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Martedì, 20 Novembre 2018

La jonicitàdi Cersosimo. L’angoscia dello scultore per un mondo disumano

La primavera da poco arrivata piega con forza il vento, il freddo e la neve per fare posto ai nuovi profumi e ai colori della terra e del mare, alla luce del sole. La stessa terra calda e selvaggia da La primavera da poco arrivata piega con forza il vento, il freddo e la neve per fare posto ai nuovi profumi e ai colori della terra e del mare, alla luce del sole. La stessa terra calda e selvaggia da cui ancora oggi nascono i “frutti” di uno degli artisti calabresi più conosciuti e apprezzati nel mondo dell’arte, Antonio Cersosimo. Originario di Crucoli ma figlio del mondo, da cui ha respirato e “rubato” stimoli, idee ed esperienze diverse tra loro, l’artista sessantottenne ha fatto del piccolo borgo di tremila anime in provincia di Crotone il suo “buen retiro”. Un luogo della memoria da cui trae ispirazione per continuare silenzioso ed elegante il suo trentennale percorso tra le maglie di uno stile definito della Jonicità, segnato indissolubilmente dal legame con la terra d’origine. Qui, da sempre infatti, storia e leggenda si intrecciano e si confondono in racconti di uomini e donne giunti sulle coste calabresi migliaia di anni fa e artefici della Cultura Magno greca. In mezzo, il mare Mediterraneo, elemento naturale ma soprattutto custode fedele di tesori e memorie che grazie alla sensibilità e al talento dell’artista vengono svelati sulletele, i bronzi e il legno. Ma soprattutto, vengono scolpiti nella pietra dura, in particolar modo nel marmo.
L’itinerario formativo di Cersosimo è complesso e a tratti sofferto.  Un percorso iniziato da giovanissimo proprio a Crucoli, ancora oggi terra di ispirazione, ma segnato anche dalla voglia di sperimentare e ricercare nuove forme dell’arte. Un viaggio che nel corso degli anni lo porta a frequentare le fonderie di Bari, Napoli e Roma, e lavorare presso i laboratori di marmo di Carrara, Pietrasanta e Massa. Esperienze fondamentali per un’artista che con coraggio ha messo al centro del suo percorso artistico la volontà di cercare una nuova identità,  un proprio stile capace di trasmettere stati d’animo vissuti intimamente e di una dimensione infinita, di riscatto della bellezza e dell’amore per la vita. Filo rosso del suo percorso artistico, la grecità delle forme e la ionicità di uno stile originale che si è misurato col marmo, il bronzo il legno, la tela.
Il risultato sono opere dalle linee leggere e sinuose, conduttrici di sentimenti e concetti eterni che l’artista sposa con le urgenze della società moderna. Ultime in ordine di tempo sono le due creazioni realizzate in questi primi mesi del 2013, e che come al solito confermano tale percorso umano ed intellettuale.

“Veleni - Svilimento”, è un’opera scultorea in marmo bianco (cm. 62x28x22) con cui l’artista intende sensibilizzare le coscienze sul generale clima di avvelenamento sociale e politico che la società vive. Un periodo in cui sembra regnare sovrano il disincanto, l’incapacità di sperare e di affidarsi agli altri per invertire la rotta che sembra portare inevitabilmente verso l’irreparabile. Un chiaro invito da parte di Cersosimo a desistere, ad abbracciare la potenza e l’efficacia del dialogo risolutore, capace di lenire l’angoscia e fare superare gli steccati della solitudine e degli inutili protagonismi.  Un’opera d’arte che vuole invitare ad una reazione attiva, attraverso l’unica strada in grado di accomunare non solo gente di fede diversa, ma anche chi un credo non ce l’ha, ovvero l’impegno umano.

“Fedeltà – fiducia”, invece è il titolo dell’opera scultorea in marmo statuario di Carrara (cm. 102x26x23) con cui Cersosimo sembra quasi voler suggerire all’osservatore di fermarsi un attimo, guardarsi intorno e riflettere. Il fine è quello di scoprire come nei rapporti umani, sia la fiducia l’unico vero motore in grado di tenere viva la fiamma di un sentimento. Una regola di vita forse banale, ma oggi forse data troppo per scontato.
C’è l’urgenza infatti di sapersi fermare, respirare e prendere per mano chi ci sta accanto: un amante, un figlio, un amico. Sapere attendere è la sfida più grande, ascoltare senza interrompere, seguire senza voler per forza condurre.
Sentimenti e forme simbolo di un nuovo umanesimo dell’arte quelli espressi  da Antonio Cersosimo, una sorta di augurio per una nuova rinascita sociale e culturale in fondo da tutti invocata, ma troppo spesso poco inseguita fattivamente. Tante, tantissime, le opere simbolo di questo percorso. Impossibile elencarle tutte, ma su  una in particolare forse vale veramente la pena soffermarsi:

“Invocazione alla Pace” è infatti una delle più affascinanti e imponenti creazioni dell’artista, un’opera scultorea in marmo (acquabianca) con base in granito rosso; unica nel suo genere non solo per le dimensioni ma anche per la potenza del messaggio che vuole trasmettere. Collocata sulla sommità del monte “La Pizzuta” di San Nicola dell’Alto, in provincia di Crotone, con i suoi sette metri d’altezza la scultura domina e abbraccia l’intero Marchesato.  E’ stata eretta nel 2003 come monito alla guerra del Golfo e dei Balcani. << E’ come una sorta di richiesta di un aiuto che si spera possa arrivare dall’alto – ha spiegato più volte l’artista nel corso degli anni – come una guida che ci aiuti a ritrovare la via smarrita a causa di conflitti che sembrano non finire mai >>. Era il 2003 appunto, da li in poi nuovi e sempre più gravi conflitti mondiali. Morte, sangue e dolore, molto spesso in nome della democrazia, della libertà e della pace. Allora oggi diventa più urgente reagire, chiedere aiuto. Assumersi ognuno per la propria parte il peso delle responsabilità. Compito a cui non si sottraggono gli artisti quando decidono di veicolare messaggi capaci di generare reazioni e sentimenti spesso sepolti sotto strati di indifferenza e omertà. Compito a cui non si sottrae naturalmente Antonio Cersosimo.  << Il coraggio del lavoro – sottolinea infatti l’autore – è necessario per risorgere, così come lo è stata la reazione attiva per superare  il dramma emotivo  legato alla realizzazione dell’opera >>.
Quintali di polvere e schegge lavorati, e la ferma convinzione dell’artista di quanto il lavoro, la creazione, la materia, il risultato finale, possano fare nei confronti della disperazione. Un’opera, “Invocazione alla pace”, che per sua stessa ammissione custodisce un dramma che coincide con la crisi del tempo, e che non avrebbe potuto raccontare in nessun altro modo.

 

Biografia artistica:

Nel corso degli anni numerosi, sono stati i premi riconosciutigli: 1° Premio "Trofeo Brunelleschi" Firenze 1983; 1° Premio "Primavera" Roma 1989; Premio  "Gli Allori del Palatino", Campidoglio - Roma 1990; Premio Internazionale "Praeclarus" Roma 1991; "Premio Internazionale Polivalente per le attività umane" Roma 1992; Premio "Per una Europa verso il XXI sec." Roma 1989; Premio Nazionale "Alma Mater" 1993, Premio alla carriera "Lorenzo il Magnifico", Firenze 2001).

Ha esposto in varie mostre personali e collettive:  Milano - Art Mondial Gallery 1979 - Palazzo di Villa Litta 1997.  Firenze - Rotonda di Donatello 1982 - Chiostro di San Lorenzo     1983 - Salone Italiano Arte Contemporanea 1992 - Expo Arte Palazzo degli Affari 1994 - Kens Art Gallery 1996.  Roma - Palazzo Pignatelli 1989 - Galleria "Il Leone" 1989 - Centro d'arte "La Bitta" 1992 - Villa dei Cesari 1990. Lecce - Castello di Carlo V 1990.  Brescia - Expo Arte di Montichiari 1994.  PISA - Idearte Expo 1995. PADOVA - Expo Arte 1996. TORINO - Galleria "La Telaccia" 1991. Ferrara - Galleria "Alba" 1991. Spoleto - XXXV° Festival dei Due Mondi 1992. Sulmona - XIX° Premio Sulmona, Circolo d'Arte "Il Quadrivio" 1994. Ostia Lido - Galleria "Orsa Maggiore" 1992 - II° Biennale di Monterosso Calabro 1993. Capo D’Orlando - Centro d'Arte "Agatirio" 1994.

L’artista ha inoltre rappresentato l'Arte italiana a Dallas - "Ajat" 1993. New York, Stoccolma e Budapest.Di lui hanno scritto critici e stampe. Si ricordano le recensioni di T .Bonavita, P .Fazzini, A. Gatto, A. Giordano, G. Giordano, A. Jozzino, E. Marcianò, A. Schettini, G. Selvaggi, R. Tagliano Grasso, E. Treccani ed altri; La Nazione, Calabria Letteraria, Il Corriere di Roma, Daily News, La Gazzetta del Sud, Il Giornale di Calabria, Il Corriere dell'Umbria, Il Crotonese; le riviste d'Arte: Il Serratore, Arte n° 316, Art Leader, Quadri & Sculture, Flash Art, Arte and Words, Contemporary Art, Art News, Club Art World, Selection Art Words, Catalogo Arte "Comaducci n° 19", Annuario C.I.A.C. '92, Catalogo "E.I.A.C. '94" edito dalla Arte Studio Firenze, Top Arts '94-'95, Catalogo "L'Elite" selezione arte italiana '94, The Lion 7.