affermata l’idea che a Malta sia realizzato questo progetto. L’arcipelago è, infatti, al centro del Mediterraneo. Membro dell’Unione Europea dal 2003, la storia e la lingua di Malta sono testimonianza degli scambi e delle migrazioni che hanno caratterizzato e caratterizzano tuttora la regione: il maltese è la sola lingua semitica dell’Unione Europea con apporti italiani, spagnoli, turchi, inglesi su una base araba e, soprattutto, La Valletta, la capitale, è stata scelta per essere la Capitale Europea della Cultura 2018. Un’occasione d’oro per dare vita alla piattaforma. Karsten Xueres spiega il programma dettagliato: “Entro il 2015 avremo stabilito un accordo tra Literature Across Frontiers, Inizjamed, il governo maltese e gli sponsor. Per Adrian Grima la chiave della riuscita è la capacità di implicare tutti gli attori locali: “E’ necessario che tutto questo sia concertato con tutti, prima a livello locale. Ma non possiamo farlo in solitudine altrimenti rischiamo di riprodurre un’isola dentro l’isola”. Karsten XuerebNonostante le dimensioni della sfida, Karsten Xueres si mostra ottimista riguardo le capacità del suo paese: posizione geografica, lunga tradizione di scambi con il nord e il sud e anche il fatto che Malta sembra sfuggire alla crisi di oggi: “Non abbiamo subito tagli di bilancio e il nuovo governo ha elaborato una politica culturale con una specifica strategia per le industrie culturali. Inoltre persone formatesi all’estero vengono a investire a Malta”. La volontà di contribuire, attraverso la traduzione, al dialogo interculturale e alla reciproca comprensione delle lingue e della storia decuplica le energie. Questo progetto vuole porsi come una proposta per una Europa diversa e relazioni diverse con la riva sud del Mediterraneo. Per Malta in particolare, che era stata segnalata da Human Rights Watch per il trattamento riservato agli immigrati senza permesso di soggiorno (clandestini)1, è una urgenza. “Non possiamo permettere che tutto abbia origine da Bruxelles, Parigi, Londra o Berlino” insiste Alexandra Buchler: “Guardare al sud permette anche a noi di definirci diversamente, ci fa comprendere che abbiamo applicato un pensiero molto materialista. Questo sguardo diverso può aiutarci a porre domande diverse e la letteratura e la cultura possono mettere in campo un approccio differente”. Per Adrian Grima “nessuno pensa alla piattaforma solo per scrivere libri! Questo è un atto politico!” Tre gruppi sono già al lavoro per elaborare una strategia e dare forma alla piattaforma fisica e virtuale. La presenza a poca distanza dal luogo di discussione del capolavoro di Caravaggio che rappresenta Jerome de Stridon, patrono dei traduttori, ha senza dubbio contribuito a dare maggiore forza a questa determinazione …