Per offrire informazioni e servizi, questo portale utilizza cookie tecnici, analitici e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su qualunque altro link nella pagina o, comunque, proseguendo nella navigazione del portale si acconsente all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni sui cookie e su come eventualmente disabilitarli consultare l'informativa sulla Privacy.

Sabato, 21 Settembre 2019

Scienza e tecnologia per un giorno a NanoGagliato

Si svolge nel piccolo borgo la conferenza sulle nanotecnologie. Questa volt ci sarà  Lee Hartwell, premio Nobel per la medicina nel 2001. Appollaiato a 450 metri di altitudine sulle colline che si affacciano sul Golfo di Squillace, lungo la statale Si svolge nel piccolo borgo la conferenza sulle nanotecnologie. Questa volt ci sarà  Lee Hartwell, premio Nobel per la medicina nel 2001. Appollaiato a 450 metri di altitudine sulle colline che si affacciano sul Golfo di Squillace, lungo la statale che porta verso le Serre, Gagliato è un piccolo paese di 519 abitanti che ospita, ormai da cinque anni, un evento che desta interesse: la conferenza annuale "NanoGagliato" promossa dall'Accademia di Gagliato delle Nanoscienze.

Mauro Ferrari


L’edizione della conferenza per il 2013 è prevista dal 25 al 30 luglio prossimi con un programma che si presenta fitto di iniziative, discussioni, dibattiti e, soprattutto, ospiti illustri tra i quali Lee Hartwell, premio Nobelper la medicina nel 2001 per il suo lavoro sulla delineazione del ciclo cellulare e Gino Nicolais, presidente, dal febbraio del 2012, del CNR. Alla Conferenza è abbinato il progetto della Piccola Accademia delle nanoscienze con una grande novità per il 2013: il lancio dei Nanobots, una squadra di robotica per bambini dai 10 ai 16 anni, affiliata alla First Lego League, che progettano, costruiscono e programmano robot autonomi, applicandoli a problemi reali di grande interesse generale, ecologico, economico, sociale, per cercare soluzioni innovative. Oltre ad appassionarsi alla scienza divertendosi, i ragazzi acquisiscono conoscenze e competenze utili al loro futuro lavorativo e si avvicinano in modo concreto a potenziali carriere in ambito scientifico eingegneristico.
Sull’intera conferenza, la sua organizzazione e su questa iniziativa che, per cinque giorni, vede un piccolo paese della Calabria diventare il punto di riferimento per l’intero settore delle nanoscienze, vegliano, e per essa lavorano in sinergia ed in coppia, Mauro e Paola Ferrari.

Paola e Mauro Ferrari


Per capire chi è Mauro Ferrari basta fare una veloce ricognizione in rete e scoprire che il luminare, nominato solo tre anni fa presidente e Ceo del Methodist Hospital Research Institute a Houston in Texas, massima istituzione mondiale di ricerca sulle nanotecnologie applicate all’oncologia e direttore del Dipartimento di Nanotecnologie ed ingegneria biomedica della University of Texas Science center, è la star assoluta del settore nanotech nel mondo. Nel 2003 il National Cancer Institute americano gli ha affidato la direzione del programma di sviluppo della nanomedicina mentre solo qualche mese fa ha tenuto un importante lecture sul futuro della Medicina e della nanomedicina durante la conferenza “The future of science” organizzata dalla Fondazione Veronesie e dalla AIRC (Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro).
Perché sono importanti le nanotecnologie, cosa sono e cosa hanno a che fare con la medicina e la lotta al cancro e, last but not least, perché proprio Gagliato, sono alcune delle domande alle quali ha risposto con estrema disponibilità Paola Ferrari, presidente dell’Accademia di Gagliato delle Nanoscienze.

Innanzi tutto: a cosa si riferisce il prefisso –nano e cosa significano i termini nanoscienze, nanotecnologie e, soprattutto, nanomedicina?

“Nano” è una misura, equivalente a un miliardesimo di metro. Un modo efficace per immaginare questa dimensione è quella di pensare al rapporto fra una biglia e l'intero pianeta Terra. Dunque le nanoscienze hanno a che fare con tutto ciò che appartiene a questa scala e le nanotecnologie consistono nell'applicazione per scopi pratici di sistemi e innovazioni derivati dalla nanoscienza. Una considerazione importante è che il termine nanotecnologia si riferisce solamente a prodotti “man made”, creati in laboratorio, e non comprende quanto di nano esiste già in natura, come le molecole biologiche. Per essere “nano tecnologiche” le invenzioni devono essere 'disegnate' da ingegneri in grado poi di manipolare la materia a livello nanometrico con strumenti altamente sofisticati e microscopi elettronici. L'applicazione di queste tecnologie avanzate che consentono la manipolazione della materia a livelli molecolari al campo della medicina, è chiamata nanomedicina. La possibilità di utilizzare strumenti diagnostici e di cura dimensionati al livello molecolare è di straordinaria utilità al fine della prevenzione precoce delle malattie, nonché alla scoperta di cure di impatto ridotto sulla qualità della vita dei pazienti.

In che modo le nanotecnologie possono contribuire alla lotta contro il cancro?

La nanomedicina sta rivoluzionando la lotta al cancro, mettendo a disposizione armi formidabili sia nel campo della diagnosi sia della cura. “Nanochip” diagnostici permetteranno fra non molto di individuare nei fluidi biologici come sangue e saliva,la “firma” di un cancro quando questo non è ancora di dimensioni rilevabili dagli strumenti diagnostici tradizionali. Sono anche in sperimentazione “nano capsule” in grado di “navigare” il sistema vascolare senza essere eliminate dalle molte barriere biologiche di difesa del nostro sistema, e di arrivare direttamente sulla lesione cancerosa che viene annientata risparmiando il tessuto sano circostante. Com’è noto, nella gran parte delle terapie chemioterapiche correnti, la quasi totalità del farmaco arriva dove non serve, causando enormi effetti collaterali. Non si pensi però che la nanomedicina contro il cancro sia ancora fantascienza: da più di dieci anni sono già sul mercato farmaci chemioterapici, come il Doxil, dove l'efficacia terapeutica e la riduzione degli effetti collaterali sono stati altamente migliorati dalla riconfigurazione di un farmaco tradizionale grazie alla nanotecnologia. La missione ultima per i ricercatori in questo settore, tra cui mio marito, è quella di celebrare il giorno in cui il cancro non causerà più morte e sofferenza e, anche se non sarà possibile eliminarlo, sarà almeno “domato” .

Quali sono gli altri campi di applicazione delle nanotecnologie nell’ambito della medicina?

Poiché la nantecnologia altro non è che una “scatola di attrezzi” per la manipolazione della materia a livello molecolare, i campi possibili di applicazione sono vastissimi, anche in campo medico. La cardiologia, l'oculistica, la diagnostica in generale, sono aree in cui stanno avanzando importanti progressi. Un settore dove la sperimentazione ha mostrato grandi promesse è quello della rigenerazione dei tessuti. Usando “impalcature” nanofabbricate a cui vengono aggiunti altri “ingredienti” biologici e agenti terapeutici, nei laboratori di Methodist Hospital Reserach Institute di Houston hanno messo a punto una “colla” che può far ricrescere ossa e tessuti.

Il percorso personale del prof. Ferrari, dal dottorato in ingegneria alla laurea in medicina, dimostra inequivocabilmente una caratteristica fondamentale: la multidisciplinarietà delle nanoscienze. In che modo quest’ approccio multidisciplinare viene “rappresentato” nella Conferenza annuale e nell’Accademia di Gagliato?

Le competenze che servono per identificare soluzioni creative a problemi medici ancora irrisolti sono innumerevoli. Nei laboratori del Methodist Houston, per esempio, i medici presentano problemi agli ingegneri, i quali lavorano con i matematici, i biologi e i fisici in cerca di soluzioni efficaci. Le soluzioni trovate poi devono passare attraverso il difficile processo di commercializzazione per poter arrivare in clinica e beneficiare i pazienti. È per questo che agli incontri di NanoGagliato sono invitati portatori di eccellenza in tutti i settori menzionati, compreso quello del business.

Perché è stato scelto proprio il piccolo paesino di Gagliato come base per la conferenza e,quindi, l’internazionalizzazione della vostra attività?

Mauro, mio marito, ha collaborato con il compianto Salvatore Venuta, Magnifico Rettore dell'Università della Magna Graecia fin dagli inizi della costituzione dell'ateneo e del suo programma di ricerca. Dall’amicizia fra i due è nato il desiderio di stabilire una residenza estiva per la nostra famiglia vicino allo splendido lido di Soverato. I nostri amici calabresi non potevano consigliarci meglio quando hanno indicato Gagliato, per la sua vicinanza al mare e per la sua gradevole posizione collinare, come il posto ideale dove installarci. Da lì è nata l'idea di fare della nostra casa di Gagliato un “cenacolo” di conversazioni sulle scoperte in nanomedicina. Anno dopo anno, grazie sopratutto all'ospitalità e collaborazione della gente di Gagliato, queste conversazioni si sono trasformate in veri e propri “festival” scientifici che attraggono attenzione  dei media nazionali e internazionali  e molti visitatori.

Il futuro delle nanoscienze e il futuro delle “piccole” generazioni: in che modo la Piccola Accademia delle nanoscienze può contribuire alla diffusione del progetto?

Entusiasmando i piccoli portandoli a contatto con il “nanomondo”, le cui meraviglie possono essere studiate e apprezzate attraverso molteplici forme e attività. Attraverso presentazioni dei nostri ricercatori, e sessioni dedicate a esperimenti e dimostrazioni, gli studenti di NanoPiccola hanno un’opportunità unica di entrare in contatto con il mondo della ricerca d”avanguardia, e di acquistare familiarità e dimestichezza con i concetti fondamentali delle nanoscienze. L'aspetto più importante delle conferenze di NanoPiccola resta però la possibilità per i bambini e ragazzi di conoscere e diventare amici degli importanti scienziati ospiti di NanoGagliato che diventano fonte di ispirazione per perseguire studi e carriere nel mondo della scienza e della medicina.

Quali saranno i momenti salienti della prossima edizione di NanoGagliato e qualii progetti per il futuro?

Daremo inizio anche quest'anno a NanoGagliato con un serata di benvenuto agli ospiti stranieri e con un banchetto di specialità calabresi a cui tutta la popolazione di Gagliato è invitata. Precederà il banchetto l'inaugurazione della Mostra collaborativa che la nostra direttrice artistica, Jo Ann Fleischhauer di Houston, allestirà nelle Cantine del Palazzo Romiti, e che quest'anno avrà per tema il progetto de Il Frantoio, che sarà la futura casa dell'Accademia e di NanoGagliato. Le giornate del 26 e 27 luglio vedranno lo svolgimento delle conversazioni scientifiche su temi di attualità in nanomedicina, organizzate in otto sessioni tematiche e a cui parteciperanno 12 invitati italiani e stranieri. In parallelo avranno luogo nei locali della ex-scuola all'ingresso del paese i lavori della seconda conferenza di NanoPiccola. Le iscrizioni saranno aperte a metà luglio per bambini e ragazzi fra e 5 e i 18 anni, e la partecipazione è gratuita. Il momento clou di NanoGagliato sarà la serata in Piazza venerdì 26 luglio in cui gli scienziati offriranno una prospettiva sulla ricerca in nanomedicina e risponderanno alle domande del pubblico. Celebrità nazionali e intrattenimento musicale faranno parte, anche quest'anno, del programma della  serata.